Intervento chirurgico ed elevata percentuale di rischio
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Intervento chirurgico ed elevata percentuale di rischio

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25466.

In caso di intervento chirurgico che presenta un'elevata percentuale di rischio di provocare conseguenze pregiudizievoli, ove sia accertato il nesso causale tra la condotta colposa del sanitario e i postumi permanenti riportati dal paziente, il danno deve essere risarcito integralmente, senza che possa procedersi ad una liquidazione parametrata alla perdita di chance di conseguire un risultato totalmente favorevole.

Contratto d’opera e la prova del corrispettivo pattuito
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Contratto d’opera e la prova del corrispettivo pattuito

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25410.

In tema di contratto d'opera, l'appaltatore che agisce in giudizio per il pagamento del corrispettivo pattuito ha l'onere di provare il fatto costitutivo del diritto di credito oggetto della sua pretesa e quindi di aver esattamente adempiuto la propria obbligazione conformemente al contratto e alle regole dell'arte.

Decadenza dal beneficio del termine del creditore
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Decadenza dal beneficio del termine del creditore

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25376.

In tema di decadenza dal beneficio del termine ex art. 1186 c.c., la facoltà per il creditore di esigere immediatamente la prestazione, essendo prevista in suo favore, non opera automaticamente e, pur non richiedendo una preventiva pronuncia giudiziale, né un'espressa domanda, postula la manifestazione della sua volontà di avvalersene (nella specie, ravvisata nella notifica dell'atto di precetto al mutuatario inadempiente).

Danni da occupazione di beni sine titulo
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Danni da occupazione di beni sine titulo

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25457.

In caso di danni da occupazione di beni "sine titulo", ai fini della verifica dell'esistenza del pregiudizio in capo al proprietario del bene non occorre, necessariamente, che l'occupante abusivo abbia tratto un utile dalla propria condotta illecita.

Revocazione dei crediti ammessi allo stato passivo
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Revocazione dei crediti ammessi allo stato passivo

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25417.

Nel giudizio di revocazione dei crediti ammessi allo stato passivo, il giudice, in ragione del carattere di necessaria pregiudizialità logico-giuridica della fase rescindente rispetto alla fase rescissoria, soltanto dopo aver accertato l'effettiva sussistenza del vizio dedotto, come il rinvenimento di documenti decisivi prima ignorati, ed aver pronunciato la revocazione del provvedimento impugnato, può e deve procedere, alla luce delle nuove e decisive prove documentali acquisite, al nuovo giudizio di merito in ordine all'esistenza o al contenuto del diritto, sul quale la pronuncia impugnata aveva a suo tempo giudicato.

Procura alle liti e appello incidentale
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Procura alle liti e appello incidentale

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25409.

La procura rilasciata "con ogni più ampia facoltà di legge" in calce alla comparsa di risposta in appello, in quanto comprensiva del potere di compiere ogni attività processuale utile all'appellato, legittima il difensore a proporre l'appello incidentale.

Domanda riconvenzionale di competenza di Sezione Imprese 
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Domanda riconvenzionale di competenza di Sezione Imprese 

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|19 settembre 2024| n. 25146.

Il giudizio di opposizione è connotato dalla competenza funzionale ed inderogabile dello stesso ufficio giudiziario che ha emesso il decreto ingiuntivo opposto, essendo tale competenza immodificabile anche per ragioni di connessione; di conseguenza, il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo, nel caso in cui sia proposta domanda riconvenzionale di competenza della Sezione specializzata delle imprese di altro Tribunale, è tenuto a separare le due cause, rimettendo quella relativa a quest’ultima domanda dinanzi al tribunale competente, ferma restando nel prosieguo l’eventuale applicazione delle disposizioni in tema di sospensione dei processi.

Maggiorazione del compenso per assistenza di più parti
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Maggiorazione del compenso per assistenza di più parti

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|19 settembre 2024| n. 25231.
L’articolo 4 del Dm n. 55 del 2014 riconosce la facoltà, e non l’obbligo, per il giudice di riconoscere la maggiorazione del compenso nel caso di assistenza di più parti. Trattandosi di facoltà, nessun obbligo sussiste, in capo al giudice di merito, di applicare l’incremento, anche in presenza di controversie complesse. La valutazione demandata al giudice di merito, infatti, è finalizzata ad individuare il compenso in concreto adeguato all’attività effettivamente svolta dall’avvocato. Nell’ambito di tale apprezzamento, il meccanismo previsto dall’articolo 4 è evidentemente teso a bilanciare il diritto del difensore a conseguire un compenso adeguato all’attività espletata e non lesivo della dignità e del decoro della professione forense, con l’opposto interesse dell’assistito a non essere esposto al pagamento di compensi esagerati. Tale esigenza, che vale già all’interno del rapporto tra cliente ed avvocato, è ancor più immanente nel caso del patrocinio a spese dello Stato, posta l’esistenza di un interesse pubblico di evitare l’aggravio, a carico dell’Erario, di somme oggettivamente non proporzionate all’attività difensiva effettivamente svolta dal professionista che assista la parte ammessa al beneficio. Ciò posto, grava comunque sul giudice di merito, investito della richiesta di riconoscere una maggiorazione del compenso professionale ai sensi della citata norma, l’obbligo di motivare le ragioni del riconoscimento, o del diniego, di tale incremento

Locazioni e la competenza territoriale
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Locazioni e la competenza territoriale

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|19 settembre 2024| n. 25138.

In tema di locazioni, il criterio di radicamento della competenza territoriale del giudice al “locus rei sitae” sancito dall’art. 21 cod. proc. civ. ha natura cogente ed inderogabile, con la conseguente invalidità, rilevabile anche “ex officio” in sede di regolamento di competenza, di una eventuale clausola difforme inserita nel regolamento negoziale, con conseguente irrilevanza di un’adesione di una parte all’eccezione di incompetenza territoriale “ex adverso” sollevata, potendo incidere gli accordi tra le parti unicamente sui criteri di competenza per territorio derogabile

Giudicato non solo sulla pronuncia esplicita della decisione
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Giudicato non solo sulla pronuncia esplicita della decisione

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|19 settembre 2024| n. 25180.
Il principio secondo cui l'autorità del giudicato spiega i suoi effetti non solo sulla pronuncia esplicita della decisione, ma anche sulle ragioni che ne costituiscono sia pure implicitamente il presupposto logico-giuridico, trova applicazione anche in riferimento al decreto ingiuntivo di condanna al pagamento di una somma di denaro, il quale, in mancanza di opposizione o quando quest'ultimo giudizio sia stato dichiarato estinto, acquista efficacia di giudicato non solo in ordine al credito azionato, ma anche in relazione al titolo posto a fondamento dello stesso, precludendo ogni ulteriore esame delle ragioni addotte a giustificazione della relativa domanda in altro giudizio