SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV SENTENZA 21 gennaio 2016, n. 2544 Svolgimento del processo Il Tribunale di Monza con sentenza 4 giugno 2012: – dichiarava G.M.R. e C.G.P. colpevoli del reato di omicidio colposo ad essi ascritto e, concesse le circostanze attenuanti di cui all’art. 62 c.p., n. 6 e art. 62 bis c.p.,...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 17 febbraio 2016, n. 3014. Nei casi di responsabilità da mala gestio cd impropria, poichè la responsabilità da colpevole ritardo, nell’ambito del rapporto tra assicuratore e danneggiato è fondata sulla costituzione in mora del primo ex art. 22 della legge n. 990 del 1969, non è necessario che il danneggiato, per ottenere la corresponsione degli interessi e della rivalutazione oltre il limite del massimale, formuli una specifica domanda, essendo sufficiente che abbia chiesto l’integrale risarcimento del danno ovvero, anche, che abbia richiesto il pagamento degli interessi. Nei casi di responsabilità da mala gestio cd propria, l’affermazione della responsabilità dell’assicuratore verso il danneggiante postula la proposizione, da parte dell’assicurato, di una specifica domanda, con allegazione dei comportamenti che sostanziano la mala gestio, incombendo poi alla controparte dimostrare di avere correttamente adempiuto la propria obbligazione.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 17 febbraio 2016, n.3014 Ritenuto in fatto Con sentenza del 12 settembre 2006 il Tribunale di Palermo condannò C.M.P. e SAI Assicurazioni s.p.a. al pagamento, in favore di M.M. , della somma di Euro 149.772,00, oltre interessi e rivalutazione dalla data del sinistro al saldo. La causa era...
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 8 febbraio 2016, n. 498. Ogni trasformazione edilizia del territorio necessita di essere previamente assentita dall’amministrazione comunale, anche quando sia quest’ultima proprietaria del suolo ovvero della costruzione oggetto di ristrutturazione ma l’iniziativa dell’intervento faccia capo ad un privato (nella specie, al gestore di un chiosco-bar). Altro è il caso delle opere realizzate a iniziativa della stessa amministrazione comunale proprietaria, in cui l’approvazione dell’opera con delibera di Consiglio comunale (ovvero della Giunta, nei casi previsti dalla legge) assorbe ex se – ai sensi dell’art. 7 d.P.R. n. 380 del 2001 – l’ordinario procedimento abilitativo delle opere edilizie
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 8 febbraio 2016, n. 498 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Sesta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1736 del 2015, proposto da: Eo. s.r.l. e Pa. s.r.l., in persona dei rispettivi rappresentanti legali, rappresentate...
Consiglio di Stato, sezione VI, ordinanza 8 febbraio 2016, n. 509. È stata rimessa all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato la questione se, nell’ipotesi che il termine di impugnazione cada nel periodo di sospensione feriale (1-31 agosto), il 1° settembre debba essere ricompreso nel calcolo di questo termine. L’ordinanza ha ulteriormente precisato che, nella diversa ipotesi che il 1° settembre debba essere considerato come dies a quo, questo giorno non dovrebbe essere compreso nel termine di impugnazione, ai sensi dell’art. 155 del Codice di procedura civile
Consiglio di Stato sezione VI ordinanza 8 febbraio 2016, n. 509 REPUBBLICA ITALIANA Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Sesta ha pronunciato la presente ORDINANZA DI RIMESSIONE ALL’ADUNANZA PLENARIA sul ricorso numero di registro generale 9548 del 2015, proposto da: Du.Se. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, in proprio e quale...
