difensore d’ufficio

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La rinuncia al mandato difensivo comporta l’obbligo per il giudice, a pena di nullità, di nominare all’imputato – che non abbia provveduto ad una nuova nomina fiduciaria – un difensore d’ufficio

Corte di Cassazione, sezione prima penale, sentenza 16 aprile 2018, n. 16958. La rinuncia al mandato difensivo comporta l'obbligo per il giudice, a pena di nullità, di nominare all'imputato - [...]

Dopo l’intervento della Corte Costituzionale con la sentenza n. 106 del 2010 i praticanti avvocati non possono essere nominati difensori d’ufficio.

Corte di Cassazione, sezione quarta penale, sentenza 16 marzo 2018, n. 12247. Dopo l'intervento della Corte Costituzionale con la sentenza n. 106 del 2010 i praticanti avvocati non possono essere [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 26 agosto 2015, n. 35698 . Nel caso di rinvio dei dibattimento per legittimo impedimento del difensore, l’omessa notifica allo stesso della data della nuova udienza dà luogo a nullità assoluta ed insanabile ai sensi dell’art. 179 c.p.p. Né vale il richiamo operato nel provvedimento impugnato alla circostanza che, “per mera dimenticanza, non fu inserita a verbale la nomina, meramente formale, del sostituto d’ufficio”. La nomina, ex art. 97, comma 4, cod. proc. pen., di un difensore d’ufficio, in sostituzione di quello impedito, non è affatto “formale”, ma risponde all’esigenza di provvedere l’imputato di un difensore in ogni momento del processo e di individuare esattamente la figura dei difensore a cui, secondo il prevalente orientamento di questa Corte di legittimità, va dato l’avviso della nuova udienza, essendo il legale che, a tutti gli effetti, rappresenta il difensore fiduciario impedito, di cui esercita i diritti e assume i doveri

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 26 agosto 2015, n. 35698 Ritenuto in fatto 1. La Corte d'appello di Bari, con la sentenza impugnata, riformando parzialmente, in punto di [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 24 giugno 2015, n. 13132. Nel caso in cui l’imputato difeso d’ufficio e scarcerato si renda irreperibile, l’avvocato può pretendere le spese di giustizia nei confronti dell’Erario

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 24 giugno 2015, n. 13132 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta [...]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 5 febbraio 2015, n. 5620. Poiché il nuovo codice di procedura penale ha realizzato, in attuazione della direttiva n. 105 della legge-delega, la sostanziale equiparazione della difesa di ufficio a quella di fiducia, nel senso che anch’essa si caratterizza per l’immutabilità del difensore fino all’eventuale dispensa dall’incarico o all’avvenuta nomina fiduciaria, il diritto di impugnazione riservato in via autonoma al difensore, ai sensi dell’art. 571, comma terzo, cod. proc. pen., compete al difensore di ufficio a suo tempo designato dal giudice o dal pubblico ministero, che va considerato titolare dell’ufficio di difesa anche al momento del deposito dei provvedimento impugnabile, pur se, in costanza di una delle situazioni previste dal quarto comma dell’art. 97 cod. proc. pen., egli sia stato momentaneamente sostituito. Tuttavia, per l’esigenza di non costringere la sostituzione del difensore di ufficio in limiti temporali aprioristicamente determinati o di correlarla a cadenze o a momenti processuali prestabiliti e per l’impossibilità di pretendere dal difensore “sostituito” comunicazioni circa le cause ed i tempi di durata dell’impedimento, può ritenersi utilmente proposta l’impugnazione da parte del difensore “sostituto” che, nei tempi e con le forme prescritte dalla legge, abbia preso l’iniziativa di presentare gravame a fronte del silenzio del difensore “sostituito”; tale intervento, che di per sè costituisce un’innegabile forma di garanzia per l’imputato e di salvaguardia dei suoi interessi, non produce tuttavia effetti vincolanti per il difensore titolare dell’ufficio, al quale va coerentemente riconosciuto il diritto, se ancora nei termini, di proporre l’impugnazione, così superando quanto fatto in sua vece. In altri termini spetta al difensore designato dal giudice, ai sensi dell’art. 97, comma 4, una legittimazione a proporre impugnazione in sostituzione di quello non comparso, di carattere aggiuntivo e non sostitutivo, poiché egli esercita i diritti e assume i doveri del difensore di fiducia o di quello d’ufficio precedentemente designato, secondo quanto previsto in via generale dall’art. 102 cod. proc. pen., fino al momento in cui questo, che pure conserva la sua qualifica, non vi provveda personalmente

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza 5 febbraio 2015, n. 5620   Ritenuto in fatto   1. Con sentenza del Tribunale di Velletri del 2 aprile 2010, R.E. era [...]

DECRETO LEGISLATIVO 30 gennaio 2015, n. 6. Riordino della disciplina della difesa d’ufficio, ai sensi dell’articolo 16 della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

DECRETO LEGISLATIVO 30 gennaio 2015, n. 6 Riordino della disciplina della difesa d'ufficio, ai sensi dell'articolo 16 della legge 31 dicembre 2012, n. 247. (15G00017) (GU n. 29 del 5-2-2015) [...]

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