La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza civile n. 18467 del 7 luglio 2025, si è pronunciata sui limiti del potere discrezionale del giudice in materia di compensazione delle spese di lite. La Suprema Corte ha ribadito che il potere del giudice di compensare le spese ha natura discrezionale. Tuttavia, questo potere non è assoluto. Il sindacato della Corte di Cassazione, esercitato ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., è limitato alla verifica che non sia stato violato il principio fondamentale secondo cui le spese non possono mai essere poste a carico della parte che è risultata totalmente vittoriosa (salve le ipotesi previste dalla legge). La compensazione delle spese è, pertanto, legittima solo in caso di soccombenza reciproca oppure in presenza di:
Assoluta novità della questione trattata.
Mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti (quelle decisive).
Analoghe gravi ed eccezionali ragioni, la cui valutazione è rimessa al giudice di merito.





