L’actio negatoria servitutis è imprescrittibile
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L’actio negatoria servitutis è imprescrittibile

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|6 maggio 2024| n. 12095.

L'actio negatoria servitutis è imprescrittibile e può essere esperita in ogni tempo dal proprietario dell'immobile preteso servente, sia che tenda soltanto all'accertamento negativo del preteso diritto di servitù, sia che, mediante tale azione, si chieda anche la demolizione di opere in cui si concreta l'esercizio della pretesa servitù.

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Omessa citazione dei testi la decadenza dalla prova dev’essere eccepita dalla parte interessata e pronunciata dal giudice nella stessa udienza

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|6 maggio 2024| n. 12110.

In tema di prova testimoniale, ai sensi del combinato disposto degli artt. 104 disp. att. c.p.c. e 250 c.p.c., nel caso di ingiustificatamente omessa citazione dei testi per l'udienza fissata per il loro esame e di loro mancata comparizione spontanea, la decadenza dalla prova dev'essere eccepita dalla parte interessata e pronunciata dal giudice nella stessa udienza alla quale si riferisce l'inattività, che ne costituisce il presupposto di fatto, salvo che sussista un valido motivo per rinviare all'udienza successiva la proposizione dell'eccezione.

Le apparecchiature di rilevazione della velocità di circolazione stradale devono essere periodicamente tarate
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Le apparecchiature di rilevazione della velocità di circolazione stradale devono essere periodicamente tarate

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|7 maggio 2024| n. 12314.

Tutte le apparecchiature di rilevazione della velocità di circolazione stradale devono essere periodicamente tarate e nel caso di contestazione di una sanzione amministrativa derivante da un accertamento e fondata anche sul corretto funzionamento dell’apparecchiatura è onere dell’amministrazione dare prova sia dell’omologazione iniziale, sia della taratura periodica con la relativa documentazione.

Si presumono vessatorie le clausole con foro competente località diverse da quella della residenza del consumatore
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Si presumono vessatorie le clausole con foro competente località diverse da quella della residenza del consumatore

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|7 maggio 2024| n. 12315.

In tema di contratti del consumatore, ai sensi dell'art. 33, comma 2, lett. u), d.lgs. n. 206 del 2005, si presumono vessatorie le clausole che individuano come foro competente località diverse da quella della residenza e del domicilio elettivo, cosicché il domicilio a cui fa riferimento l'attuale previsione dell'art. 66-bis, è necessariamente quello elettivo.

Responsabilità medica iniziale individuazione errore nell’esecuzione dell’intervento e modifica successiva in errore nell’inadeguata assistenza postoperatoria
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Responsabilità medica iniziale individuazione errore nell’esecuzione dell’intervento e modifica successiva in errore nell’inadeguata assistenza postoperatoria

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 aprile 2024| n. 10901.

Nel giudizio di risarcimento del danno derivato da colpa medica, non costituisce inammissibile mutamento della domanda la circostanza che l'attore, dopo avere allegato nell'atto introduttivo che l'errore del sanitario sia consistito nell'imperita esecuzione di un intervento chirurgico, nel concludere alleghi che l'errore sia consistito anche nell'inadeguata assistenza postoperatoria. Ciò in quanto si deve considerare il fatto costitutivo, idoneo a delimitare l'ambito dell'indagine, nella sua essenzialità materiale, senza che le specificazioni della condotta, inizialmente allegate dall'attore, possano avere portata preclusiva, stante la inesigibilità della individuazione ex ante di specifici elementi tecnico-scientifici, di norma acquisibili solo all'esito dell'istruttoria e dell'espletamento di una c.t.u.

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Impugnazione della delibera di approvazione del bilancio e contestazione della rappresentazione veritiera e corretta delle poste annotate

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 aprile 2024| n. 10873.

In tema di impugnazione della delibera di approvazione del bilancio, ove sia contestata la rappresentazione veritiera e corretta delle poste annotate, la parte impugnante ha l'onere di dimostrare, quale fatto integrante il vizio, la falsità e l'erroneità delle stesse, mentre se sia contestata la violazione del principio di chiarezza, è sufficiente la produzione in giudizio del bilancio medesimo e della documentazione accompagnatoria allegata, dalla quale emerga l'inosservanza di tale principio.

La delibera di quantificazione del compenso all’amministratore adottata con il voto determinante dell’amministratore stesso non è invalida per conflitto di interessi
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La delibera di quantificazione del compenso all’amministratore adottata con il voto determinante dell’amministratore stesso non è invalida per conflitto di interessi

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 aprile 2024| n. 10889.

In tema di società di capitali, la delibera di quantificazione del compenso all'amministratore non è invalida per conflitto di interessi, ancorché adottata con il voto determinante dell'amministratore stesso, che abbia partecipato all'assemblea in veste di socio, poiché essa, pur consentendogli di conseguire un suo interesse personale, non comporta, di per sé, un pregiudizio all'interesse sociale.

Donazioni di beni futuri e le liberalità risultanti da atti diversi
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Donazioni di beni futuri e le liberalità risultanti da atti diversi

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 aprile 2024| n. 10979.

L'art. 809 c.c., nell'indicare quali norme della donazione siano applicabili alle liberalità risultanti da atti diversi da essa, va interpretato restrittivamente, nel senso che alle liberalità anzidette non si applicano tutte le altre disposizioni non espressamente richiamate; ne consegue che al negotium mixtum cum donatione non si applica l'art. 771 c.c. non essendo richiamato dall'art. 809 c.c.

Cessione d’azienda ed i debiti per il pagamento di prestazioni continuative o periodiche eseguite dopo il trasferimento
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Cessione d’azienda ed i debiti per il pagamento di prestazioni continuative o periodiche eseguite dopo il trasferimento

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 aprile 2024| n. 10902.

In caso di cessione d'azienda, dei debiti per il pagamento di prestazioni continuative o periodiche eseguite dopo il trasferimento risponde il solo acquirente, per effetto del suo subentro ex lege nei contratti in corso a prestazioni corrispettive non ancora integralmente eseguite da alcuna delle parti, mentre, ai sensi dell'art. 2560 c.c., l'alienante risponde soltanto dei debiti residuati da contratti in cui il terzo contraente abbia già adempiuto la propria prestazione prima della cessione.

Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi si applica anche ai giudizi di cassazione pendenti alla data del 28 febbraio 2023
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Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi si applica anche ai giudizi di cassazione pendenti alla data del 28 febbraio 2023

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 aprile 2024| n. 10955.

In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi, l'art. 380-bis, comma 3, c.p.c. (come novellato dal d.lgs. n. 149 del 2022), che, per i casi di definizione del giudizio in conformità alla proposta, richiama l'art. 96, commi 3 e 4, c.p.c., si applica ai giudizi di cassazione pendenti alla data del 28 febbraio 2023, poiché l'art. 35, comma 6, del citato d.lgs. fa riferimento ai giudizi introdotti con ricorso già notificato alla data dell'1 gennaio 2023 per i quali non sia stata ancora fissata udienza o adunanza in camera di consiglio e una diversa interpretazione, volta ad applicare la normativa in esame ai giudizi iniziati in data successiva al 28 febbraio 2023, depotenzierebbe lo scopo di agevolare la definizione delle pendenze in sede di legittimità, anche tramite l'individuazione di strumenti dissuasivi di condotte rivelatesi prive di giustificazione.