Somministrazione e rilevazione consumi mediante contatore
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Somministrazione e rilevazione consumi mediante contatore

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|24 settembre 2024| n. 25534.

In tema di somministrazione, – nella specie, fornitura di gas – la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante, anche se convenuto in giudizio con azione di accertamento negativo del credito, l’onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante. In particolare, in forza del principio di vicinanza della prova, spetta all’utente contestare il malfunzionamento del contatore – richiedendone la verifica – e dimostrare l’entità dei consumi effettuati nel periodo (avuto riguardo al dato statistico di consumo normalmente rilevato in precedenti bollette e corrispondente agli ordinari impieghi di energia), incombendo invece, sul gestore l’onere di provare che lo strumento di misurazione è regolarmente funzionante e, in questo caso, l’utente è tenuto a dimostrare che l’eccessività dei consumi è imputabile a terzi e, altresì, che l’impiego abusivo non è stato agevolato da sue condotte negligenti nell’adozione di misure di controllo idonee ad impedire altrui condotte illecite.

Ordine di esibizione quale mezzo istruttorio residuale
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Ordine di esibizione quale mezzo istruttorio residuale

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|24 settembre 2024| n. 25521.

L’ordine di esibizione ex articolo 210 cod. proc. civ. è uno strumento istruttorio di natura residuale, utilizzabile esclusivamente allorquando la prova dei fatti non possa essere in alcun modo fornita o acquisita con altri mezzi, e l’iniziativa della parte istante non abbia finalità esplorativa; esclusivamente in tale ipotesi il giudice può esercitare il proprio potere discrezionale officioso al riguardo, non potendo la sua iniziativa invero supplire al mancato assolvimento dell’onere della prova da parte dell’onerato

Ricorso incidentale condizionato questioni di rito
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Ricorso incidentale condizionato questioni di rito

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|25 settembre 2024| n. 25694.

Il ricorso incidentale proposto dalla parte totalmente vittoriosa nel giudizio di merito, che investa questioni preliminari di merito o pregiudiziali di rito, ha natura di ricorso condizionato all'accoglimento del ricorso principale, indipendentemente da ogni espressa indicazione di parte; ne consegue che, laddove le medesime questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito siano state oggetto di decisione esplicita o implicita da parte del giudice di merito, tale ricorso incidentale va esaminato dal giudice di legittimità solo in presenza dell'attualità dell'interesse, ovvero unicamente nell'ipotesi della fondatezza del ricorso principale.

Servitù di passaggio coattivo e l’esenzione
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Servitù di passaggio coattivo e l’esenzione

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|24 settembre 2024| n. 25536.

Nelle servitù di passaggio coattivo non possono essere assoggettate case, cortili, giardini e aie attinenti anche in caso di passaggio relativo ad un fondo intercluso, in tal caso ove possibile è preferibile prediligere la realizzazione del percorso su aree alternative a quelle pocanzi individuate.

Intervento chirurgico ed elevata percentuale di rischio
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Intervento chirurgico ed elevata percentuale di rischio

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25466.

In caso di intervento chirurgico che presenta un'elevata percentuale di rischio di provocare conseguenze pregiudizievoli, ove sia accertato il nesso causale tra la condotta colposa del sanitario e i postumi permanenti riportati dal paziente, il danno deve essere risarcito integralmente, senza che possa procedersi ad una liquidazione parametrata alla perdita di chance di conseguire un risultato totalmente favorevole.

Riscossione dei crediti a mezzo ruolo e litisconsorzio
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Riscossione dei crediti a mezzo ruolo e litisconsorzio

Corte di Cassazione, civile, Sentenza|20 settembre 2024| n. 2527.

In tema di riscossione dei crediti a mezzo ruolo ai sensi del Dpr n. 602 del 1973, la legittimazione passiva rispetto alle opposizioni esecutive non “recuperatorie” compete unicamente all’agente della riscossione, con la conseguenza che quelle proposte nei confronti dell’ente titolare del credito devono essere dichiarate inammissibili, senza che possa darsi corso all’integrazione del contraddittorio di cui all’articolo 102 cod. proc. civ., non vertendosi in una fattispecie di litisconsorzio necessario c.d. sostanziale

Il factum superveniens e idoneo a incidere sulla lite
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Il factum superveniens e idoneo a incidere sulla lite

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25396.

Il factum superveniens, in quanto equiparabile allo ius superveniens e idoneo a incidere sull'oggetto della lite, è deducibile nel giudizio di legittimità - con conseguente superamento dei limiti dell'art. 372 c.p.c. circa la prova della documentazione del fatto sopravvenuto - se il contenuto della situazione giuridica controversa ha avuto una definitiva modificazione e se non è richiesto alcun accertamento del fatto medesimo.

Contratto d’opera e la prova del corrispettivo pattuito
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Contratto d’opera e la prova del corrispettivo pattuito

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25410.

In tema di contratto d'opera, l'appaltatore che agisce in giudizio per il pagamento del corrispettivo pattuito ha l'onere di provare il fatto costitutivo del diritto di credito oggetto della sua pretesa e quindi di aver esattamente adempiuto la propria obbligazione conformemente al contratto e alle regole dell'arte.

Decadenza dal beneficio del termine del creditore
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Decadenza dal beneficio del termine del creditore

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25376.

In tema di decadenza dal beneficio del termine ex art. 1186 c.c., la facoltà per il creditore di esigere immediatamente la prestazione, essendo prevista in suo favore, non opera automaticamente e, pur non richiedendo una preventiva pronuncia giudiziale, né un'espressa domanda, postula la manifestazione della sua volontà di avvalersene (nella specie, ravvisata nella notifica dell'atto di precetto al mutuatario inadempiente).

Danni da occupazione di beni sine titulo
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Danni da occupazione di beni sine titulo

Corte di Cassazione, civile, Ordinanza|23 settembre 2024| n. 25457.

In caso di danni da occupazione di beni "sine titulo", ai fini della verifica dell'esistenza del pregiudizio in capo al proprietario del bene non occorre, necessariamente, che l'occupante abusivo abbia tratto un utile dalla propria condotta illecita.