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Il lavoratore ha il diritto di accedere al proprio fascicolo personale conservato dall’azienda. Se serve anche mediante apposita richiesta al Garante per la protezione dei dati personali. Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 7 aprile 2016, n. 6775.

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 7 aprile 2016, n. 6775 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 8 settembre 2015, n. 17790. In tema di trattamento dei dati personali, tra i dati concernenti persone decedute, ai quali hanno diritto di accesso gli eredi, a norma dell’art. 9, terzo comma, d.lgs. n. 196/2003, non rientrano quelli identificativi di terze persone, quali sono i beneficiari della polizza sulla vita stipulata dal de cuius, ma soltanto quelli riconducibili alla sfera personale di quest’ultimo

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 8 settembre 2015, n. 17790 Svolgimento del processo Il sig. Z.A. ha proposto un ricorso al Garante per la protezione dei dati personali [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 17 settembre 2014, n. 19534. L’azione a tutela della privacy proposta davanti al Garante non è alternativa alla richiesta di risarcimento del danno presentata innanzi al giudice ordinario. Si tratta, infatti, di due domande aventi un oggetto diverso che possono viaggiare separatamente. Soltanto se l’Authority rigetta il ricorso, allora per chiedere i danni è necessaria anche la contestuale e tempestiva impugnazione del diniego

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 17 settembre 2014, n. 19534 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 24 giugno 2014, n. 14326. Nella nozione di “trattamento”, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera a), del codice in materia di protezione di dati personali, è compresa anche l’estrazione di dati, come pure la presa di cognizione ed il successivo utilizzo, come nel caso di specie, per fini commerciali di un numero di fax risultante dall’elenco delle Pagine gialle. Infatti, l’art. 129, comma 2, del codice, in attuazione della disciplina comunitaria e in particolare della direttiva 2002/58/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 luglio 2002, ha individuato nella “mera ricerca dell’abbonato per comunicazioni interpersonali” la finalità primaria degli elenchi telefonici realizzati in qualunque forma (prevedendo, in relazione a tale finalità, il principio della massima semplificazione per l’inclusione in essi degli abbonati), mentre il trattamento dei dati inseriti negli elenchi, se effettuato per fini ulteriori, diversi da quelli interpersonali, e in particolare per scopi pubblicitari, promozionali o commerciali, è lecito – come precisato dal Garante con il provvedimento 15 luglio 2004, relativo ai nuovi elenchi telefonici – solo se è effettuato con il consenso specifico ed espresso degli interessati, non integrato dalla mera possibilità di opporsi

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 24 giugno 2014, n. 14326 Ritenuto in fatto 1. - Con ordinanza-ingiunzione in data 20 gennaio 2012, il Garante per la protezione dei [...]

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