Un’impresa può inserire nella propria ditta una parola che già faccia parte del marchio di cui sia titolare altra impresa, anche quando entrambe operino nello stesso mercato, ma non è lecito che essa utilizzi quella parola anche come marchio. Infatti l’eventuale tolleranza dell’uso della ditta o dominazione sociale non significa tolleranza nell’uso dello stesso segno...
Categoria: Sentenze – Ordinanze
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 20 aprile 2017, n. 9961
In difetto del consenso dell’assicurato, l’accordo tra gli assicuratori circa la ripartizione tra loro del rischio non è opponibile all’assicurato stesso, che resta estraneo al patto e conserva il diritto di richiedere all’unico assicuratore con il quale ha concluso il contratto il pagamento dell’intera indennità assicurativa, vertendosi in ipotesi del tutto diversa da quella della...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 15 maggio 2017, n. 24103
Ai fini della sussistenza del delitto di apologia di reato occorre che la condotta del soggetto agente sia dotata di valenza diffusiva, tanto da determinare il rischio concreto che siano consumati altri reati posti a presidio di beni giuridici analoghi a quelli oggetto della condotta apologetica Suprema Corte di Cassazione sezione I penale sentenza 15...
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 15 maggio 2017, n. 24084
Il giustificato motivo di cui alla L. n. 110 del 1975, art. 4, comma 2, ricorre quando le esigenze dell’agente siano corrispondenti a regole relazionali lecite rapportate alla natura dell’oggetto, alle modalità di verificazione del fatto, alle condizioni soggettive del portatore, ai luoghi dell’accadimento e alla normale funzione dell’oggetto. Per fare alcuni esempi, è giustificato...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 15 maggio 2017, n. 23764
Quali condizioni di ammissibilità dell’istanza di differimento dell’udienza per contemporaneo impegno professionale, che il difensore: a) prospetti l’impedimento non appena conosciuta la contemporaneità dei diversi impegni; b) indichi specificamente le ragioni che rendono essenziale l’espletamento della sua funzione nel diverso processo; c) rappresenti l’assenza in detto procedimento di altro codifensore che possa validamente difendere l’imputato;...
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 18 maggio 2017, n. 24857
In tema di prestito di somme di denaro la specifica indicazione del “denaro”, contenuta nell’art. 646 cod pen, rende evidente che il legislatore ha inteso espressamente precisare, allo scopo di evitare incertezze e di reprimere gli abusi e le violazioni del possesso del danaro, che anche questo può costituire oggetto del reato di appropriazione indebita,...
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 17 maggio 2017, n. 24470
In tema di assistenza al familiare portatore di handicap il concetto di convivenza non può essere ritenuto coincidente con quello di coabitazione poiché in tal modo si darebbe un’interpretazione restrittiva della disposizione che, oltre che arbitraria, sembra andare contro il fine perseguito dalla norma di agevolare l’assistenza degli handicappati, di talché sarebbe incomprensibile escludere...
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 23 maggio 2017, n. 25573
La realizzazione di un provento non è elemento costitutivo del reato previsto dall’art.79 T.U. Stup., essendo sufficiente che il soggetto sia conscio dell’utilizzo del locale nella sua disponibilità quale sede di frequente ritrovo per il consumo di sostanze stupefacenti e si astenga dall’intervenire nella consapevolezza dell’agevolazione che dal suo comportamento omissivo può derivare a tale...
Corte di Cassazione, sezione III civile, ordinanza 18 maggio 2017, n. 12495
La responsabilità per i danni causati dai cani randagi spetti escusivamente all’ente, o agli enti, cui è attribuito dalla legge (ed in particolare dalle singole leggi regionali attuative della legge quadro nazionale n. 281/1991) il compito di prevenire il pericolo specifico per l’incolumità della popolazione connesso al randagismo, e cioè il compito della cattura e...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 19 maggio 2017, n. 12597
In tema di responsabilità sanitaria, laddove un intervento chirurgico, sebbene eseguito in conformità alla lex artis e non determinativo di un peggioramento delle condizioni patologiche del paziente, risulti del tutto inutile, si configura una ingiustificata ingerenza sulla sfera psico-fisica della persona generativa di un danno risarcibile Suprema Corte di Cassazione sezione III civile sentenza 19...








