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Corte di Cassazione, sezione terza penale, sentenza 29 agosto 2017, n. 39508. In tema di sequestro dei prodotti per frode in commercio aggravata

La legittimita' del sequestro probatorio deve essere valutata non gia' nella prospettiva di un giudizio di merito sulla fondatezza dell'accusa, ma in riferimento all'idoneita' degli elementi su cui si fonda [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 14 ottobre 2015, n. 41354. È legittimo il mantenimento del sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni di una società nei cui confronti pende un procedimento per responsabilità amministrativa nascente da reato anche quando sopravviene a carico dell’ente una procedura concorsuale

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 14 ottobre 2015, n. 41354 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 8 luglio 2015, n. 29061. I dati di carattere informatico contenuti in un computer, in quanto rappresentativi di cose, rientrano nella nozione di “prove documentali”. L’estrazione di tali dati da un supporto informatico, tuttavia, è una operazione di natura meccanica e ripetibile infinite volte, non essendovi quindi i presupposti per configurarla quale accertamento tecnico irripetibile ai sensi dell’art. 360 c.p.p. La Legge n. 48 del 18 marzo 2008, infatti, ha previsto la possibilità di estrarre copia dei predetti dati informatici con modalità idonee a garantire la conformità dei dati acquisiti a quelli originali; occorrerà quindi esaminare in concreto, nell’ambito del procedimento di valutazione della prova, la eventuale avvenuta alterazione dei dati originali e la corrispondenza di quelli estratti rispetto ai dati autentici

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 8 luglio 2015, n. 29061 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 16 giugno 2015, n. 24989. Non sussiste il reato di frode commerciale, neppure in forma tentata, se il prodotto non e’ destinato alla vendita: mentre il reato consumato e’ integrato dalla consegna materiale della merce all’acquirente, “per la configurabilita’ del tentativo non e’ necessaria la sussistenza di una contrattazione finalizzata alla vendita, essendo sufficiente l’accertamento della destinazione alla vendita di un prodotto diverso per origine, provenienza, qualita’ o quantita’ da quelle dichiarate o pattuite” -; sulla necessita’, perche’ sussista il reato nella forma tentata, dell’accertamento della destinazione della merce alla vendita

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 16 giugno 2015, n. 24989 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

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