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 9 febbraio 2016, n. 547. È legittimo il diniego alla domanda di condono edilizio per un’opera relativa ad un’area sottoposta ad atto pubblico di asservimento, disciplinato dall’art. 33, comma 1, lett. d) l. 47/1985, che vieta la sanatoria per le opere soggette a vincoli che comportano l’inedificabilità assoluta. La motivazione ha esattamente precisato che, poiché l’atto di asservimento comporta un vincolo di inedificabilità assoluta, le opere edilizie realizzate non sono condonabili
Consiglio di Stato sezione VI sentenza 9 febbraio 2016, n. 547 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Sesta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 5189 del 2012, proposto da Vi.Co., rappresentato e difeso dagli avv. En.Bo. e Al.Ca., con domicilio eletto...
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 febbraio 2016, n. 618. Nei concorsi pubblici, i titoli di preferenza relativi ai figli a carico prevalgono su quelli della minore età. La sentenza ha precisato che il criterio dell’età costituisce soltanto un elemento residuale, e può quindi essere considerato “nei casi di parità dopo la valutazione del merito e dei titoli di preferenza indicati nell’art. 5, comma 4 del dpr 487/1994”
Consiglio di Stato sezione V sentenza 12 febbraio 2016, n. 618 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quinta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 1890 del 2011, proposto dal signor Gi.Va., rappresentato e difeso dagli avvocati Gi.Ga. e Ma.Co., con domicilio...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 1 febbraio 2016, n. 4074. A fronte della nuova e più favorevole disciplina sanzionatoria del “fatto di lieve entità” in materia di sostanze stupefacenti, il giudice, per i fatti pregressi, non può limitarsi a confermare immotivatamente la pena irrogata in primo grado
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 1 febbraio 2016, n. 4074 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GRILLO Renato – Presidente Dott. DI NICOLA Vito – Consigliere Dott. ANDREAZZA Gastone – Consigliere Dott. SCARCELLA Alessio – Consigliere Dott. MENGONI...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 28 gennaio 2016, n. 3741. L’omesso versamento dell’assegno di mantenimento ha natura permanente e la prescrizione decorre dalla sua cessazione. Il reato di cui all’art. 570 c.p. ha natura permanente e la sua consumazione si protrae unitariamente per tutto il periodo in cui perdura l’omesso adempimento, con la conseguenza che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla cessazione della permanenza, coincidente col sopraggiunto pagamento o con l’accertamento della responsabilità nel giudizio di primo grado. Inoltre, qualora, ai fini di escludere la responsabilità penale, venga eccepita l’incapacità economica dell’imputato, questa deve essere assoluta, sì da integrare una situazione di persistente, oggettiva e incolpevole indisponibilità di introiti.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 28 gennaio 2016, n. 3741 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MILO Nicola – Presidente Dott. TRONCI A. – rel. Consigliere Dott. DE AMICIS Gaetano – Consigliere Dott. SCALIA Laura – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 27 gennaio 2016, n. 3616. Qualora la ricerca e lo sviluppo delle conoscenze portino alla individuazione di tecnologie più idonee a garantire la sicurezza, non è possibile pretendere che l’imprenditore proceda ad un’immediata sostituzione delle tecniche precedentemente adottate con quelle più recenti e innovative, dovendosi pur sempre procedere ad una complessiva valutazione sui tempi, modalità e costi dell’innovazione, purché, ovviamente, i sistemi già adottati siano comunque idonei a garantire un livello elevato di sicurezza
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 27 gennaio 2016, n. 3616 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROMIS Vincenzo – Presidente Dott. PEZZELLA Vincenzo – rel. Consigliere Dott. TANGA Antonio Leonard – Consigliere Dott. CENCI Daniele – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 27 gennaio 2016, n. 3563. Il sequestro preventivo non può essere applicato alla società di comodo attraverso la quale il fallito continui a svolgere la propria attività imprenditoriale
Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 27 gennaio 2016, n. 3563 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUINTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VESSICHELLI Maria – Presidente Dott. PEZZULLO Rosa – rel. Consigliere Dott. MICCOLI Grazia – Consigliere Dott. GUARDIANO Alfredo – Consigliere Dott. MICHELI...