La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza civile n. 25611 del 18 settembre 2025, ha chiarito i limiti entro cui è ammissibile in sede di legittimità la denuncia di violazione o falsa applicazione dell'art. 2729 c.c. (che disciplina le presunzioni semplici) ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
La Suprema Corte ha stabilito che la censura per violazione o falsa applicazione dell'art. 2729 c.c. può essere proposta solo quando il giudice di merito abbia commesso un errore di diritto, ovvero quando:
Affermi che il ragionamento presuntivo possa basarsi su presunzioni non gravi, precise e concordanti, andando contro i requisiti normativi.
Fondi la presunzione su un fatto storico privo di gravità, precisione o concordanza tali da consentire l'inferenza dal fatto noto alla conseguenza ignota.
Al contrario, la critica non è ammissibile quando si limiti a:
Prospettare una diversa ricostruzione delle circostanze fattuali.
Proporre una mera inferenza probabilistica differente da quella adottata dal giudice di merito.
Non spiegare in modo specifico i motivi della violazione dei paradigmi dell'art. 2729 c.c.
In sostanza, il ricorso deve contestare un errore nell'applicazione dei criteri legali della presunzione, non la mera valutazione di merito del giudice sull'efficacia dimostrativa delle circostanze







