Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 9 ottobre 2013 n. 22925[1] La funzione del curatore sia diretta a conservare il patrimonio del debitore, garanzia del diritto del creditore, attraverso l’esercizio delle così dette azioni di massa, dirette ad ottenere, nell’interesse del creditore, la ricostituzione del patrimonio predetto, come avviene per...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 ottobre 2013, n. 41486. Condanna, a sei anni e sei mesi di reclusione, senza alcuno ‘sconto’ di pena a carico di un giovane marito che per tre anni aveva obbligato la moglie a continui rapporti sessuali, più volte al giorno
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 8 ottobre 2013, n. 41486 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 21/01/2013 la Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia di condanna di G.A. alla pena di anni sei e mesi sei di reclusione per i reati di cui agli artt....
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 19 giugno 2013, n. 15415. Ai fini della validità del Regolamento condominiale da approvare all’unanimità, l’apposizione della firma del marito comproprietario in regime di separazione dei beni non presuppone che egli abbia agito in rappresentanza della moglie, né che sia stato incaricato tacitamente dalla stessa.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II CIVILE Sentenza 19 giugno 2013, n. 15415 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. TRIOLA Roberto Michele – Presidente – Dott. BURSESE Gaetano Antonio – rel. Consigliere – Dott. NUZZO Laurenza – Consigliere – Dott....
Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 4 ottobre 2013, n. 4902. In tema di contratto di locazione e principi di evidenza pubblica
La massima 1. Ai servizi di cui all’Allegato II –B, d.lgs. n. 163 del 2006, si applicano ex art. 20, comma 1, solo gli artt. 65,68 e 225 del codice ma sono comunque applicabili ex ante i principi del trattato, sia che si tratti di rapporto di appalto sia che si tratti di concessione. 2. L’art. 27,...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 22395 del 1 ottobre 2013. Il licenziamento collettivo illegittimo non può essere convertito in licenziamento individuale plurimo
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza n. 22395 del 1 ottobre 2013 Svolgimento del processo Con sentenza del 14/7 – 30/8/11 la Corte d’appello di Catanzaro ha rigettato l’impugnazione proposta dalla società Giustino Costruzioni s.p.a. avverso la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Catanzaro che l’aveva condannata a reintegrare i dipendenti M....
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 7 ottobre 2013, n. 41426. Escluso il ricorso di elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio (violazione delle norme precauzionali concernenti l’esercizio della professione sanitaria infermieristica), non essendo emerso alcun profilo di colpa a carico degli imputati, dovendo escludersi che agli stessi fosse nella specie ascrivibile alcun onere di adottare particolari misure di contenzione del paziente, essendo gli stessi comunque rimasti, in occasione del fatto, attorno al letto del paziente, dopo averlo ivi posizionato e accudito, senza poter in alcun modo prevedere il gesto inconsulto dell’anziano paziente (che dal letto si era repentinamente lanciato per terra), eccedente rispetto alle normali forme d’insofferenza di una persona anziana; gesto inconsulto, a seguito del quale gli imputati avevano comunque immediatamente prestato tutti i necessari soccorsi.
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 7 ottobre 2013, n. 41426 Ritenuto in fatto 1. – Con atto del 22.1.2013, M..R. , F..B. , L..B. , M.P..B. e B.F. , in qualità di parti civili costituite, hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza in data 11.12.2012 con la quale il giudice dell’udienza preliminare...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 22601 del 3 ottobre 2013. In ordine alla cessione del credito al risarcimento del danno non patrimoniale
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza n. 22601 del 3 ottobre 2013 Svolgimento del processo Con sentenza del 20/11/2006 la Corte d’Appello di Bologna, in riforma della pronunzia Trib. Bologna 7/6/2002, ha accolto (per quanto ancora d’interesse in questa sede) la domanda di pagamento a titolo di risarcimento del danno morale e del danno...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 7 ottobre 2013, n. 22822. In ordine all’individuazione della data di decorrenza della prescrizione del diritto al risarcimento del danno da responsabilità medica in caso di malattia lungolatente
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 7 ottobre 2013, n. 22822 Svolgimento del processo 1.- M..S. fu sottoposta a due trasfusioni di sangue in occasione del parto naturale avvenuto il (omissis) nell’ospedale (omissis) . Nel maggio del 2001 agì giudizialmente, in una al marito ed alle figlie, nei confronti della suddetta Azienda ospedaliera, chiedendone...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 8 ottobre 2013 n. 41579. In tema di appalto pubblico di servizi non è configurabile il delitto di peculato (ma eventualmente altre fattispecie delittuose) nella condotta di indebita gestione e destinazione, da parte dell’appaltatore, di somme di provenienza pubblica, la cui ricezione costituisca il pagamento, da parte dell’appellante soggetto pubblico, del corrispettivo per l’attività di fornitura di un servizio pattuito
Il testo integrale [1] In tema di appalto pubblico di servizi non è configurabile il delitto di peculato (ma eventualmente altre fattispecie delittuose) nella condotta di indebita gestione e destinazione, da parte dell’appaltatore, di somme di provenienza pubblica, la cui ricezione costituisca il pagamento, da parte dell’appellante soggetto pubblico, del corrispettivo per l’attività di fornitura...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 ottobre 2013, n. 22750. La disciplina dettata dall’art. 300, comma 1 e 2, c.p.c., che attribuisce al procuratore la possibilità di continuare a rappresentare in giudizio la parte che gli abbia conferito il mandato, anche se sia nel frattempo deceduta o divenuta incapace, in quanto costituisce deroga a quel principio, va pertanto contenuta entro il rigoroso ambito ivi previsto, ossia nei limiti di quella fase del processo in cui si è verificato l’evento non dichiarato né notificato concernente il mandante. Per fase del processo non deve intendersi solo quella costituita da un grado di esso ma anche quella che si chiude con la sua interruzione, sicché il procuratore della parte colpita dall’evento interruttivo (nella specie morte) non dichiarato non é legittimato a provvede, in base alla procura originariamente rilasciatagli, alla riassunzione del processo che sia stato interrotto per analogo evento riguardante un’altra parte e formalmente dichiarato.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 4 ottobre 2013, n. 22750 Svolgimento del processo Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 34044 del 2004, accogliendo la domanda proposta nei confronti della conduttrice da R.D. , da C.A. , M. , Al. e F. e da P.S. e F. (e originariamente da C.L. ,...