Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 4 novembre 2013, n. 24731 Fatto e diritto Ritenuto quanto segue: M..D.M. ha impugnato, con regolamento di competenza, la sentenza in data 10.4.2012, con la quale il tribunale di Salerno ha rigettato l’appello dallo stesso proposto, confermando, sotto il diverso profilo della operatività del foro del consumatore, la...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 31 ottobre 2013, n. 5266. E’ affetto da annullabilità (e non da nullità) il provvedimento amministrativo (per sua natura autoritativo) che sia stato rilasciato sulla base di un atto la cui emanazione abbia comportato alla commissione di un reato.
La massima 1. E’ affetto da annullabilità (e non da nullità) il provvedimento amministrativo (per sua natura autoritativo) che sia stato rilasciato sulla base di un atto la cui emanazione abbia comportato alla commissione di un reato. 2. La sussistenza della annullabilità consente l’adeguata tutela del territorio e degli interessi pubblici coinvolti. Difatti, a seguito...
Corte di cassazione, sezione I, sentenza 25 luglio 2013, n. 18085. Ai sensi della L. n. 890 del 1982, art.7, comma 2 va ritenuta la ritualità della notifica ove l’agente postale abbia consegnato il plico a persona di famiglia, nella specie, coniuge separato, ove risulti la presenza consuetudinaria e non occasionale della stessa, da accertarsi dal Giudice del merito, nell’ambito della valutazione allo stesso spettante
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I CIVILE Sentenza 25 luglio 2013, n. 18085 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RORDORF Renato – Presidente – Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere – Dott. BERNABAI Renato – Consigliere – Dott. DI VIRGILIO Rosa...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 4 novembre 2013 n. 24674. È annullabile il contratto concluso dal rappresentante con se stesso se la procura, che pure l’autorizza a un simile contratto, non contiene una determinazione degli elementi negoziali sufficiente a tutelare il rappresentato
Il testo integrale[1] Secondo la Suprema corte, infatti, in tema di annullabilità del contratto concluso dal rappresentante con se stesso l’autorizzazione data dal rappresentato al rappresentante a concludere il contratto con se stesso in tanto può considerarsi idonea ad escludere la possibilità di un conflitto di interessi e quindi l’annullabilità del contratto, in quanto...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 novembre 2013 n. 24683. È legittimo il divieto imposto al padre separato di portare i figli minori, cresciuti in base ai dettami cattolici, alle celebrazioni della nuova fede abbracciata, quella dei Testimoni di Geova
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 novembre 2013 n. 24683[1] La S.C. ha condiviso la sentenza di secondo grado, che lungi dal negare e comprimere il diritto di professare la propria fede religiosa, come richiesto dal ricorrente, ha piuttosto adottato le prescrizioni più idonee per assicurare la corretta formazione...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 4 novembre 2013 n. 24718. Se a seguito di un sinistro stradale il valore della riparazione supera quello del veicolo, non spetta il risarcimento in forma specifica bensì quello per equivalente
Il testo integrale[1] Secondo il proprio orientamento la S.C. afferma che a norma dell’articolo 2058, secondo comma, del codice civile, il giudice, allorché sia richiesto il risarcimento in forma specifica può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore. E ciò avviene quando...
Consiglio di Stato, sezione V 29 ottobre 2013, n. 5222. E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale delle norme del d.lgs. n. 235/2012 (legge Severino) recenti cause di incandidabilità, sollevata con riferimento agli artt. 3 e 25 Cost. Non è apprezzabile neppure un profilo di irragionevolezza collegato alla mancata previsione, per le elezioni regionali, di un limite temporale analogo a quello fissato dall’art. 13 con riferimento alla incandidabilità alla carica di deputato, senatore e membro del Parlamento, stante la diversità di elezioni e di cariche che escludono l’insindacabilità dell’apprezzamento discrezionale operato sul punto dal legislatore.
La massima 1. L’applicazione delle cause ostative contemplate dal d.lgs. n. 235/2012 alle sentenze di condanna intervenute in un torno di tempo anteriore non si pone in contrasto con il principio della irretroattività della norma penale e, più in generale, delle disposizioni sanzionatorie ed afflittive, giacché la normativa in esame non ha natura, neppure in...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2013 n. 44420. Nessuna condanna per spaccio quando manca l’“accertamento tecnico” che permette di identificare la percentuale di principio attivo presente nella sostanza sequestrata, e dunque valutare il superamento della soglia di rilevanza penale
Il testo integrale [1] Solo un accertamento tecnico specifico avrebbe consentito di quantificare la percentuale e la quantità di principio attivo effettivamente presente in ciascuna delle confezioni e nelle tre confezioni complessivamente considerate. Mentre la mancanza di detto accertamento rende impossibile affermare con certezza che il quantitativo modestissimo della sostanza sequestrata possieda livelli di principio...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 30 ottobre 2013, n. 24482. Nel procedimento di adottabilità di un minore la partecipazione dei genitori si pone come necessaria, anche in relazione a quello nei cui confronti sia stata pronunciata la decadenza dalla potestà sul figlio ex art. 330 cod. civ.
La massima Nel procedimento di adottabilità di un minore la partecipazione dei genitori si pone come necessaria, anche in relazione a quello nei cui confronti sia stata pronunciata la decadenza dalla potestà sul figlio ex art. 330 cod. civ. Costui, infatti, è legittimato ad opporsi alla dichiarazione dello stato di adottabilità del minore, stante il...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2013 n. 44422. Condannato a pagare 7mila euro a titolo di ammenda per aver ucciso il gatto del vicino.
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 novembre 2013 n. 44422[1] [1] Testo scaricabile e consultabile dal portale giuridico del Sole24Ore – Guida al Diritto http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/penale/sentenzeDelGiorno/2013/11/ammenda-di-7mila-euro-per-chi-spara-al-gatto-del-vicino.html Archivio sentenze ordinanze sentenze-ordinanze/cassazione-penale-2011/ sentenze-ordinanze/cassazione-penale-2012/ sentenze-ordinanze/cassazione-penale-2013/ Studio legale D’Isa @AvvRenatoDIsa renatodisa.com