Il testo integrale
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 4 novembre 2013 n. 24683[1]
La S.C. ha condiviso la sentenza di secondo grado, che lungi dal negare e comprimere il diritto di professare la propria fede religiosa, come richiesto dal ricorrente, ha piuttosto adottato le prescrizioni più idonee per assicurare la corretta formazione psicologica ed affettiva delle minori e le relative statuizioni, sorrette da adeguata motivazione.
I giudici d’appello hanno ritenuto che l’età delle figlie non consentisse loro di praticare una scelta confessionale veramente autonoma e fosse inopportuno uno stravolgimento di credo religioso che non potesse essere elaborato con la necessaria maturità, considerato che le minori avevano vissuto in un contesto connotato dal credo religioso cattolico.


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