DECRETO-LEGGE 28 gennaio 2014, n. 4 Disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero, nonche’ altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva e di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Considerata la straordinaria necessita’ ed...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 28 gennaio 2014, n. 1762. Non è ammissibile nel nostro ordinamento l’autonoma categoria di “danno esistenziale”, in quanto, ove in essa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, essi sono già risarcibili ai sensi dell’art. 2059 c.c., con la conseguenza che la liquidazione di una ulteriore posta di danno comporterebbe una non consentita duplicazione risarcitoria; ove, invece, si intendesse includere nella categoria i pregiudizi non lesivi di diritti inviolabili della persona, la stessa sarebbe illegittima, posto che simili pregiudizi sono irrisarcibili alla stregua del menzionato articolo
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 28 gennaio 2014, n. 1762 Svolgimento del processo .1 – Con sentenze non definitiva in data 28 aprile – 14 maggio 1990 e definitiva del 22 maggio – 12 giugno 1992 il Tribunale di Alessandria, con la prima attribuì la responsabilità del sinistro all’origine della controversia per il...
Corte Costituzionale, ordinanza del 30 gennaio 2014. Sono inammissibili e non fondate le questioni sollevate ad una presunta violazione della delega concessa al governo in merito alla geografia giudiziaria
Ordinanza 15/2014 Giudizio Presidente MAZZELLA – Redattore CORAGGIO Camera di Consiglio del 04/12/2013 Decisione del 28/01/2014 Deposito del 30/01/2014 Pubblicazione in G. U. Norme impugnate: Art. 1, c. 2°, della legge 14/09/2011, n. 148, di conversione, con modificazioni, decreto legge 13/08/2011, n. 138. Massime: Atti decisi: ordd. 149, 175, 180, 187, 192 e 196/2013 ORDINANZA N....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 28 gennaio 2014, n. 1763. L’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale di cui agli art. 34 e 35 legge n. 392/1978, cit., deve essere corrisposta in ogni caso di cessazione del rapporto per disdetta del locatore, sempre che alla data della cessazione permangano i requisiti a cui le citate norme di legge subordinano la corresponsione dell’indennità: che permanga, cioè, non tanto l’utilizzazione di fatto del bene da parte del locatore, quanto il suo diritto di continuare a svolgervi l’attività prevista dal contratto di locazione, ed in particolare un’attività che comporti il contatto con il pubblico degli utenti e dei consumatori
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 28 gennaio 2014, n. 1763 Svolgimento del processo V.G. , conduttore di locali adibiti ad autoscuola, ha convenuto davanti al Tribunale di Parma i locatori, A.S. e M. , chiedendo il pagamento dell’indennità di avviamento a seguito della disdetta del contratto di locazione, comunicatagli dagli stessi il 25...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 30 gennaio 2014 n. 2076. E’ da ritenersi pienamente legittimo il pagamento della schedina al titolare della ricevitoria, avvenuto previo ritiro del documento di legittimazione in originale, in quanto il “regolamento del concorso” è tale “da rendere inopponibile a SISAL il malgoverno che del relativo importo aveva poi fatto l’accipiens
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 30 gennaio 2014 n. 2076[1] Ed è a dir poco ovvio, in tale contesto che la qualificazione di quest’ultimo in termini di adiectus o mandatario del vincitore è più descrittiva che decisiva, posto che, anche a non volerla condividere, resta comunque intatto il nucleo decisorio...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 16 gennaio 2014, n. 797. In tema di licenziamento le risultanze istruttorie, comunque ottenute e quale che sia la parte ad iniziativa o ad istanza della quale si sono formate, concorrono tutte, indistintamente, alla formazione del convincimento del giudice, senza che la diversa provenienza possa condizionare tale formazione in un senso o nell’altro, cosicche’ il principio relativo all’onere della prova, di cui all’articolo 2697 c.c., non implica affatto che la dimostrazione dei fatti costitutivi del diritto preteso debba ricavarsi esclusivamente dalle prove offerte da colui che e’ gravato del relativo onere, senza poter utilizzare altri elementi probatori acquisiti al processo. Ne consegue che l’accertamento dell’assenza di risultanze processuali, comunque acquisite, che dimostrasse, secondo la valutazione dei Giudici del merito, l’avvenuto verificarsi in concreto della prestazione del servizio a favore di un non socio, si traduce logicamente, stante il carattere negativo della circostanza medesima, nella prova della insussistenza del contrario.
