Presidente FOTI Giacomo

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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 21 maggio 2015, n. 21284. Ai fini della valutazione dell’ingiustizia della custodia cautelare sofferta, non incide il riconosciuto periodo di liberazione anticipata, in quanto per la concessione di tale beneficio è valutata la condotta del condannato e la sua partecipazione positiva alla fase rieducativa, e non la valutazione del fatto reato ed l’adeguatezza della pena irrogata, rivelanti nella procedura ex art. 314 c.p.p.

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 21 maggio 2015, n. 21284 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 16 marzo 2015, n. 11128. Con riferimento alla natura di malattia dose correlata del mesotelioma della pleura, in presenza di un contrasto nella scienza medica, il giudice di merito deve motivare la propria opzione per l’una o l’altra delle contrapposte soluzioni, sulla base dell’autorevolezza ed affidabilità dei consulenti, affrontando, anche solo implicitamente, le censure che gli esperti hanno formulato, nel corso del giudizio, contro la teoria che è stata recepita nella motivazione del provvedimento di condanna

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 16 marzo 2015, n. 11128 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 13 gennaio 2015, n. 1281. La sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato maggiorenne, di cui agli artt. 3 e 4 della legge n. 67 del 28 aprile 2014 non può essere richiesta dall’imputato nel giudizio di cassazione, né invocandone l’applicazione in detto giudizio, né sollecitando l’annullamento con rinvio al giudice di merito. Il beneficio della estinzione del reato, connesso all’esito positivo della prova, presuppone lo svolgimento dell’iter procedurale, alternativo alla celebrazione del giudizio, introdotto da nuove disposizioni normative, per la quale, in mancanza di una specifica disciplina transitoria vige il principio tempus regit actum

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 13 gennaio 2015, n. 1281 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 13 gennaio 2015, n. 1276. Il combinato disposto dei commi 1, 6 e 7 dell’art.189 d.lgs. n.285/1992, non lega l’obbligo di assistenza alla consumazione e all’accertamento di un reato, ma al semplice verificarsi di un incidente comunque ricollegabile al comportamento dell’utente della strada al quale l’obbligo di assistenza è riferito. Nella previsione incriminatrice manca qualsiasi rapporto che condizioni la esistenza dell’obbligo di attivarsi alla qualificazione come reato della condotta dell’utente. All’evidenza, la sola condizione per la esigibilità dell’obbligo di fermarsi e, ove necessario, di prestare assistenza e la punibilità dell’omissione di tali obblighi è posta nella generalissima relazione di collegamento (a qualsiasi titolo) tra incidente e comportamento di guida dell’utente della strada

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 13 gennaio 2015, n. 1276 Ritenuto in fatto 1. In data 20/11/2013 la Corte di Appello di Trieste ha confermato la sentenza emessa [...]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 18 dicembre 2014, n. 52649. L’abbagliamento da raggi solari del conducente di un automezzo non integra il caso fortuito e, pertanto, non esclude la penale responsabilità per danni che ne siano derivati alle persone.

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 18 dicembre 2014, n. 52649 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]