LEGGE 30 ottobre 2014, n. 161 Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013-bis. (14G00174) (GU n. 261 del 10-11-2014 – Suppl. Ordinario n. 83) La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Capo I DISPOSIZIONI IN MATERIA...
Author: D'Isa (Renato D'Isa)
LEGGE 11 novembre 2014, n. 164. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive (c.d. Decreto Sblocca Italia)
(Allegato ) Allegato Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 All'articolo 1: al comma 1: al primo periodo, le parole: «e senza compensi aggiuntivi per l'attivita' di Commissario» sono soppresse; e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Al Commissario di cui al primo periodo non sono corrisposti gettoni,...
Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 5 novembre 2014, n. 5453. La norma di cui all'art. 110, comma 1, D.P.R. n. 270 del 1987, attribuendo agli ex medici condotti che non abbiano scelto il tempo pieno o il tempo definito, un trattamento del tutto peculiare, omnicomprensivo, esclude l'aggiunta di ulteriori emolumenti, anche se legati all'anzianità di servizio, e si giustifica, dal punto di vista sistematico, con la diversità degli obblighi di servizio e le diverse potenzialità di produzione di reddito consentite dal mantenimento di rapporti convenzionali fino a 1400 assistiti. Non ricade, pertanto, nella previsione di cui alla richiamata norma la situazione lavorativa del medico condotto che abbia scelto il rapporto a tempo definito (come nel caso de quo)
Consiglio di Stato sezione III sentenza 5 novembre 2014, n. 5453 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE TERZA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso iscritto al numero di registro generale 1207 del 2013, proposto da Sa.Ca., rappresentato e difeso dall’Avv. Um.Ca., dall’Avv. Mi.Bo. e dall’Avv....
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 5 novembre 2014, n. 5460. La dichiarazione di rinuncia al ricorso e agli effetti della sentenza di primo grado, pur non valendo quale rinuncia tipica in assenza delle formalità della notifica e del decorso del termine, manifesta la volontà univoca delle parti di non avere più interesse alla coltivazione del giudizio. Ne consegue la declaratoria di improcedibilità del ricorso proposto in primo grado, potendo il giudice, anche in assenza delle formalità, desumere dal comportamento delle parti e da atti non univoci intervenuti dopo la proposizione del ricorso, argomenti di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione
Consiglio di Stato sezione V sentenza 5 novembre 2014, n. 5460 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE QUINTA ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 2220 del 2014, proposto dall’architetto Ca.Pa., rappresentata e difesa dagli avvocati Pa.Vo. e Gi.Vo., con domicilio eletto...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 21 ottobre 2014, n. 43811. In tema di reati tributari, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato, corrispondente all'ammontare dell'imposta evasa, puo' essere legittimamente mantenuto fino a quando permane l'indebito arricchimento derivante dall'azione illecita, che cessa con l'adempimento dell'obbligazione tributaria
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 21 ottobre 2014, n. 43811 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MANNINO Saverio F. – Presidente Dott. DI NICOLA Vito – Consigliere Dott. GAZZARA Santi – Consigliere Dott. ACETO Aldo – Consigliere Dott....
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 7 novembre 2014, n. 46093. In un errore di diritto sono incorsi i giudici di merito nell'operare la assimilazione della sosta dell'imputato dentro la sala bingo, durante il tragitto di ritorno dal luogo di lavoro a casa, all'allontanamento dal luogo di esecuzione degli arresti domiciliari, che, a norma dell'articolo 276, comma I-ter, cod. proc. pen., comporta inderogabilmente la revoca della misura e la sua sostituzione colla custodia in carcere. Mentre è corretta l'equiparazione del Tribunale tra l’allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari e l’allontanamento dal diverso luogo ove il soggetto, sottoposto alla misura coercitiva, sia stato autorizzato a svolgere l'attività lavorativa
Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 7 novembre 2014, n. 46093 Osserva Rileva: 1. – Con ordinanza deliberata il 6 giugno 2014 e depositata il 12 giugno 2014, il Tribunale ordinario di Bolzano, in funzione di giudice dell’appello dei provvedimenti incidentali de libertate, in accoglimento del gravame del Pubblico Ministero avverso la ordinanza del...
