La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza civile n. 25451 del 16 settembre 2025, ha specificato i criteri per l'integrazione del requisito oggettivo dell'eventus damni (il pregiudizio per il creditore) ai fini dell'azione revocatoria ordinaria (art. 2901 c.c.).
La Suprema Corte ha stabilito che, per integrare l'eventus damni, è sufficiente che l'atto di disposizione del debitore abbia determinato una maggiore difficoltà o incertezza nel recupero coattivo del credito. Questo pregiudizio può consistere in una variazione non solo quantitativa (riduzione del valore) ma anche qualitativa del patrimonio del debitore (ad esempio, la conversione di un bene facilmente aggredibile in uno meno liquido).
Inoltre, la Corte ha definito l'onere probatorio:
Onere del Creditore: Si restringe alla dimostrazione della mera variazione patrimoniale. Non è necessario che il creditore provi l'entità e la natura del patrimonio residuo del debitore, in quanto gli è preclusa la piena conoscenza delle sue caratteristiche.
Onere del Debitore: Spetta al debitore l'onere di provare che, nonostante l'atto dispositivo, il suo patrimonio ha conservato valore e caratteristiche tali da garantire pienamente e senza incertezze il soddisfacimento delle ragioni del creditore.







