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Corte di Cassazione, sezioni unite penali, sentenza 15 settembre 2017, n. 42043. Ai fini della verifica della tempestività della richiesta di restituzione nel termine a norma dell’articolo 175 c.p.p., comma 2-bis

Ai fini della verifica della tempestività della richiesta di restituzione nel termine a norma dell'articolo 175 c.p.p., comma 2-bis, il giudice, nel caso in cui la richiesta sia presentata a [...]

Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 3 marzo 2017, n. 10537

L'imputato che dopo una sentenza emessa in contumacia nei suoi confronti, conferisce al proprio difensore procura speciale per proporre impugnazione, è privo di legittimazione a impugnare autonomamente la decisione, nonostante [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 marzo 2016, n. 10482. L’assoluto impedimento a comparire dell’imputato sussiste anche in relazione ad una malattia a carattere cronico, purché determini un impedimento effettivo, legittimo e di carattere assoluto, riferibile ad una situazione non dominabile dall’imputato e a lui non ascrivibile

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 14 marzo 2016, n. 10482 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 10 febbraio 2016, n. 5518. A seguito della legge 60/2005, infatti, «la regolarità formale della notifica, se non effettuata a mani del condannato, non può, di per sé sola, essere considerata prova dell’effettiva conoscenza dell’atto da parte del destinatario». Ricade, dunque, sul giudice l’onere di rinvenirne la prova negli atti e, comunque, di fare «le verifiche necessarie ad accertare se il condannato abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento ed abbia volontariamente rinunciato a comparire».

Suprema Corte di Cassazione sezione III ordinanza 10 febbraio 2016, n. 5518 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 4 novembre 2015, n. 22461. Ai sensi del combinato disposto degli artt. 167, 1 comma e 115, 1 comma c.p.c., l’onere di contestazione specifica dei fatti posti dall’attore a fondamento della domanda, si pone unicamente per il convenuto costituito e nell’ambito del solo giudizio di primo grado, nel quale soltanto si definisce – irretrattabilmente – il thema decidendum (cioè i fatti pacifici) e il thema probandum (vale a dire i fatti controversi). Pertanto, il giudice d’appello nel decidere la causa deve aver riguardo ai suddetti temi così come si sono formati nel giudizio di primo grado, non rilevando a tal fine la condotta processuale tenuta dalle parti nel giudizio svoltosi innanzi a lui

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 4 novembre 2015, n. 22461 Svolgimento del processo e motivi della decisione I. - Il Consigliere relatore, designato ai sensi dell'art. 377 c.p.c., [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 25 maggio 2015, n. 21626. L’estratto contumaciale va ancora notificato all’imputato assente se la sentenza di primo grado è antecedente al 17 maggio 2014 e che anche la sua temporanea assenza al momento dell’accesso dell’ufficiale notificatore configura l’impossibilità della notificazione al domicilio eletto, rendendo legittima la notifica eseguita presso il difensore di fiducia

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 25 maggio 2015, n. 21626 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]