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Categoria: Deposito

Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 9 maggio 2017, n. 11221

Visite: 48 Nell’ipotesi di perdita della cosa depositata in seguito a furto, il depositario non si libera della responsabilita’ ex recepto provando di avere usato nella custodia la diligenza del buon padre […]

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 23 marzo 2016, n. 5766. L’affidamento, da parte del Comune committente, alla società, cui abbia demandata il servizio di rimozione coattiva dei veicoli in sosta vietata, anche della custodia dei veicoli rimossi perché vengano custoditi presso il parcheggio di pertinenza della società stessa, in attesa del ritiro da parte dei rispettivi proprietari, deriva, ai sensi dell’art. 1771 cod. civ., l’obbligo del Comune, quale depositante, di ritirare i veicoli alla scadenza pattuita o, in ogni caso, dopo la richiesta avanzata dalla depositaria, con la conseguente responsabilità dell’ente per i danni cagionati dall’inadempimento di tale obbligo

Visite: 20 Suprema Corte di Cassazione sezione I sentenza 23 marzo 2016, n. 5766 Svolgimento del processo Il Consorzio Neapolis Città Futura e la società consorziata Soccorso Stradale Pace convennero in giudizio […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 17 novembre 2015, n. 23520. Il responsabile di una struttura alberghiera risponde per i furti subiti dai clienti all’interno delle stanze qualora i ladri si siano introdotti facilmente in albergo grazie alla superficialità e alla negligenza mostrata nei controlli dal personale. E se il cliente dimostra l’entità del danno, il risarcimento non può essere effettuato in via equitativa

Visite: 21 Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 17 novembre 2015, n. 23520 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 3 Composta […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 8 giugno 2015, n. 11769. Il prestatore d’opera, prendendo in consegna il bene dal committente per l’esecuzione della prestazione principale, assume anche l’obbligo di custodire il bene fino alla riconsegna, ai sensi dell’art. 2222 e 1177 cod. civ. Risponde dell’inadempimento dell’obbligazione di adeguata custodia il custode che non offre la prova liberatoria di aver adottato tutte le precauzioni che le circostanze suggerivano secondo un criterio di ordinaria diligenza (cass. n. 1510 del 2007; n. 23845 del 2008). Si tratta di una presunzione di colpa che per essere vinta non può non conformarsi alla diligenza richiesta all’obbligato, variabile sulla base della attività espletata e delle competenze professionali che possiede, secondo la regola prevista dal secondo comma dell’art. 1176 cod. civ. Per restare esente da responsabilità, non è sufficiente la dimostrazione di aver usato la custodia della diligenza del buon padre di famiglia (art. 1768 cod. civ.), ma il custode deve provare che l’inadempimento sia derivato da causa a lui non imputabile (art. 1218 cod. civ.), per caso fortuito o forza maggiore, o si sia verificato nonostante l’uso della diligenza a lui richiesta sulla base delle sue competenze professionali.

Visite: 19 SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III SENTENZA 8 giugno 2015, n. 11769 Motivi della decisione 1. Con il primo motivo, in riferimento al capo della sentenza Prestige/T. si deduce la […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 4 marzo 2014, n. 5030. In tema di responsabilità per le cose portate in albergo, il cliente non ha l’obbligo di affidare gli oggetti di valore di sua proprietà in custodia all’albergatore, mancando una specifica previsione normativa in tale senso; tuttavia, se non si avvalga di tale facoltà, corre il rischio di non poter ottenere, in caso di sottrazione, l’integrale risarcimento del danno, come disposto dall’art. 1783 c.c., a meno che non provi la colpa dell’albergatore o degli altri soggetti a lui legati da rapporto di parentela o collaborazione, ai sensi dell’art. 1785 bis c.c. In assenza di tale riscontro probatorio, la determinazione del “quantum” entro il limite massimo stabilito nell’ultimo comma dell’art. 1783 c.c. rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il quale é libero di determinare la somma da liquidare secondo il suo prudente apprezzamento. La responsabilità dell’albergatore per le cose dei clienti sorge per il solo fatto della introduzione, da parte del cliente, delle cose nell’albergo, indipendentemente da qualsiasi consegna, poiché essa inerisce direttamente al contenuto del contratto alberghiero, dovendo essere riferita all’obbligo accessorio dell’albergatore di garantire alla clientela, contro eventuali perdite, danni e furti, la sicurezza delle cose portate in albergo. Per cui spetta a lui offrire la prova liberatoria

Visite: 43 Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 4 marzo 2014, n. 5030 Svolgimento del processo 1. – Con sentenza in data 14 maggio 2003 il Tribunale di Lucca respinse la […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 9 settembre 213, n. 20617. In tema di responsabilità per le cose in deposito, venuta a mancare la restituzione della cosa per fatto imputabile al depositario, sorge a carico di quest’ultimo l’obbligazione del risarcimento del danno, intesa a rimettere il depositante nella stessa condizione economica in cui si sarebbe trovato se la restituzione in natura fosse stata eseguita. Nella specie l’autovettura non era di proprietà del B. , ma della moglie risarcita per il furto, ed egli non ha neanche dedotto altri danni al di fuori del valore del bene

Visite: 20 Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza   9 settembre 213, n. 20617 Svolgimento del processo È stata depositata la seguente relazione: 1. B.G. ha proposto domanda per il risarcimento […]

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 28 giugno 2011, n. 14319. L’istituzione da parte dei Comuni, previa deliberazione della Giunta, di aree di sosta a pagamento ai sensi dell’art. 7, primo comma, lettera f), d. lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada), non comporta l’assunzione dell’obbligo del gestore di custodire i veicoli su di esse parcheggiati se l’avviso “parcheggio incustodito” è esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto (artt. 1326, primo comma, e 1327 cod. civ.)

Visite: 35 Corte di Cassazione – Sezioni Unite civili – Sentenza 28 giugno 2011 n. 14319. L’istituzione da parte dei Comuni, previa deliberazione della Giunta, di aree di sosta a pagamento ai […]

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