L'Ordinanza n. 26775 del 6 ottobre 2025 della Corte di Cassazione, Sezione Civile, affronta la delicata questione della ripartizione della colpa nei sinistri stradali, focalizzandosi sul rapporto tra la condotta colposa accertata e la presunzione di legge.
Il superamento della presunzione di pari responsabilità
Secondo il consolidato orientamento riaffermato in questa pronuncia, l'articolo 2054, comma 2, del codice civile stabilisce una presunzione sussidiaria: nel caso di scontro tra veicoli, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno.
Il test della "manovra salvifica"
La Corte chiarisce che l'accertamento della colpa grave di uno dei conducenti (ad esempio, una violazione macroscopica del codice della strada) non è, di per sé, sufficiente a liberare l'altro conducente da ogni responsabilità. Per ottenere l'attribuzione esclusiva del danno (100% di colpa a una sola parte), non basta dimostrare l'altrui errore, ma occorre provare che:
La condotta del conducente "colpevole" sia stata tale da rendere teoricamente impossibile per l'altro compiere una qualsiasi manovra di emergenza o "salvifica".
L'evento dannoso fosse, per la vittima o l'altro guidatore, un fatto imprevedibile e inevitabile.
Conseguenze procedurali
Qualora il giudice di merito, analizzando le prove (perizie, testimonianze, dinamica), non riesca a stabilire con certezza se l'altro conducente abbia avuto anche solo la possibilità teorica di evitare la collisione, la responsabilità esclusiva non può essere assegnata. In assenza di tale prova rigorosa, la presunzione di pari responsabilità non viene vinta integralmente, portando a un concorso di colpa o, comunque, impedendo l'esonero totale dell'altra parte








