stato di incensuratezza

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 gennaio 2015, n. 257. Né la incensuratezza né il corretto comportamento carcerario rilevano ai fini della sostituzione, dovendosi valutare “ulteriori elementi” e valendo, altresì la considerazione che l’osservanza delle prescrizioni connesse al regime custodiale è, a ben vedere, il minimo che ci si possa attendere da parte di chi vi è sottoposto sì da non poter essere segnalato come se si trattasse di condotta eccezionale

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 8 gennaio 2015, n. 257 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 15ottobre 2014, n. 43130. Lo stato di incensuratezza non dimostra automaticamente l’assenza di pericolosita, potendo questa essere desunta, come espressamente previsto dall’art. 274 lett. c) cod.proc.pen., dai comportamenti e dagli atti concreti dell’agente quale specifico elemento significativo per valutare la personalità dell’agente. Ai fini dell’affermazione della sussistenza del pericolo di reiterazione del reato ben possono porsi a fondamento della valutazione della personalità dell’indagato le stesse modalità del fatto da cui è stata dedotta anche la gravità

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 15ottobre 2014, n. 43130 Considerato in fatto 1. Con ordinanza in data 15 gennaio 2014 il giudice per le indagini preliminari del Tribunale [...]