SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 17 marzo 2015, n. 5197 Motivi della decisione Il primo motivo di ricorso. 1.1. Col primo motivo di ricorso i ricorrenti lamentano che la sentenza impugnata sia affetta dal vizio di violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 n. 3 c.p.c.. Assumono violati gli artt. 1325 e 1882...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
DECRETO LEGISLATIVO 16 marzo 2015, n. 28. Disposizioni in materia di non punibilita' per particolare tenuita' del fatto, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67. (15G00044) (GU Serie Generale n.64 del 18-3-2015)
— DECRETO LEGISLATIVO 16 marzo 2015, n. 28 Disposizioni in materia di non punibilita’ per particolare tenuita’ del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67. (15G00044) (GU Serie Generale n.64 del 18-3-2015) Entrata in vigore del provvedimento: 02/04/2015 — IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 10 febbraio 2015, n. 6079. Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente presuppone che l'imputato abbia gia' conseguito il profitto illecito del reato, precisando che, nell'ambito di un rapporto a prestazioni corrispettive, deve essere necessariamente scisso il profitto confiscabile, direttamente derivato dall'illecito penale, dal profitto determinato dal corrispettivo di un'effettiva e corretta erogazione di prestazioni comunque svolta in favore della stessa pubblica amministrazione: prestazioni che non possono considerarsi, di per se stesse e per immediato automatismo traslativo, colorate di illiceita' per derivazione dalla causa remota, non potendosi includere, nella nozione di profitto,qualunque ricavo conseguito per effetto della stipula di un contratto di appalto illecitamente ottenuto nell'ambito di una relazione corruttiva
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 10 febbraio 2015, n. 6079 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. IPPOLITO Francesco – Presidente Dott. CAPOZZI Angelo – Consigliere Dott. DI SALVO Emanuele – rel. Consigliere Dott. DE AMICIS Gaetano – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 20 febbraio 2015, n. 7818. L'astratta conformità alle norme di sicurezza dell'impianto o del macchinario posto a disposizione del lavoratore non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità per le lesioni eventualmente patite dal lavoratore, allorquando il primo abbia consentito, o comunque non impedito, un'utilizzazione anomala dello strumento lavorativo, o comunque un uso tale da ampliare l'area del rischio infortunistico, in ogni caso in cui ricorrano le condizioni per esporre il lavoratore proprio a rischi del tipo di quelli in concreto realizzatisi
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 20 febbraio 2015, n. 7818 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BRUSCO Carlo Giuseppe – Presidente Dott. ZOSO Liana M. T. – Consigliere Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 25 febbraio 2015, n. 8352. Nei reati omissivi, come quello del mancato versamento dell’Iva, la causa di forza maggiore è integrata dall’assoluta impossibilità, e non invece dalla semplice difficoltà, a porre in essere il comportamento omesso. Pertanto, non si può invocare l’esimente quando l’inadempimento: è stato provocato anche dal mancato pagamento alle scadenze mensili; non è derivato da atti non imputabili all’imprenditore che non ha potuto porvi rimedio per cause indipendenti dalla sua volontà; è frutto di una scelta imprenditoriale indirizzata a fronteggiare una crisi di liquidità
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 febbraio 2015, n. 8352 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FIALE Aldo – Presidente Dott. RAMACCI Luca – Consigliere Dott. ACETO Aldo – rel. Consigliere Dott. GENTILI Andrea – Consigliere Dott. ANDRONIO...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 26 febbraio 2015, n. 8625. Il reato di induzione indebita (articolo 319-quater del Cp, introdotto dalla legge 6 novembre 2012 n. 190), si caratterizza per uno scambio, sia pure non paritario, tra promesse o prestazioni, che coinvolge anche la vittima delle pressioni induttive, e che discrimina il fatto tipico rispetto alla concussione (articolo 317 del Cp): tanto è vero che, a norma del comma 2 del citato articolo 319-quater, anche l'extraneus è assoggettato a punizione, e non certo sulla sola base della violazione di un generico dovere di resistere alle richieste indebite di un pubblico ufficiale
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 26 febbraio 2015, n. 8625 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CONTI Giovanni – Presidente Dott. ROTUNDO Vincenzo – Consigliere Dott. LEO Guglielmo – rel. Consigliere Dott. DI SALVO Emanuele – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 27 febbraio 2015, n. 8906. In tema di guida in stato di ebbrezza, l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova della sussistenza dello stato di ebbrezza ed è semmai onere dell'imputato fornire eventualmente la prova contraria a tale accertamento dimostrando vizi o errori di strumentazione o di metodo nell'esecuzione dell'aspirazione ovvero vizi correlati all'omologazione dell'apparecchio, non essendo sufficiente la mera allegazione di difettosità o assenza di omologazione dell'apparecchio
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 27 febbraio 2015, n. 8906 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROMIS Vincenzo – Presidente Dott. D’ISA Claudio – Consigliere Dott. PICCIALLI Patrizia – rel. Consigliere Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere Dott. SERRAO...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 4 marzo 2015, n. 9392. La somma corrispondente al ricavo d'impresa derivante da operazioni societarie in nero, è sequestrabile per equivalente in quanto costituisce il profitto o il prodotto del reato di cui agli artt. 648 bis e 648 ter cod. pen.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 4 marzo 2015, n. 9392 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PETTI Ciro – Presidente Dott. GALLO Domenico – Consigliere Dott. DE CRESCIENZO Ugo – Consigliere Dott. ALMA Marco Mar – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 3 marzo 2015, n. 9305. Il socio di maggioranza e al tempo stesso presidente del cda non può permettersi di svendere i beni dell'impresa solo perchè l'azienda è in crisi. E il socio di minoranza ha tutto il diritto di chiedere una consulenza tecnica per verificare se il prezzo dell'operazione sia di comodo o veritiero
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 3 marzo 2015, n. 9305 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PALLA Stefano – Presidente Dott. SABEONE Gerardo – Consigliere Dott. SETTEMBRE Antonio – rel. Consigliere Dott. MICHELI Paolo – Consigliere Dott. PISTORELLI...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 2 marzo 2015, n. 9168. Non si vìola il principio del ne bis in idem in caso di precedente condanna di natura amministrativa per la tenuta irregolare dei registri di carico e scarico delle sostanze stupefacenti e psicotrope e di una successiva pronuncia di responsabilità penale afferente gli stessi fatti in quanto tra le due norme, contemplate rispettivamente dal 1 comma e dal comma 1 bis del medesimo art. 68 D.P.R. n. 309 del 1990, permane una differenziazione sostanziale
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 2 marzo 2015, n. 9168 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BRUSCO Carlo Giuseppe – Presidente Dott. IZZO Fausto – Consigliere Dott. ZOSO Liana M. T – rel. Consigliere Dott. GRASSO Giuseppe –...