L'Ordinanza civile n. 7356 della Corte di Cassazione, del 19 marzo 2025, si concentra sulle modalità e tempistiche per le contestazioni alla Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) da parte delle parti in un giudizio.
La Suprema Corte ha precisato che le contestazioni e i rilievi critici delle parti alla CTU, quando non configurano eccezioni di nullità relative al suo procedimento (le quali sono disciplinate dagli articoli 156 e 157 del Codice di Procedura Civile), costituiscono a tutti gli effetti argomentazioni difensive. Tali argomentazioni, pur non avendo un carattere tecnico-giuridico stringente, possono essere formulate per la prima volta nella comparsa conclusionale e persino in appello.
Tuttavia, è fondamentale che queste contestazioni non introducano nuovi fatti costitutivi, modificativi o estintivi, né nuove domande o eccezioni, o nuove prove. Il loro scopo deve essere quello di riferirsi all'attendibilità e alla valutazione delle risultanze della CTU, mirando a sollecitare il potere valutativo del giudice in relazione a tale mezzo istruttorio.
In sintesi, l'ordinanza chiarisce che le critiche alla CTU, se non attengono a vizi procedurali, rientrano nell'ordinaria attività difensiva e possono essere proposte anche in fasi avanzate del giudizio, purché non comportino un'indebita estensione del thema decidendum o probandum.





