Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 10 aprile 2017, n. 1649
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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 10 aprile 2017, n. 1649

La domanda risarcitoria può essere proposta anche nel corso del giudizio per l’annullamento dell’atto che ha causato il danno, purché con atto notificato alla controparte (e non con semplice memoria depositata) nel rispetto dei principi di difesa e del contraddittorio e la riserva di proporre la relativa domanda contenuta nell’atto introduttivo del giudizio non esonera...

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 7 aprile 2017, n. 1633
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Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 7 aprile 2017, n. 1633

Sono ammessi i motivi aggiunti in grado d’appello al solo fine di dedurre ulteriori vizi degli atti già censurati in primo grado, evenienza nella quale non ci si trova tanto in presenza di una domanda nuova quanto di un’articolazione della domanda già proposta al T.A.R., e non anche nella diversa ipotesi in cui con essi...

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 aprile 2017, n. 1610
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 aprile 2017, n. 1610

L’errore revocatorio è, configurabile in ipotesi di omessa pronuncia su una censura sollevata dal ricorrente purchè risulti evidente dalla lettura della sentenza che in nessun modo il giudice ha preso in esame la censura medesima; si deve trattare, in altri termini, di una totale mancanza di esame e/o valutazione del motivo e non di un...

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 aprile 2017, n. 1609
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 aprile 2017, n. 1609

Per il debito di valore nascente da fatto illecito extracontrattuale rivalutazione monetaria e interessi spettano a decorrere dalla data dell’evento dannoso Consiglio di Stato sezione V sentenza 6 aprile 2017, n. 1609 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Quinta ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso...

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 aprile 2017, n. 1608
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 6 aprile 2017, n. 1608

Per le gare bandite anteriormente all’entrata in vigore del nuovo c.d. codice degli appalti pubblici e delle concessioni (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50), nelle ipotesi in cui l’obbligo di indicazione separata dei costi di sicurezza aziendale non sia stato specificato dalla legge di gara, e non sia in contestazione che dal punto di vista...

Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 6 aprile 2017, n. 1607
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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 6 aprile 2017, n. 1607

Nella materia dei pubblici concorsi per il reclutamento del personale è onere dell’amministrazione che intenda restringere la cerchia dei candidati che possono partecipare ad un concorso a posti di pubblico impiego indicare già nel bando di concorso in maniera univoca e tassativa i requisiti di ammissione, mentre le è inibito procedere all’integrazione “ex post” dei...

Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 6 aprile 2017, n. 1606
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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 6 aprile 2017, n. 1606

In materia di pubblico impiego, relativamente al periodo anteriore all’entrata in vigore del d.lg. 29 ottobre 1998 n. 387, l’esercizio di fatto di mansioni superiori non può supportare la pretesa del dipendente ad un trattamento economico, diverso da quello corrispondente alla qualifica formalmente rivestita, né tanto meno ad un migliore trattamento giuridico, salvo che tali...

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 aprile 2017, n. 1599
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 aprile 2017, n. 1599

L’astratta riconducibilità del rapporto di lavoro al pubblico impiego rileva ai soli fini della disciplina economica e previdenziale delle prestazioni lavorative di fatto eseguite, essendo il rapporto comunque nullo e improduttivo di effetti, in quanto instaurato al di fuori dei parametri legislativi che, nel rispetto dell’art. 97, comma 3 della Costituzione, regolano l’accesso al pubblico...

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 aprile 2017, n. 1598
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 aprile 2017, n. 1598

Il divieto di cumulo fra rivalutazione monetaria e interessi, sancito per i crediti di lavoro dall’art. 22, comma 36, della legge 23 dicembre 1994 n. 724, trova applicazione soltanto per gli inadempimenti successivi all’entrata in vigore di tale norma (e quindi dal 1 gennaio 1995), con la conseguenza che sui crediti retributivi maturati sino al...

Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 5 aprile 2017, n. 1592
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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 5 aprile 2017, n. 1592

La decisione della Commissione di disapplicare o sostituire i criteri valutativi stabiliti in via generale dal D.M. n.76 del 2012, ancorché ammessa dallo stesso regolamento, esige, per un verso, il rispetto delle forme prescritte dall’art.3, comma 3, D.M. cit. e, per un altro, un onere motivazionale (anche questo imposto dalla citata disposizione regolamentare) particolarmente intenso...