Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 2 dicembre 2013, n. 27035 In fatto e diritto Nella causa indicata in premessa è stata depositata la seguente relazione: “1. – La sentenza impugnata (Corte d’appello di Roma 11/06/2012, non notificata), respingendo l’appello delle odierne ricorrenti, escludeva la responsabilità del Comune odierno intimato, con riferimento al sinistro...
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 dicembre 2013 n. 48120. Illegittimi gli arresti domiciliari per il proprietario di una azienda agricola dove sono state rinvenute 1.070 piante di canapa indiana, se il reale gestore del fondo è il padre, e la coltivazione è iniziata contro la sua volontà
Il testo integrale[1] Nella difesa l’imputato aveva sostenuto di essere soltanto nominalmente il proprietario dell’azienda per via del fatto che il padre già dichiarato fallito non poteva esserne l’intestatario pur essendo l’unico a lavoravi. Inoltre, egli era venuto a conoscenza per caso, e soltanto pochi mesi prima, che in una delle cinque serre si coltivavano...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 novembre 2013, n. 26852. L’azione di risarcimento dei danni proposta, ai sensi dell’art. 1494 cod. civ., dall’acquirente non si identifica né con le azioni di garanzia di cui all’art. 1492 cod. civ., né con l’azione di esatto adempimento. Infatti, mentre la garanzia per evizione opera anche in mancanza della colpa del venditore, onde eliminare, nel contratto, lo squilibrio tra le attribuzioni patrimoniali determinato dall’inadempimento del venditore, l’azione di risarcimento danni che presuppone di per sé la colpa di quest’ultimo, consistente nell’omissione della diligenza necessaria a scongiurare l’eventuale presenza di vizi nella cosa, può estendersi a tutti i danni subiti dall’acquirente, non solo quindi a quelli relativi alle spese necessarie per l’eliminazione dei vizi accertati, ma anche a quelli inerenti alla mancata o parziale utilizzazione della cosa o al lucro cessante per la mancata rivendita del bene. Da ciò consegue, fra l’altro, che tale azione si rende ammissibile, in alternativa, ovvero, cumulativamente, con le azioni di adempimento in via specifica del contratto, di riduzione del prezzo o di risoluzione del contratto medesimo
Corte di Cassazione sezione II sentenza 29 novembre 2013, n. 26852 Svolgimento del processo D.M.A. , con atto di citazione del 28 luglio 2000, conveniva in giudizio, davanti al Tribunale di Catania, la società F.lli Villa srl., concessionaria della Peugeot, chiedendo che venisse dichiarata la risoluzione del contratto di compravendita dell’auto Peugeot 306 SW acquistata...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 29 novembre 2013, n. 26931. Correttamente il giudice del merito ha ritenuto che la presenza dei puntini di sospensione accanto ai nominativi dei primi tre soggetti contenuti nella scheda testamentaria per cui è causa rende impossibile stabilire il bene o la quota di eredità che la de cuius avrebbe inteso attribuire a ciascuno di essi e che, proprio in ragione dell’assoluta indeterminatezza dell’oggetto delle disposizioni testamentarie, la de cuius si è, in realtà, limitata a predisporre un progetto (una bozza o una minuta) del proprio testamento, privo di quel carattere di compiutezza che deve caratterizzare le valide disposizioni testamentarie
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 29 novembre 2013,n . 26931 Fatto e diritto Ritenuto che G..S. convenne in giudizio dinanzi al Tribunale di Verona S.P. , M. , Ma. , F. , Mi. ed A. , nonché R.L. , L..C. e P..M. , chiedendo che fosse accertata e dichiarata l’invalidità del testamento olografo,...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 2 dicembre 2013 n. 48153. Legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca sulla base di una netta sproporzione tra patrimonio e redditi.
Il testo integrale[1] Se è pur vero che il giudizio di sproporzione tra i redditi ed il valore dei beni deve aver riferimento, quanto a questi ultimi, a quelli sottoposti alla misura, è indubbio però che la sproporzione dei primi rispetto al patrimonio complessivo rileva quale concorrente elemento indiziario allorché nel periodo di acquisto del...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 novembre 2013, n. 26858. Nel giudizio di riduzione l’attore nel dar prova del suo diritto, ha l’onere di sottrarre il valore delle liberalità ricevute; ne consegue che, intervenuto il giudicato che accerta (in tesi) la liberalità non dichiarata da chi agisce in riduzione, lo stesso giudicato esterno (intervenuto tra le stesse parti) sarebbe opponibile nel giudizio di riduzione, posto che l’esistenza del giudicato esterno è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento, anche in sede di legittimità
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 29 novembre 2013, n. 26858 Svolgimento del processo Con citazione del 14/8/2002 F..C. conveniva in giudizio le sorelle P.A. e M. e M.F. , figlio di quest’ultima e destinatario di una disposizione testamentaria in suo favore, nel testamento di M..D.R. , madre delle due convenute. L’attore chiedeva che...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 novembre 2013, n. 47433. Truffa aggravata e sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente in danno del falso invalido
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 29 novembre 2013, n. 47433 Ritenuto in fatto 1. Con ordinanza del 3.5.2013, il Tribunale della Libertà di Benevento rigettava l’istanza di riesame proposta da M.S. contro il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, emesso dal locale ufficio gip nell’ambito del procedimento penale a carico...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 2 dicembre 2013 n. 27053. La reazione “forse scomposta” ma “comprensibile” del dipendente che ha subito un provvedimento ingiusto non può dar luogo al licenziamento in quanto non rompe il vincolo fiduciario con l’azienda
Il testo integrale[1] La corte Territoriale aveva affermato che fosse emersa una rinuncia datoriale a sanzionare i comportamenti del dipendente e che, in ogni caso, i fatti contestati non fossero risultati provati. Per la CAssazione entrambi i punti del ragionamento sono condivisibili. Riguardo al primo, infatti, il datore di lavoro, in una missiva,...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 28 novembre 2013, n. 47224. Sentenza di non luogo a procedere – perché il fatto non costituisce reato – nei confronti di un Pilota di una compagnia aerea. La richiesta di rinvio a giudizio concerneva l’ipotesi di reato di cui all’art. 262 cod. pen., per avere secondo l’accusa rivelato notizie delle quali l’autorità competente aveva vietato la divulgazione ai sensi dell’art. 42 della legge n. 124 del 2007. Ciò sarebbe avvenuto in occasione della proposizione da parte del Pilota del tentativo obbligatorio di conciliazione e nel successivo ricorso inoltrato al giudice del lavoro, atti aventi ad oggetto la richiesta di riconoscimento di mansioni superiori
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 28 novembre 2013, n. 47224 Ritenuto in fatto 1. In data 22 gennaio 2013 il GUP del Tribunale di Roma emetteva sentenza di non luogo a procedere – perché il fatto non costituisce reato – nei confronti di A.F. . La richiesta di rinvio a giudizio concerneva l’ipotesi...
Corte Costituzionale, sentenza 28 novembre 2013, n.281. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 120, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall’art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui si applica anche con riferimento a sentenze pronunziate, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009.
CORTE COSTITUZIONALE SENTENZA 28 novembre 2013, n.281 Ritenuto in fatto 1.– Nel corso di un giudizio promosso per ottenere l’annullamento di un provvedimento di revoca della patente di guida – adottato nei confronti di un soggetto cui era stata applicata, per reati concernenti gli stupefacenti, una pena a norma dell’art. 444 del codice di procedura...