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro Sentenza 16 gennaio 2014, n. 797 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIDIRI Guido – Presidente Dott. BANDINI Gianfranco – rel. Consigliere Dott. BRONZINI Giuseppe – Consigliere Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere Dott. BUFFA Francesco...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 15 gennaio 2014, n. 1682. E’ inammissibile il ricorso per cassazione proposto nei confronti della sentenza di patteggiamento e diretto a far valere asseriti vizi afferenti a questioni incompatibili con la richiesta di patteggiamento, formulata per il fatto contestato e per la relativa qualificazione giuridica, risultante dalla contestazione, poiche’ l’accusa, come giuridicamente formulata, non puo’ essere rimessa in discussione, in quanto l’applicazione concordata della pena presuppone la rinuncia a far valere qualunque eccezione di nullita’, anche assoluta, diversa da quelle attinenti alla richiesta di patteggiamento ed al consenso ad essa prestato
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 15 gennaio 2014, n. 1682 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. LANZA L. – rel. Consigliere Dott. PETRUZZELLIS Anna – Consigliere Dott. DI STEFANO Pierlui – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 16 gennaio 2014, n. 1706. In tema di concorso in bancarotta fraudolenta per distrazione, il dolo dell’extraneus nel reato proprio dell’amministratore consiste nella volontarieta’ della propria condotta di apporto a quella dell’intraneus, con la consapevolezza che essa determina un depauperamento del patrimonio sociale ai danni del creditore, non essendo, invece, richiesta la specifica conoscenza del dissesto della societa’. Ne consegue che ogni atto distrattivo assume rilievo ai sensi della L.F., articolo 216, in caso di fallimento, indipendentemente dalla rappresentazione di quest’ultimo, il quale non costituisce l’evento del reato che, invece, coincide con la lesione dell’interesse patrimoniale della massa, posto che, se la conoscenza dello stato di decozione costituisce dato significativo della consapevolezza del terzo di arrecare danno ai creditori, cio’ non significa che essa non possa ricavarsi da diversi fattori, quali la natura fittizia o l’entita’ dell’operazione che incide negativamente sul patrimonio della societa
Suprema Corte di Cassazione sezione V Sentenza 16 gennaio 2014, n. 1706 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FERRUA Giuliana – Presidente Dott. DE BERARDINIS Silvana – Consigliere Dott. BRUNO Paolo – rel. Consigliere Dott. SABEONE Gerardo – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 16 gennaio 2014, n. 801. Essendo considerato lavoro effettivo ogni lavoro che richieda un’occupazione assidua e continuativa tale disposizione non preclude che il tempo impiegato per indossare la divisa sia da considerarsi lavoro effettivo, e debba essere pertanto retribuito, ove tale operazione sia diretta dal datore di lavoro, il quale ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione, ovvero si tratti di operazioni di carattere strettamente necessario ed obbligatorio per lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 16 gennaio 2014, n. 801 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MIANI CANEVARI Fabrizio – rel. Presidente Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere Dott. BANDINI Gianfranco – Consigliere Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 gennaio 2014, n. 1115. La domanda diretta a far valere un credito nei confronti del fallimento e’ soggetta al rito dell’accertamento del passivo in sede endofallimentare; per cui tale domanda, ove proposta con il rito ordinario, deve essere dichiarata inammissibile o improcedibile, a meno che il danneggiato non dichiari che la richiesta di condanna nei confronti del fallimento deve intendersi eseguibile solo nell’ipotesi di ritorno in bonis. Detta improcedibilita’ e’ rilevabile d’ufficio anche nel giudizio di cassazione ma va coordinata con il sistema delle impugnazioni e con la disciplina del giudicato, in forza del principio di conversione della invalidazione nella impugnazione, al punto che la nullita’ che derivi da tale vizio procedimentale, ove non sia dedotta come mezzo di gravame avverso la sentenza che ne e’ affetta, resta superata dall’intervenuto giudicato, con conseguente preclusione di siffatta rilevabilita’ e della deducibilita’ ai fini dei successivi gravami
suprema Corte di Cassazione, sezione iii Sentenza 21 gennaio 2014, n. 1115 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Giovanni B. – Presidente Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere Dott. SCARANO Luigi A. – Consigliere Dott....