danno tanatologico

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Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 27 settembre 2017, n. 22451. I danni non patrimoniali risarcibili alla vittima, trasmissibili “jure hereditatis”

Alla vittima puo' essere risarcita la perdita di un bene avente natura non patrimoniale, nella misura in cui la stessa sia ancora in vita: presupponendo la vicenda acquisitiva del diritto [...]

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 19 ottobre 2016, n. 21060

Per la configurabilita' del c.d. danno tanatologico indicato in termini di danno morale terminale o da lucida agonia o catastrofale o catastrofico, subito dalla vittima per la sofferenza provata nel [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 23 marzo 2016, n. 5684. In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionata da un illecito, il pregiudizio conseguente costituito dalla perdita della vita, bene giuridico autonomo rispetto alla salute, fruibile solo in natura dal titolare è insuscettibile di essere reintegrato per equivalente, sicché, ove il decesso si verifichi immediatamente o dopo brevissimo tempo dalle lesioni personali, deve escludersi la risarcibilità “iure hereditatis” di tale pregiudizio, in ragione – nel primo caso – dell’assenza del soggetto al quale sia collegabile la perdita del bene e nel cui patrimonio possa essere acquisito il relativo credito risarcitorio, ovvero – nel secondo – della mancanza di utilità di uno spazio di vita brevissimo.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 23 marzo 2016, n. 5684 Ritenuto in fatto Con citazione dell’ottobre 1997 gli eredi di C.G. , i suoi genitori e i fratelli, [...]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 9 ottobre 2015, n. 40717. La risarcibilità di tale danno per la morte di un congiunto causata da atto illecito penale richiede, oltre all’esistenza del rapporto di parentela, il concorso di ulteriori circostanze tali da far ritenere che la morte del familiare abbia comportato la perdita di un effettivo valido sostegno morale, rilevando che deve tuttavia considerarsi come il legislatore non abbia inteso estendere la tutela ad un numero, a volte indeterminato, di persone le quali, pur avendo perduto un affetto non hanno una posizione qualificata perché venga in considerazione la perdita di un sostegno morale concreto, sicchè si rende pertanto necessario, oltre il vincolo di stretta parentela, un presupposto che riveli la perdita appunto di un valido e concreto sostegno morale

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 9 ottobre 2015, n. 40717 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 20 agosto 2015, n. 16993. Nel caso in cui l’aggravamento di una malattia a seguito del comportamento omissivo del sanitario abbia determinato una particolare sofferenza del paziente durante l’agonia prima della morte è configurabile il cd. “danno tanatologico”, inteso quale danno subito dalla vittima per la sofferenza provata nell’avvertire consapevolmente l’ineluttabile approssimarsi della propria fine, per la cui configurabilità assume rilievo il criterio dell’intensità della sofferenza provata

Suprema Corte di Cassazione Sezione III Sentenza 20 agosto 2015, n. 16993   Svolgimento del processo Con sentenza dell'11/10/2010 la Corte d'Appello di Palermo ha respinto il gravame interposto dai [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 9 giugno 2015, n. 11851. Il risarcimento del danno non patrimoniale ha ad oggetto sia la sofferenza morale interiore sia l’alterazione dei precedenti aspetti dinamico-relazionali della vita del soggetto leso. Sarà dunque compito del giudice chiamato a valutare dell’uno e dell’altro aspetto di tale sofferenza procedere ad una riparazione che, caso, per caso, nella unicità e irripetibilità di ciascuno delle vicende umane che si presentano dinanzi a lui, risulti da un canto equa, dall’altro consonante con quanto realmente patito dal soggetto – pur nella inevitabile consapevolezza della miserevole incongruità dello strumento risarcitorio a fronte del dolore dell’uomo, che dovrà rassegnarsi a veder trasformato quel dolore in denaro

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 9 giugno 2015, n. 11851 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

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