Nell’ambito del mandato con rappresentanza, ed in quest’ ambito, diversamente dal mero mandato all’incasso non accompagnato da poteri di rappresentanza, ove un soggetto conferisca ad un altro un ampio incarico di compiere attivita’ di recupero dei crediti, attraverso attivita’ stragiudiziali ed anche attribuendogli il potere di promuovere se necessario attivita’ giudiziarie, accompagnato dal potere di conferire ad altri la rappresentanza processuale, il mandatario ben puo’, in adempimento dell’incarico ricevuto, richiedere l’emissione di titoli di pagamento direttamente in proprio favore

Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 30 marzo 2018, n. 7895. Nell'ambito del mandato con rappresentanza, ed in quest' ambito, diversamente dal mero mandato all'incasso non accompagnato da poteri [...]

Il mandante privo di specifiche competenze, che abbia affidato al mandatario il compimento di un negozio giuridico per il quale sono richieste specifiche competenze tecniche, puo’ fare legittimo affidamento sulla competenza del secondo, e non ha di conseguenza alcun obbligo di sindacarne passo passo l’operato, o prevenirne gli errori.

Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 27 marzo 2018, n. 7515. Il concorso della vittima nella causazione o nell'aggravamento del danno, ai sensi dell'articolo 1227 c.c., commi 1 e [...]

Corte di Cassazione, sezione prima civile, ordinanza 27 settembre 2017, n. 22588. Nel mandato conferito nell’interesse del mandatario, in presenza di procura

Nel mandato conferito nell'interesse del mandatario, in presenza di procura, l'irrevocabilita' prevista dall'articolo 1723 c.c., comma 2, si esaurisce nel rapporto interno fra il mandante e il mandatario e non [...]

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 27 dicembre 2016, n. 27026

L'obbligo di redazione dell'atto di appello in modo specifico, ex articolo 342 cpc, è adempiuto quando l'appellante, lamentando che la sua domanda sia stata in primo grado rigettata per difetto [...]

Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 3 novembre 2016, n. 22302

Il compimento di un’attività negoziale in favore di un soggetto che versi in una situazione – ancorché transitoria – di incapacità naturale, va qualificato, ricorrendo l’ulteriore requisito dell’utilità iniziale della [...]

Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 31 agosto 2016, n. 17443

Nella perizia contrattuale la revoca, ad opera di alcuni soltanto dei mandanti, del mandato collettivo conferito ai periti e', in presenza di una giusta causa, immediatamente produttiva dell'effetto estintivo, che [...]

Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 8 luglio 2016, n. 14067

Nel mandato conferito nell’interesse del mandatario, con attribuzione di procura, l’irrevocabilità del mandato prevista dall’art. 1723, secondo comma, cod. civ., si esaurisce nel rapporto interno fra il mandante ed il [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 5 febbraio 2016, n. 2366. Se l’imputazione dalla quale viene prosciolto il dipendente della Pa non riguardava fatti inerenti lo svolgimento della funzione pubblica, non scatta l’obbligo dell’amministrazione di appartenenza di rimborsare le spese legali sostenute per la difesa nel processo

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 5 febbraio 2016, n. 2366 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE L Composta [...]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 11 novembre 2015, n. 22989. In ossequio al principio di libertà di forme, il mandato senza rappresentanza per l’acquisto di beni immobili non necessita della forma scritta, che occorre soltanto per gli atti, come la procura, che costituiscono presupposto per la realizzazione dell’effetto reale del trasferimento di proprietà

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 11 novembre 2015, n. 22989 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 14 luglio 2015, n. 14664. Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata. La diligenza richiesta dal secondo comma dell’art. 1176 cod. civ. concerne l’adempimento di obbligazioni relative all’esercizio di un’attività professionale, e cioè, di un’attività caratterizzata, in via di principio, da quei connotati di abitualità, sistematicità e continuità assunti dall’art. 2082 cod. civ. quali indici della professionalità necessaria all’acquisto della qualità di imprenditore.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 14 luglio 2015, n. 14664 Ritenuto in fatto C.P. convenne innanzi al Tribunale di Messina M.A. esponendo che nel dicembre del 1982 aveva [...]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 19 maggio 2015, n. 10196. La nomina, nel corso del giudizio, di un secondo procuratore non autorizza, di per sè sola, in difetto di univoche espressioni contrarie, a presumere che la stessa sia fatta in sostituzione del primo procuratore i dovendosi invece presumere che sia stato aggiunto al primo un secondo procuratore, e che ognuno di essi sia munito di pieni poteri di rappresentanza processuale della parte, in base al principio del carattere ordinariamente disgiuntivo del mandato stabilito dall’art. 1716, secondo comma, cod. civ. Il principio secondo il quale la volontà di revocare il precedente mandato deve essere espressa costituisce un corollario interpretativo dell’art. 1716 cod. civ., relativo alla natura tipicamente disgiuntiva del mandato ed alla conseguente necessità di provarne in concreto il carattere congiunto. La presunzione in questione non può essere superata dalla mera designazione di un nuovo procuratore, non potendo tale atto, alla luce dei principi sopr richiamati, essere ritenuto una manifestazione tacita della volontà di revoca.

Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 19 maggio 2015, n. 10196 Svolgimento del processo In un giudizio avente ad oggetto una denuncia di danno temuto per infiltrazioni in un [...]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 5 marzo 2015, n. 4535. In tema di mandato con rappresentanza, la “contemplatio domini”, che rende possibile l’imputazione degli effetti del contratto nella sfera di un soggetto diverso da quello che lo ha concluso, non esige – nel caso in cui l’atto da porre in essere non richiede una forma solenne – l’uso di formule sacramentali e può, quindi, essere desunta anche da un comportamento del rappresentante che, per univocità e concludenza, sia idoneo a rendere edotto l’altro contraente che egli agisce non solo nell’interesse, ma anche in nome del rappresentato, nella cui sfera giuridica gli effetti dell’atto sono destinati a prodursi direttamente; l’onere della relativa prova in giudizio incombe su chi afferma avere assunto la veste di rappresentante e, ove sia mancata l’allegazione e la prova del predetto comportamento, è insufficiente, ai fini di una diretta imputazione degli effetti dell’atto al mandante, la circostanza che l’atto sia stato posto in essere nel suo interesse

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 5 marzo 2015, n. 4535 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta [...]

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