Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza del 19 maggio 2015, n. 20571 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MANNINO Saverio Felice – Presidente Dott. GRILLO Renato – Consigliere Dott. MULLIRI Guicla – Consigliere Dott. DI NICOLA Vito – rel....
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 19 maggio 2015, n. 20561. In merito alla dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e dell’applicabilità del nuovo istituto della messa alla prova nell’ambito dei procedimenti già pendenti alla data dell’entrata in vigore della novella legislativa
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 19 maggio 2015, n. 20561 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SQUASSONI Claudia – Presidente Dott. AMORESANO Silvio – rel. Consigliere Dott. MULLIRI Guicla – Consigliere Dott. RAMACCI Luca – Consigliere Dott. MENGONI...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 18 maggio 2015, n. 20475. Il terzo creditore, assistito da garanzia reale su di un bene sottoposto ad ablazione nell’ambito di un procedimento di prevenzione, non rientrante nella sfera applicativa del libro I del d.lgs. n. 159 del 2011, è legittimato a presentare istanza di ammissione del credito alla procedura concorsuale, ai sensi dell’art. 1, comma 199, l. n. 228 del 2012, pur se abbia già ottenuto l’accertamento, positivo e irrevocabile, del proprio diritto di garanzia e della propria buona fede, ed ha un interesse concreto ed attuale ad ottenere una pronuncia il tal senso
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 18 maggio 2015, n. 20475 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI TOMASSI Mariastefania – Presidente Dott. CASSANO Margheri – rel. Consigliere Dott. SANDRINI Enrico Giusep – Consigliere Dott. LA POSTA Lucia –...
Corte Costituzionale, sentenza del 5 giugno 2015, n. 96. Dichiarata l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza), accertate da apposite strutture pubbliche
Sentenza 96/2015 Giudizio Presidente CRISCUOLO – Redattore MORELLI Udienza Pubblica del 14/04/2015 Decisione del 14/05/2015 Deposito del 05/06/2015 Pubblicazione in G. U. Norme impugnate: Artt. 1, c. 1° e 2°, e 4, c. 1°, della legge 19/02/2004, n. 40. Massime: Atti decisi: ordd. 69 e 86/2014 SENTENZA N. 96 ANNO 2015 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 15 maggio 2015, n. 20314. La fattispecie di falsa perizia è speciale rispetto a quella di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 15 maggio 2015, n. 20314 Ritenuto in fatto Con sentenza del 6 dicembre 2012, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Torino dei 4 aprile 2011 appellata dal pubblico ministero e dall’imputato, la Corte d’appello di Torino ha riconosciuto a M.G. il beneficio della non menzione, confermando...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 maggio 2015, n. 23019. In tema di abuso di ufficio, il dolo intenzionale è configurabile qualora si accerti che il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio abbia agito con uno scopo diverso da quello consistente nel realizzare una finalità pubblica, il cui conseguimento deve essere escluso non soltanto nei casi nei quali questa manchi del tutto, ma anche laddove la stessa rappresenti una mera occasione della condotta illecita, posta in essere invece al preciso scopo di perseguire, in via immediata, un danno ingiusto ad altri o un vantaggio patrimoniale ingiusto per sé o per altri
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 29 maggio 2015, n. 23019 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza in data 11.04.2011, la Corte d’appello di Palermo, rigettando l’impugnazione del pubblico ministero, confermava la sentenza del Tribunale di Trapani che, in primo grado, aveva assolto A.G. dal reato di abuso d’ufficio con la formula “perché il...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 3 giugno 2015, n. 11446 . L’avvocato non abilitato al patrocinio presso le magistrature superiori non può pretendere il compenso dal cliente per avere redatto il ricorso al Consiglio di Stato e avere predisposto un parere preventivo diretto ad illustrare i margini di successo del proponendo appello.
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 3 giugno 2015, n. 11446 Svolgimento del processo Con atto notificato in data 13.9.2002 l’avvocato F.R. citava a comparire innanzi al tribunale di Roma A.R.D.. Esponeva che per il tramite del dottor R.P. aveva ricevuto incarico dalla convenuta di redigere ricorso al Consiglio di Stato, onde interporre appello...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 29 maggio 2015, n. 11171. Nell’espropriazione immobiliare, il termine per il versamento del saldo del prezzo da parte di chi si è già reso aggiudicatario del bene staggito deve essere ritenuto perentorio e non prorogabile.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 29 maggio 2015, n. 11171 Svolgimento del processo § 1. – Nell’espropriazione immobiliare iscr. al n. 63027/89 r.g.e. del tribunale di Roma (vertente a vario titolo, secondo quanto si ricava dall’intestazione della gravata sentenza ma non anche dal ricorso, tra A. e T. P., quali eredi di (…))...
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 28 maggio 2015, n. 11050. Nel regime dell’indennità di buonuscita spettante ai sensi degli artt. 3 e 38 d.P.R. n. 1032/1973 al pubblico dipendente, che non abbia conseguito la qualifica di dirigente e che sia cessato dal servizio nell’esercizio di mansioni superiori in ragione dell’affidamento di un incarico dirigenziale temporaneo di reggenza ai sensi dell’art. 52 d.lgs. n. 165/2001, lo stipendio da considerare come base di calcolo dell’indennità medesima è quello relativo alla qualifica di appartenenza e non già quello corrisposto per il temporaneo esercizio di mansioni corrispondenti a superiore qualifica dirigenziale
Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 28 maggio 2015, n. 11050 Svolgimento del processo N.L. , già funzionario della Agenzia delle Dogane inquadrato come Direttore tributario Terza Area F5, riceveva, dal 23.4.1998, l’incarico della temporanea reggenza della circoscrizione doganale di Trieste e, successivamente, dal 2.1.2003, l’incarico provvisorio di responsabile della circoscrizione doganale di Genova,...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 29 maggio 2015, n. 11154. Il danneggiato ha facoltà, in ragione del suo diritto di difesa, costituzionalmente garantito, di farsi assistere da un legale di fiducia e, in ipotesi di composizione bonaria della vertenza, di farsi riconoscere il rimborso delle relative spese legali; se invece la pretesa risarcitoria sfocia in un giudizio nel quale il richiedente sia vittorioso, le spese legali sostenute nella fase precedente all’instaurazione del giudizio divengono una componente del danno da liquidare e, come tali devono essere chieste e liquidate sotto forma di spese vive o spese giudiziali.
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 29 maggio 2015, n. 11154 Svolgimento del processo In data (omissis) V.V. , assicurato per i rischi della circolazione della propria autovettura Fiat Brava, faceva pervenire al proprio assicuratore, la HDI Assicurazioni Spa, richiesta di risarcimento diretto dei danni subiti dalla propria vettura in un incidente, verificatosi l'(omissis),...