L’assegno divorzile va adeguato all’apporto fornito dal coniuge
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L’assegno divorzile va adeguato all’apporto fornito dal coniuge

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|16 settembre 2024| n. 24795.
In tema di scioglimento del matrimonio, l'assegno divorzile, avendo una funzione compensativo-perequativa, va adeguato all'apporto fornito dal coniuge richiedente che, pur in mancanza di prova della rinuncia a realistiche occasioni professionali-reddituali, dimostri di aver contribuito in maniera significativa alla vita familiare, facendosi carico in via esclusiva o preminente della cura e dell'assistenza della famiglia e dei figli, anche mettendo a disposizione, sotto qualsiasi forma, proprie risorse economiche, come il rilascio di garanzie, o proprie risorse personali e sociali, al fine di soddisfare i bisogni della famiglia e di sostenere la formazione del patrimonio familiare e personale dell'altro coniuge, restando di conseguenza assorbito l'eventuale profilo prettamente assistenziale.

Separazione e prova dell’intollerabilità della convivenza
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Separazione e prova dell’intollerabilità della convivenza

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|16 settembre 2024| n. 24811.
In tema di separazione, la parte che chiede l'addebito della separazione all'altro coniuge, per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà, ha l'onere di dimostrare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza. Al contrario, spetta a chi eccepisce l'inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda, e quindi dell'infedeltà nella determinazione dell'intollerabilità della convivenza, provare le circostanze su cui l'eccezione si fonda, vale a dire l'anteriorità della crisi matrimoniale all'accertata infedeltà.

Espropriazione forzata della quota di società a responsabilità limitata
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Espropriazione forzata della quota di società a responsabilità limitata

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|16 settembre 2024| n. 24859.

L'espropriazione forzata della quota di società a responsabilità limitata - bene immateriale da equipararsi al bene mobile non iscritto al pubblico registro - intestata a società fiduciaria operante ai sensi della l. n. 1966 del 1939 non si esegue nelle forme del pignoramento presso terzi, bensì, ai sensi dell'art. 2471, comma 1, c.c. (nel testo modificato dal d.lgs. n. 6 del 2003), mediante notificazione alla società a cui la quota stessa si riferisce e alla società (fiduciaria) che ne ha l'intestazione formale, nonché tramite successiva iscrizione del vincolo nel registro delle imprese, generando l'intestazione fiduciaria un fenomeno di dissociazione tra la situazione di "proprietà sostanziale" (che resta in capo al fiduciante) e la "proprietà formale" (che ricade in capo alla fiduciaria), per effetto del quale la fiduciaria acquista la sola legittimazione all'esercizio dei diritti sociali.

L’obbligazione alternativa e l’originario concorso di due o più prestazioni
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L’obbligazione alternativa e l’originario concorso di due o più prestazioni

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|16 settembre 2024| n. 24819.

L'obbligazione alternativa presuppone l'originario concorso di due o più prestazioni, in posizione di parità e dedotte in modo disgiuntivo, nessuna delle quali può essere adempiuta prima dell'indispensabile scelta di una di esse, rimessa alla volontà di una delle parti e che diventa irrevocabile con la dichiarazione comunicata alla controparte; l'obbligazione facoltativa, invece, ha ad oggetto una prestazione principale, unica e determinata fin dall'origine, nonché, accanto a questa, una prestazione facoltativa, dovuta in via subordinata e secondaria, ove venga preferita dal creditore stesso e costituisca quindi l'oggetto di una sua specifica ed univoca opzione, esercitabile fino al momento in cui non vi sia stato l'adempimento della prestazione principale.

Mantenimento di figlio maggiorenne e l’onere della prova 
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Mantenimento di figlio maggiorenne e l’onere della prova 

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|16 settembre 2024| n. 24731.

In ordine al mantenimento l’onere della prova della persistenza dei presupposti grava sul richiedente e pertanto in caso di figlio maggiorenne, verte sullo stesso l’onere di provare di aver curato con il maggior impegno possibile la propria preparazione professionale o tecnica e di essersi impegnato nella ricerca del lavoro. Infatti, una volta raggiunta la maggior età si presume che il soggetto sia economicamente autonomo, tale presunzione è vinta dalla prova della necessità incolpevole ad un mantenimento ulteriore.

Il muro di contenimento ed il concetto di “costruzione”
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Il muro di contenimento ed il concetto di “costruzione”

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|16 settembre 2024| n. 24842.

In tema di distanze legali, il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi "costruzione" agli effetti della disciplina di cui all'art. 873 c.c. per la parte che adempie alla sua specifica funzione di sostegno e contenimento, dalle fondamenta al livello del fondo superiore, qualunque sia l'altezza della parete naturale o della scarpata o del terrapieno cui aderisce, impedendone lo smottamento, dovendosi escludere la qualifica di costruzione anche se una faccia non si presenti come isolata e l'altezza possa superare i tre metri, qualora tale sia l'altezza del terrapieno o della scarpata.

Esecuzione forzata ed opposizione ed azione di accertamento negativo
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Esecuzione forzata ed opposizione ed azione di accertamento negativo

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|12 settembre 2024| n. 24552.
Costituisce condizione di ammissibilità dell'azione di accertamento negativo di un diritto l'avvenuto compimento di un atto di esercizio, rivendicazione o seria manifestazione di vitalità del diritto della cui inesistenza si invoca declaratoria nei confronti del (disconosciuto) titolare che ha posto in essere tale attività.

Il termine per l’espressione del voto dopo la chiusura del verbale dei creditori
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Il termine per l’espressione del voto dopo la chiusura del verbale dei creditori

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|12 settembre 2024| n. 24527.

In tema di concordato preventivo, il termine di venti giorni previsto dall'art. 178, quarto comma, l.fall., entro il quale i creditori che non hanno esercitato il voto possono far pervenire la loro manifestazione di voto successivamente alla chiusura del verbale dell'adunanza dei creditori, ha natura perentoria.

Produzione documentale in copia fotostatica e relativa di eccezione di falsità
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Produzione documentale in copia fotostatica e relativa di eccezione di falsità

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|13 settembre 2024| n. 24607.

In tema di produzione documentale in copia fotostatica e relativa di eccezione di falsità, bisogna distinguere tra il caso di non corrispondenza della copia fotostatica all’originale ed in tal caso il punto è la dimostrazione della conformità della copia anche senza produrre l’originale; ed il caso in cui si eccepisca la falsità della sottoscrizione in calce al documento ed in tal caso la prova può essere fornita solo producendo l’originale.

Responsabilità precontrattuale il pregiudizio risarcibile è circoscritto al solo interesse negativo
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Responsabilità precontrattuale il pregiudizio risarcibile è circoscritto al solo interesse negativo

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|13 settembre 2024| n. 24690.

In tema di responsabilità precontrattuale, il pregiudizio risarcibile è circoscritto al solo interesse negativo, costituito sia dalle spese inutilmente sopportate nel corso delle trattative ed in vista della conclusione del contratto, sia dalla perdita di altre occasioni di stipulazione contrattuale, pregiudizio liquidabile anche in via equitativa, sulla base di criteri logici e non arbitrari.