La L. n. 300 del 1970, articolo 4, (c.d. Statuto dei lavoratori) vieta espressamente l’uso di impianti audiovisivi e di altri strumenti che consentano il controllo a distanza dei lavoratori, permettendone l’installazione, se richiesti da esigenze organizzative e produttive o di sicurezza del lavoro e tutela del patrimonio aziendale, solamente previo accordo con le rappresentanze...
Categoria: Corte di Cassazione
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 27 ottobre 2016, n. 45396
In tema di reati tributari, il Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 17, attribuisce efficacia interruttiva della prescrizione, oltre che agli atti indicati nell’articolo 160 c.p., anche al verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza e all’atto di accertamento delle relative violazioni redatto dagli Uffici finanziari Suprema Corte di Cassazione sezione III penale...
Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 25 ottobre 2016, n. 21481
Il sequestro conservativo disposto in sede penale non viene meno a seguito di sentenza di condanna del debitore in forma generica. La misura cautelare, infatti, deve necessariamente proseguire nel giudizio civile. Suprema Corte di Cassazione sezione III civile sentenza 25 ottobre 2016, n. 21481 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI...
Corte di Cassazione, sezione VI civile, sentenza 26 ottobre 2016, n. 21659
Anche ai fini dell’imposta di registro, le quotazioni Omi sono mere presunzioni che di per sé non possono fondare la pretesa impositiva Suprema Corte di Cassazione sezione VI civile sentenza 26 ottobre 2016, n. 21659 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott....
Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 27 ottobre 2016, n. 21691
Ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge sopravvenuta dotata di efficacia retroattiva. Il ricorso, però, incontra il limite del giudicato a meno che la sentenza si componga di più parti connesse fra loro in modo che l’accoglimento dell’impugnazione della parte principale determini anche la caducazione del resto Suprema Corte di Cassazione sezioni unite...
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 27 ottobre 2016, n. 21763
È nulla la delibera di un Comune che attribuisce un incarico professionale se non sono indicati i mezzi finanziari per il compenso dell’incarico. La sentenza ha esattamente precisato che non è sufficiente il riferimento alla “possibilità” di un finanziamento mediante mutuo da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti Suprema Corte di Cassazione sezione II...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 3 novembre 2016, n. 22270
In tema di contratti bancari, la disposizione dettata dall’articolo 2-bis, comma secondo, del DL n. 185/2008, che attribuisce rilevanza, ai fini dell’applicazione dell’articolo 1815 c.c., dell’articolo 644 c.p., e della L. n. 108/1996, articoli 2 e 3, agli interessi, alle commissioni e alle provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione, a favore...
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 3 novembre 2016, n. 22284
Una volta omologato il concordato fallimentare, al curatore spetta esclusivamente – di concerto con gli altri organi della procedura – di sorvegliarne l’adempimento, essendo peraltro prevista espressamente oggi, con la novella introdotta dal Decreto Legislativo n. 5 del 2006, anche la necessita’, dopo l’approvazione del rendiconto finale del curatore, di un formale provvedimento di chiusura...
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 3 novembre 2016, n. 46144
Ai fini del reato ex art. 727 c.p., la detenzione penalmente rilevante è quella attuata in condizioni incompatibili con la natura degli animali e produttiva di gravi sofferenze, sicché il parametro normativo della natura degli animali, in base al quale la condotta di detenzione assume valenza illecita, richiede, per le specie più note (come ad...
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 26 ottobre 2016, n.44986
Ai fini del delitto di omicidio preterintenzionale, l’elemento psicologico consiste nell’aver voluto (anche solo a livello di tentativo) l’evento minore (percosse o lesioni) e non anche l’evento più grave (morte), che costituisce solo la conseguenza diretta della condotta dell’agente, attuata con una violenta manomissione della fisicità del soggetto passivo, contro la volontà di quest’ultimo. Ne...






