reato di pericolo

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Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 22 marzo 2017, n. 13910

L'effettiva offesa alla conservazione dell'integrità del patrimonio dell'impresa costituisce la garanzia per i creditori e funge da parametro della concreta applicazione della norma incriminatrice consentendo di configurare il reato di [...]

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 3 ottobre 2016, n. 41130

Sentenza di condanna per atti osceni aggravati in quanto commessi all’interno dei luoghi aperti al pubblico (un esercizio commerciale di rilevanti dimensioni), abitualmente frequentato anche da minori; ritenunta irrilevante nel [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 30 settembre 2014, n. 40329. Per aversi disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone punito ai sensi dell’art. 659 c.p. è necessario che i rumori, gli schiamazzi e le altre fonti sonore indicate nella norma superino la normale tollerabilità ed abbiano attitudine a disturbare un numero indeterminato di persone.

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 30 settembre 2014, n. 40329 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 6 ottobre 2014, n. 41383. Condannato alla pena di € 800 di ammenda per il reato di cui agli articoli 5, lett. b), e 6 L.283/1962 perché deteneva alimenti in stato di cattiva conservazione per somministrarli a clienti di una mensa aziendale da lui gestita. Quello che è stato contestato all’imputato è riconducibile alla violazione delle regole sulla modalità di conservazione, in quanto i prodotti da lui detenuti risultavano “confezionati in modo anonimo e senza alcuna etichettatura

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 6 ottobre 2014, n. 41383 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 28 gennaio 2013 il Tribunale di Parma ha condannato G.R. alla [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 12 settembre 2014, n. 37577. Il saluto “romano” è tutt’oggi reato. La Cassazione, nel confermare la sentenza di condanna, ha escluso che la norma si presti a valutazioni di (in)costituzionalità, precisando che non è la manifestazione esteriore in quanto tale ad essere oggetto di incriminazione, bensì il suo venire in essere in condizioni di pubblicità tali da rappresentare un concreto tentativo di raccogliere adesioni ad un progetto di ricostituzione, il che esclude ogni contrasto con la Costituzione

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 12 settembre 2014, n. 37577   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 settembre 2014, n. 36700. In materia di doping, la lista dei farmaci contenuta nel D.M. Salute del 15/10/2002 ha natura «ricognitiva» e non «costitutiva», per cui le ipotesi di reato previste dall’art. 9 della L. 376/2000 sono configurabili anche per i fatti commessi prima della emanazione del decreto. Non solo, la gravità della condotta legata al commercio di simili sostanze viene desunta non tanto dalla insidiosità per la salute della singola sostanza quanto dal comportamento complessivo

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 3 settembre 2014, n. 36700 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]