Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 8 ottobre 2013, n. 41599 Ritenuto in fatto 1. Il Procuratore generale presso la Corte di appello di Venezia ricorre avverso la sentenza 18 febbraio 2013 della corte veneta, pronunciata nei confronti di F.L.G. (accusata di peculato, aggravato continuato), con la quale è stata dichiarata la nullità della...
Categoria: Cassazione penale 2013
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 ottobre 2013, n. 41486. Condanna, a sei anni e sei mesi di reclusione, senza alcuno ‘sconto’ di pena a carico di un giovane marito che per tre anni aveva obbligato la moglie a continui rapporti sessuali, più volte al giorno
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 8 ottobre 2013, n. 41486 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 21/01/2013 la Corte d’Appello di Catanzaro ha confermato la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia di condanna di G.A. alla pena di anni sei e mesi sei di reclusione per i reati di cui agli artt....
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 7 ottobre 2013, n. 41426. Escluso il ricorso di elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio (violazione delle norme precauzionali concernenti l’esercizio della professione sanitaria infermieristica), non essendo emerso alcun profilo di colpa a carico degli imputati, dovendo escludersi che agli stessi fosse nella specie ascrivibile alcun onere di adottare particolari misure di contenzione del paziente, essendo gli stessi comunque rimasti, in occasione del fatto, attorno al letto del paziente, dopo averlo ivi posizionato e accudito, senza poter in alcun modo prevedere il gesto inconsulto dell’anziano paziente (che dal letto si era repentinamente lanciato per terra), eccedente rispetto alle normali forme d’insofferenza di una persona anziana; gesto inconsulto, a seguito del quale gli imputati avevano comunque immediatamente prestato tutti i necessari soccorsi.
Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 7 ottobre 2013, n. 41426 Ritenuto in fatto 1. – Con atto del 22.1.2013, M..R. , F..B. , L..B. , M.P..B. e B.F. , in qualità di parti civili costituite, hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza in data 11.12.2012 con la quale il giudice dell’udienza preliminare...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 8 ottobre 2013 n. 41579. In tema di appalto pubblico di servizi non è configurabile il delitto di peculato (ma eventualmente altre fattispecie delittuose) nella condotta di indebita gestione e destinazione, da parte dell’appaltatore, di somme di provenienza pubblica, la cui ricezione costituisca il pagamento, da parte dell’appellante soggetto pubblico, del corrispettivo per l’attività di fornitura di un servizio pattuito
Il testo integrale [1] In tema di appalto pubblico di servizi non è configurabile il delitto di peculato (ma eventualmente altre fattispecie delittuose) nella condotta di indebita gestione e destinazione, da parte dell’appaltatore, di somme di provenienza pubblica, la cui ricezione costituisca il pagamento, da parte dell’appellante soggetto pubblico, del corrispettivo per l’attività di fornitura...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 ottobre 2013 n. 41479. Ai fini della definizione della prescrizione della lottizzazione abusiva va considerato non soltanto il momento della realizzazione ma anche le eventuali migliori apportate successivamente
Il testo integrale[1] La progressione che può caratterizzare l’attività lottizzatoria, che certamente non si esaurisce, dunque, con l’iniziale trasformazione del territorio, l’aggressione al quale si protrae fintanto che perdurano condotte che compromettono la scelta di destinazione e di uso riservata alla competenza pubblica, tra le quali pacificamente rientrano, come si è detto, nuovi interventi, anche...
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 19 settembre 2013, n. 38699. Il reato presupposto del delitto di ricettazione può alternativamente riguardare un furto o altro delitto contro il patrimonio oppure la detenzione di un’arma trovata senza matricola abrasa ma non denunciata alle competenti autorità
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 19 settembre 2013, n. 38699 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 20 settembre 2011, la Corte d’appello di Brescia ha confermato la sentenza del 17 novembre 2010 del G.u.p. del Tribunale di Bergamo, che, all’esito del giudizio abbreviato, aveva dichiarato B.V. colpevole dei reati di detenzione illegale...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 4 ottobre 2013, n. 41083. Il reato di evasione domiciliare è configurabile indipendendentemente dalla capacità di intendere e di volere.
La massima 1. L’imputabilità, quale capacità di intendere e di volere, e la colpevolezza, quale coscienza e volontà del fatto illecito che l’agente sta compiendo, esprimono categorie giuridiche concettualmente diverse ed operanti su piani diversi, benché ovviamente la prima, come substrato naturalistico della responsabilità penale, vada accertata con criterio di priorità rispetto alla seconda. 2....
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 4 ottobre 2013 n. 41113. Non è retroattiva la norma sull’obbligo di comunicare ogni variazione dello stato patrimoniale prevista dal piano straordinario contro le mafie del 2010 per chi ha commesso il reato di traffico illecito di rifiuti in periodo antecedente
Il testo integrale Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 4 ottobre 2013 n. 41113[1] Non è configurabile il delitto di omessa comunicazione delle variazioni del proprio patrimonio, di cui all’art. 31 della legge n. 646 dei 1982, quando la condanna per il delitto, da cui ha tratto causa l’obbligo medesimo, concerna uno dei reati...
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 2 ottobre 2013, n. 40743. Condannato per il reato di cui all’art. 167 del D. Lvo 196/03 “perchè, al fine di recare danno alla ex compagna, provocava la diffusione sulla rete Internet del numero di telefono cellulare della predetta contro la volontà dell’interessata”
Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 2 ottobre 2013, n. 40743 Ritenuto in fatto 1.1. Con sentenza del 14 luglio 2011, la Corte di Appello di Lecce – Sezione Distaccata di Taranto — confermava la sentenza del GUP di quel Tribunale del 29 ottobre 2010 emessa nei confronti di G.F., imputato del reato di...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 23 settembre 2013, n. 39192. La sentenza é un atto pubblico formato dal pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, produttivo di autonomi effetti e che essa si risolve nella statuizione del diritto della parte attrice a conseguire dallo Stato delle elargizioni in denaro a vario titolo. In altri termini, il giudice/p.u. viene tratto in inganno su un presupposto di fatto che, se vero, avrebbe legittimato la sua decisione.
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI SENTENZA 23 settembre 2013, n. 39192 Ritenuto in fatto 1. Vicenda processuale e provvedimento impugnato – La ricorrente è indagata per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari delitti di falsità ideologica in certificati e di falso per induzione nonché di truffa aggravata ai danni...