Opera professionale e la misura degli interessi moratori
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Opera professionale e la misura degli interessi moratori

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|25 settembre 2024| n. 25692.

In tema di contratto d'opera professionale, la misura degli interessi moratori spettanti al professionista è quella di cui al d.lgs. n. 231 del 2002, applicabile, sulla scorta delle definizioni contenute nell'art. 2, anche ai contratti conclusi tra liberi professionisti e pubbliche amministrazioni, quali le Aziende di Rilievo Nazionale e Alta Specializzazione, in considerazione della fisionomia attribuitagli dal d.lgs. n. 502 del 1992.

Il ricorso per cassazione è un atto unico
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Il ricorso per cassazione è un atto unico

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|25 settembre 2024| n. 25593.

Il ricorso per cassazione è un atto unico, che deve possedere tutti i requisiti di forma e contenuto richiesti dalla legge; in caso di vizi o lacune, non è possibile integrarlo con un successivo atto, ma si può soltanto sostituirlo con un nuovo ricorso, sempre che non siano decorsi i termini di impugnazione.

Atto dispositivo del proprietario ed interruzione usucapione
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Atto dispositivo del proprietario ed interruzione usucapione

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|25 settembre 2024| n. 25643.

Nel giudizio promosso dal possessore nei confronti del proprietario per far accertare l'intervenuto acquisto della proprietà per usucapione, l'atto di disposizione del proprietario in favore di terzi, ancorché conosciuto dal possessore, non esercita alcuna incidenza sulla situazione di fatto utile per l'usucapione, ma rappresenta, rispetto al possessore, res inter alios acta, ininfluente sulla prosecuzione della signoria di fatto sul bene, non impedita materialmente, né contestata in modo idoneo.

Contratto misto di vendita ed appalto e la disciplina
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Contratto misto di vendita ed appalto e la disciplina

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|26 settembre 2024| n. 25787.
In caso di contratto misto di vendita ed appalto, al fine di stabilire la disciplina applicabile, compresa quella della garanzia per vizi, deve aversi riguardo al criterio della prevalenza causale sulla base della volontà delle parti, sicché si ha appalto quando la prestazione dell'opera ed il lavoro costituiscono lo scopo essenziale, mentre si ha compravendita quando il risultato perseguito dalle parti è essenzialmente il trasferimento del bene, e la prestazione dell'opera è prevista al solo fine di assicurare l'utilità del bene ceduto.

Incarico professionale diligenza ed obblighi informativi
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Incarico professionale diligenza ed obblighi informativi

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|25 settembre 2024| n. 25699.

Nell'adempimento dell'incarico conferitogli, l'obbligo di diligenza da osservare ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 1176, comma 2 e 2236 c.c., impone al professionista di rendere al cliente l'informazione più ampia possibile in ordine ai diversi possibili modi di risoluzione della controversia affidatagli, giungendo anche a sconsigliarlo dall'intraprendere o proseguire un giudizio dall'esito probabilmente sfavorevole.

Acquisto di quota di eredità avente un fondo agricolo
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Acquisto di quota di eredità avente un fondo agricolo

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25443.

In caso di acquisto di quota di eredità avente ad oggetto, tra l'altro, un fondo agricolo, il diritto di prelazione del coerede, di cui all'art. 732 c.c. prevale sul diritto di prelazione, ex art. 8, l. n. 590 del 1965, del coltivatore diretto, mezzadro, colono o compartecipante.

Responsabilità datore e omissione di cautele dei lavoratori
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Responsabilità datore e omissione di cautele dei lavoratori

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|20 settembre 2024| n. 25313.

In tema di responsabilità del datore, l'omissione di cautele da parte dei lavoratori non è idonea ad escludere il nesso causale rispetto alla condotta colposa del datore di lavoro che non abbia provveduto all'adozione di tutte le misure di prevenzione rese necessarie dalle condizioni concrete di svolgimento del lavoro, non essendo né imprevedibile né anomala una dimenticanza dei lavoratori nell'adozione di tutte le cautele necessarie. In tal senso, il concorso di colpa del lavoratore o rischio elettivo, tale da escludere il nesso di causalità, si ha allorquando il lavoratore abbia posto in essere un contegno abnorme, inopinabile ed esorbitante rispetto al procedimento lavorativo e alle direttive ricevute. Un comportamento, quindi, che deve essere frutto di una scelta arbitraria volta a creare e ad affrontare, volutamente, per ragioni o impulsi personali, una situazione diversa da quella legata all'attività lavorativa, creando condizioni di rischio estranee alle normali modalità del lavoro da svolgere e ponendosi, in tal modo, come causa esclusiva dell'evento dannoso.

Il giudizio sulla diligenza dell’amministratore società
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Il giudizio sulla diligenza dell’amministratore società

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|20 settembre 2024| n. 25260.

Il giudizio sulla diligenza dell'amministratore nell'adempimento del proprio mandato non può mai investire le scelte di gestione o le modalità e circostanze di tali scelte, anche se presentino profili di rilevante alea economica, ma solo la diligenza mostrata nell'apprezzare preventivamente i margini di rischio connessi all'operazione da intraprendere, e quindi, l'eventuale omissione di quelle cautele, verifiche e informazioni normalmente richieste l’adempimento dei suo doveri sociali previsti dall’art.2392 c.c.

Apparenza servitù e le opere suscettibili di essere viste
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Apparenza servitù e le opere suscettibili di essere viste

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|24 settembre 2024| n. 25493.

L'apparenza della servitù si identifica nell'oggettiva e permanente presenza di opere suscettibili di essere viste, ancorché in concreto ignorate, che, per struttura e consistenza, inequivocamente denuncino il peso imposto su un fondo a favore dell'altro; tale requisito mira a garantire l'acquirente del fondo servente dalla presenza di vincoli ignoti e non verificabili e va valutato caso per caso, cosicché risulta significativa, in un contesto di unità abitative in condominio, la possibilità dell'acquirente di rappresentarsi il passaggio di tubi di scarico del piano superiore.

Il requisito dell’apparenza della servitù di passaggio
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Il requisito dell’apparenza della servitù di passaggio

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|20 settembre 2024| n. 25270.

Ai fini del requisito dell'apparenza richiesto ex art. 1061 c.c. per l'acquisto della servitù di passaggio per usucapione, non occorre necessariamente un tracciato dovuto all'opera dell'uomo, essendo sufficiente anche un sentiero formatosi naturalmente per effetto del calpestio, purché esso presenti un tracciato tale da denotare la sua funzione - visibile, non equivoca e permanente - di accesso al fondo dominante attraverso il fondo servente.