SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III PENALE Sentenza 7 aprile 2014, n. 15463 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TERESI Alfredo – Presidente – Dott. GRILLO Renato – Consigliere – Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere – Dott. PEZZELLA Vincenzo –...
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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 24 aprile 2014, n. 9292. In tema di contribuzione previdenziale, le società a capitale misto, ed in particolare le società per azioni a prevalente capitale pubblico, aventi ad oggetto l'esercizio di attività industriali (nella specie, una società per la gestione e la fornitura di servizi agli enti locali in materia di fornitura di acqua, gas ed elettricità) sono tenute al pagamento dei contributi previdenziali previsti per la cassa integrazione guadagni e la mobilità, non potendo trovare applicazione l'esenzione stabilita per le imprese industriali degli enti pubblici, trattandosi di società di natura essenzialmente privata, finalizzate all'erogazione di servizi al pubblico in regime di concorrenza, nelle quali l'amministrazione pubblica esercita il controllo esclusivamente attraverso gli strumenti di diritto privato, e restando irrilevante, in mancanza di una disciplina derogatoria rispetto a quella propria dello schema societario, la mera partecipazione – pur maggioritaria, ma non totalitaria – da parte dell'ente pubblico
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 aprile 2014, n. 9292 Svolgimento del processo La società AEM Service s.r.l. propose opposizione avverso la cartella esattoriale con la quale l’Inps, per il tramite della società di cartolarizzazione SCCI s.p.a. e la società di riscossione ESATRI s.p.a., le aveva intimato il pagamento di somme a titolo...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 10 aprile 2014, n. 8407. La figlia che ha perso la madre in un incidente stradale non può chiedere il danno patrimoniale per la perdita dell'aiuto domestico se non dimostra in giudizio un particolare stato di bisogno o comunque se non fornisce la prova dell'ausilio che la vittima prestava o avrebbe prestato in futuro
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 10 aprile 2014, n. 8407 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BERRUTI Giuseppe Maria – Presidente Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere Dott. ROSSETTI Marco...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 28 aprile 2014, n. 17801. In tema di colpa medica, il 'rifiuto di cure mediche' consiste nel consapevole e volontario comportamento del paziente, il quale manifesti in forma espressa, senza possibilità di fraintendimenti, la deliberata ed informata scelta di sottrarsi al trattamento medico. Consapevolezza che può ritenersi sussistente solo ove le sue condizioni di salute gli siano state rappresentate per quel che effettivamente sono, quanto meno sotto il profilo della loro gravità.
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 28 aprile 2014, n. 17801 Ritenuto in fatto 1. Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di Appello di Firenze ha parzialmente riformato la pronuncia di condanna emessa a seguito di rito abbreviato dal G.i.p. del Tribunale di Firenze nei confronti di C.A., che era stato tratto...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 23 aprile 2014, n. 9219. Anche quando la P.A. agisca "iure privatorum", è richiesta, ai sensi degli artt. 16 e 17 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440, come per ogni altro contratto stipulato dalla P.A., la forma scritta "ad substantiam", che è strumento di garanzia del regolare svolgimento dell'attività amministrativa nell'interesse del cittadino e della collettività, costituendo remora ad arbitri e agevolando l'espletamento della funzione di controllo, e quindi espressione dei principi d'imparzialità e buon andamento della P.A. ex art. 97 Cost.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 23 aprile 2014, n. 9219 Svolgimento del processo 1.- La s.r.l. Win sport proponeva opposizione avverso il decreto con cui il Presidente del Tribunale di Trento le aveva ingiunto di pagare a favore della A.S.I.S. Azienda Speciale per la gestione degli Impianti Sportivi del Comune di Trento la...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 23 aprile 2014, n. 17691. Ai fini della configurabilità del delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare, il soggetto obbligato in sede di separazione legale dei coniugi non ha la facoltà di sostituire, di sua iniziativa, la somma di denaro stabilita dal giudice civile a titolo di contributo per il mantenimento della prole con "cose" o "beni" che, secondo una sua scelta arbitraria, meglio corrispondano alle esigenze del minore beneficiario, quali computer o capi di abbigliamento
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 23 aprile 2014, n. 17691 Ritenuto in fatto e considerato in diritto 1. Con la sentenza sopra indicata la Corte di appello di Palermo confermava la pronuncia di primo grado del 01/03/2012 con la quale il Tribunale della stessa città aveva condannato alla pena di giustizia R.C. in...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 17 aprile 2014, n.8965. Ai fini del decorso della prescrizione del diritto al risarcimento del danno da occupazione appropriativa, non è sufficiente la mera consapevolezza di avere subito un’occupazione e/o una manipolazione dell’immobile senza titolo, bensì occorre che il danneggiato si trovi nella possibilità di apprezzare la gravità delle conseguenze lesive per il suo diritto dominicale anche con riferimento alla loro rilevanza giuridica e, quindi, in particolare, al verificarsi dell’effetto estintivo-acquisitivo definitivo perseguito dall’amministrazione espropriante
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 17 aprile 2014, n. 8965
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 23 aprile 2014, n. 9226. Il diritto di esclusiva costituisce un elemento naturale, non già essenziale, del contratto di agenzia, sicché esso può essere validamente oggetto di deroga ad opera della volontà delle parti, deroga che può desumersi anche in via indiretta, purché in modo chiaro ed univoco dal regolamento pattizio del rapporto, ove in concreto incompatibile con il detto diritto
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 23 aprile 2014, n. 9226 Svolgimento del processo Con atto notificato in data 1.2.1990 l’”Arta del dr. ing. R.L. ” s.a.s. citava a comparire innanzi al tribunale di Milano la “Dynapac” s.p.a.. La s.a.s. attrice, agente da oltre trent’anni della s.p.a. convenuta per il territorio dell’Emilia Romagna, esponeva...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 23 aprile 2014, n. 9220. In tema di prestazione d’opera intellettuale e recesso del cliente
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 23 aprile 2014, n. 9220 Svolgimento del processo Con decreto del 18/1/2000 il Tribunale di Roma ingiungeva alla società Software & Services s.r.l. il pagamento, in favore di N.R. , di un compenso per attività di consulenza informatica che egli aveva svolto, su suo incarico, presso la società...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 aprile 2014, n. 8136. E' ammissibile che una società assicuratrice partecipi al giudizio sia in proprio che quale impresa designata dal F.G.V.S., in quanto fra le due posizioni vi è autonomia patrimoniale e autonomia di scopo,in quanto quando l'impresa agisce quale impresa designata opera per conto e con le finalità proprie della Consap-Gestione autonoma del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, sulla quale ricadono le conseguenza economiche del risarcimento
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III CIVILE sentenza 8 aprile 2014, n. 8136 Svolgimento del processo D.N.P. ha convenuto in giudizio davanti al Tribunale di Chieti Z.F. , la Sipea Assicurazioni e la Fondiaria SAI, quale impresa designata del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, chiedendo il risarcimento dei danni subiti a...