sequestro c.d. “231”

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Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 12 febbraio 2018, n. 6742. La nomina dell’amministratore giudiziario e presupposto imprescindibile per l’esercizio dell’attivita’ aziendale

La nomina dell'amministratore giudiziario e presupposto imprescindibile per l'esercizio dell'attivita' aziendale e nel caso in cui venga omessa la parte interessata ha un onere di impulso di adire il giudice [...]

Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 9 gennaio 2018, n. 267. Nei reati tributari il profitto e’ identificabile con qualsivoglia vantaggio patrimoniale direttamente conseguito alla consumazione del reato

La massima: Nei reati tributari il profitto e' identificabile con qualsivoglia vantaggio patrimoniale direttamente conseguito alla consumazione del reato e puo', dunque, consistere anche in un risparmio di spesa, come [...]

Corte di Cassazione, S.U.P., sentenza 17 marzo 2015, n. 11170. Il curatore fallimentare non è legittimato a proporre impugnazione contro il provvedimento di sequestro adottato ai sensi dell’art. 19 del D.lgs. 231/2001. La verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertarne la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare.

Suprema Corte di Cassazione S.U.P. sentenza 17 marzo 2015, n. 11170 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE PENALI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 26 gennaio 2015, n. 3415. Quando il sequestro abbia ad oggetto beni dell’indagato di valore equivalente al profitto tratto dall’illecito per cui si procede, il valore di detti beni va calcolato tenendo conto delle indicazioni che fornisce il mercato ove gli stessi vengono scambiati; in particolare quando il sequestro abbia ad oggetto quote societarie, il valore delle stesse non deve essere quello nominale ma quello di mercato e il profilo temporale cui fare riferimento per il calcolo di tale valore è il momento in cui la misura viene eseguita

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 26 gennaio 2015, n. 3415 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 6 ottobre 2014, n. 41435. In tema di responsabilità da reato degli enti, il decreto di sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato presupposto non deve contenere l’indicazione specifica dei beni che devono essere sottoposti al vincolo, potendo procedere alla loro individuazione anche la polizia giudiziaria in sede di esecuzione del provvedimento, ma deve indicare la somma sino a concorrenza della quale il sequestro deve essere eseguito

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 6 ottobre 2014, n. 41435 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]