Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 26 giugno 2015, n. 13215. Il c.d. danno da “fermo tecnico”, patito dal proprietario di un autoveicolo a causa della impossibilita’ di utilizzarlo durante il tempo necessario alla sua riparazione, puo’ essere liquidato anche in assenza d’una prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso effettivo a cui esso era destinato. L’autoveicolo, infatti, anche durante la sosta forzata e’ una fonte di spesa per il proprietario (tenuto a sostenere gli oneri per la tassa di circolazione e il premio di assicurazione), ed e’ altresi’ soggetto a un naturale deprezzamento di valore

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Suprema Corte di Cassazione

sezione III

sentenza 26 giugno 2015, n. 13215

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SEGRETO Antonio – Presidente

Dott. SPIRITO Angelo – rel. Consigliere

Dott. D’AMICO Paolo – Consigliere

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 15636/2012 proposto da:

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS) SPA, (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 497/2011 del TRIBUNALE di TORRE ANNUNZIATA, depositata il 26/05/2011, R.G.N. 224/2003;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14/04/2015 dal Consigliere Dott. ANGELO SPIRITO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. BASILE Tommaso, che ha concluso per l’accoglimento del 3 motivo di ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il (OMISSIS) cito’ in giudizio (OMISSIS) (conducente), (OMISSIS) (proprietario) e la (OMISSIS) (assicuratrice del veicolo) per il risarcimento del danno subito dal proprio veicolo in occasione di un incidente stradale. Il GdP accolse l’eccezione della (OMISSIS) di difetto della legittimazione passiva e rigetto’ la domanda. Il Tribunale di Torre Annunziata accolse l’appello del (OMISSIS) e condanno’ la controparte a risarcirgli il danno. Propone ricorso per cassazione il (OMISSIS) in tre motivi. Non si difendono gli intimati. Il (OMISSIS) ha depositato memorie per l’udienza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il primo motivo censura la sentenza per non avere liquidato in favore del ricorrente il c.d. danno da sosta tecnica, sul presupposto della mancata prova “che l’attore abbia erogato somme di denaro per noleggiare altro veicolo in sostituzione di quello inutilizzabile per l’esecuzione delle necessarie riparazioni”.

Il motivo e’ fondato.

E’ consolidato nella giurisprudenza di legittimita’ il principio in ragione del quale il c.d. danno da “fermo tecnico”, patito dal proprietario di un autoveicolo a causa della impossibilita’ di utilizzarlo durante il tempo necessario alla sua riparazione, puo’ essere liquidato anche in assenza d’una prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso effettivo a cui esso era destinato. L’autoveicolo, infatti, anche durante la sosta forzata e’ una fonte di spesa per il proprietario (tenuto a sostenere gli oneri per la tassa di circolazione e il premio di assicurazione), ed e’ altresi’ soggetto a un naturale deprezzamento di valore (tra le varie, cfr. Cass. n. 22687/13; 23916/06; 12908/04; 17963/02). Il giudice, nel rigettare la domanda sul rilievo della mancata prova circa la spesa sostenuta per il noleggio di altro veicolo, ha disatteso l’enunciato principio. La sentenza va cassata sul punto ed il giudice del rinvio procedera’ al nuovo esame della domanda, adeguandosi al principio di diritto enunciato.

Il secondo ed il terzo motivo lamentano, sotto il profilo dell’omessa pronunzia e sotto quello della violazione di legge e del vizio della motivazione, la mancata liquidazione del danno da ritardo, inteso come danno da lucro cessante per il mancato pagamento delle somme dovute e liquidate a titolo di risarcimento del danno.

I motivi sono fondati. Infatti, il giudice avrebbe dovuto condannare i convenuti in solido al pagamento degli interessi sulla somma di euro 2500,00 (liquidata all’attualita’) devalutata alla data del sinistro ed annualmente rivalutata.

Anche questi motivi vanno, dunque, accolti ed il giudice del rinvio provvedere alla liquidazione degli interessi nei sensi sopra detti.

Il giudice del rinvio provvedere, infine, anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa al Tribunale di Torre Annunziata, nella persona di diverso magistrato, anche perche’ provveda sulle spese del giudizio di cassazione.