La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza civile n. 25800 del 22 settembre 2025, ha stabilito i rigidi presupposti per denunciare in sede di legittimità il mancato esame di un documento decisivo da parte del giudice di merito.
La Suprema Corte ha chiarito che il mancato esame di un documento può essere denunciato in Cassazione solo se determina l'omissione di motivazione su un punto decisivo della controversia. Tale omissione si verifica segnatamente quando il documento non esaminato offra la prova di circostanze di tale portata da invalidare, con un giudizio di certezza (e non di mera probabilità), l'efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno formato il convincimento del giudice di merito. In pratica, la ratio decidendi (la ragione della decisione) deve risultare priva di fondamento a causa della mancata considerazione di quel documento.
Ne consegue che la denuncia in Cassazione di tale vizio, ai sensi dell'art. 360 c.p.c., deve contenere, a pena di inammissibilità, l'indicazione specifica delle ragioni per le quali il documento trascurato avrebbe, senza dubbio, condotto a una decisione diversa.
Nel caso specifico, la Suprema Corte ha cassato con rinvio la sentenza impugnata, avendo rilevato che la parte ricorrente aveva ritualmente indicato le ragioni per cui il documento trascurato (presente nel fascicolo telematico) si sarebbe rivelato decisivo ai fini di un diverso esito del giudizio (che era stato dichiarato estinto per tardiva riassunzione)







