Diniego dell’istanza di condono edilizio

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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 28 dicembre 2015, n. 5846. In merito al provvedimento sanzionatorio della realizzazione del manufatto abusivamente realizzato, è infondato l’asserito vizio concernente il difetto di motivazione laddove, nel provvedimento di rigetto della domanda di condono, l’ente comunale afferma che essa non può essere accolta in quanto “l’aumento di altezza di una parte del piano sottotetto ha comportato l’alterazione sostanziale del profilo altimetrico originario, non consentito dalle norme del vigente Piano di Recupero”, richiamando, l’atto in questione, le valutazioni svolte dall’ufficio tecnico comunale. Dunque, ingiungendosi, nell’ordinanza di demolizione, la rimozione della maggiore altezza della parte di sottotetto, deve concludersi che la motivazione è conforme ai parametri di adeguatezza necessari per consentire l’esercizio del diritto di difesa e il controllo giurisdizionale avendo, la P.A., chiaramente indicato le ragioni poste a fondamento degli atti censurati

Consiglio di Stato sezione VI sentenza 28 dicembre 2015, n. 5846 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato la [...]

Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 18 maggio 2015, n. 2509. In merito al provvedimento di diniego della domanda di concessione in sanatoria, relativa all’intervento edilizio realizzato in area soggetta al divieto assoluto di edificazione, è infondata la censura di violazione delle garanzie partecipative, costituendo, il divieto, un vincolo assoluto di inedificabilità che comporta l’applicazione dell’art. 33 della legge 28 febbraio 1985 n. 47. Infatti, l’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento, che non deve essere inteso in senso formalistico, ma risponde all’esigenza di apportate l’apporto collaborativo da parte dell’interessato, viene meno, risolvendosi in un aggravio procedimentale, qualora nessuna effettiva influenza potrebbe avere la partecipazione del privato rispetto alla portata non discrezionale del provvedimento finale, come del previsto dall’art. 21- octies, comma 2° della legge n. 241 del 1990

Consiglio di Stato sezione VI sentenza 18 maggio 2015, n. 2509   REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE SEZIONE SESTA ha pronunciato [...]