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 settembre 2014, n. 40382. Il reato di rapina in edificio o altro luogo destinato a privata dimora, quando la introduzione in tali luoghi abbia avuto il fine esclusivo di impossessarsi con violenza o minaccia della cosa mobile altri, dà luogo, dopo l’introduzione del n. 3 – bis del comma 3 dell’art. 628 cod. pen., ad un reato complesso, nel quale resta assorbito il delitto di cui all’art. 614 cod. pen.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 30 settembre 2014, n. 40382 Svolgimento del processo – Motivi della decisione F.S., D.F. e Da.An. ricorrono per cassazione – a mezzo dei loro rispettivi difensori – avverso la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro del 7.11.2013, che ha confermato la pronuncia del Tribunale di Vibo Valentia,...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 30 ottobre 2014, n. 45059. In tema di reato di patrocinio o consulenza infedele, al presupposto strutturale del reato integrato dalla oggettiva instaurazione e pendenza di un procedimento davanti all'autorità giudiziaria si uniscono, quali elementi costitutivi, una condotta del patrocinatore di deliberata elusione dei doveri professionali, stabiliti per fini di giustizia a tutela delle parti assistite, e un evento implicante un nocumento concreto agli interessi delle parti medesime. In mancanza di tale nocumento, impregiudicata la eventuale rilevanza deontologica e disciplinare della condotta "infedele" del patrocinatore, il reato punito dall'art. 380 c.p. non può sussistere
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 30 ottobre 2014, n. 45059 Ritenuto in fatto 1. All’esito di articolate indagini preliminari i cinque imputati generalizzati in epigrafe, tutti avvocati del Foro di Bolzano ed esercenti l’attività forense nel capoluogo altoatesino, sono stati tratti a giudizio per rispondere con due separate imputazioni del reato di patrocinio...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 6 novembre 2014, n. 23633. La sentenza del giudice penale che, nel dichiarare estinto per amnistia il reato, abbia altresì pronunciato condanna definitiva dell'imputato al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile, demandandone la liquidazione ad un successivo e separato giudizio, spiega, in sede civile, effetto vincolante in ordine all'affermata responsabilità dell'imputato che, pur prosciolto dal reato, non può più contestare la declaratoria iuris di generica condanna al risarcimento ed alle restituzioni, ma soltanto l'esistenza e l'entità in concreto di un pregiudizio risarcibile
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 6 novembre 2014, n. 23633 Motivi della decisione Con un motivo il ricorrente principale denuncia violazione degli artt. 578; 651 c.p.p. e 2909 c.c. (art. 360 n. 3 c.p. c.) . Il motivo è fondato per le ragioni e nei termini che seguono. La sentenza del giudice penale...
Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 3 ottobre 2014 n. 23328. La formulazione dell'eccezione d'incompetenza territoriale derogabile, ai fini della sua ammissibilità, deve essere svolta, con l'indicazione di tutti i fori concorrenti, ovvero per le persone fisiche, con riferimento, oltre ai fori speciali ai sensi dell'art. 20 c.p.c., anche a quelli generali, stabiliti nell'art. 18 c.p.c. (e, per le persone giuridiche, con riferimento ai criteri di collegamento indicati nell'art. 19, primo comma, c.p.c.)
Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 3 ottobre 2014 n. 23328 Fatto e diritto Ritenuto quanto segue: A.G. ha proposto istanza di regolamento di competenza avverso la sentenza del tribunale di Napoli emessa ex art. 281 sexies c.p.c. in data 5.11.2013, con la quale è stato rigettato l’appello proposto avverso la sentenza in data...