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Categoria: Codice della strada

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 20 maggio 2014, n. 11018. Poichè, ai sensi dell’art. 104 Reg. codice della strada, i segnali di divieto devono essere ripetuti dopo ogni intersezione, la limitazione di velocità imposta da un segnale precedente l’intersezione stessa viene meno dopo il superamento dell’incrocio, qualora non venga ribadita da nuovo apposito segnale; in mancanza di tale nuovo segnale, rivive la prescrizione generale dei limiti di velocità relativi al tipo di strada, salvo quanto disposto da segnali a validità zonale o da altre condizioni specifiche

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 20 maggio 2014, n. 11018 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri […]

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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 28 aprile 2014, n. 17811. Ai fini della configurabilita’ del reato di cui all’articolo 9 ter C.d.S., (divieto di gareggiare in velocita’ con veicoli a motore) e’ sufficiente il solo fatto di porre in essere la condotta relativa alla fattispecie vietata, senza necessita’ di un previo accordo organizzativo tra i due partecipanti

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 28 aprile 2014, n. 17811   REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 23 aprile 2014, n. 17679. L’articolo 186 C.d.S., al comma 2 bis, prevede, infatti, che, ove sia commesso un reato rientrante nell’ipotesi di cui alla lettera c), “la patente di guida e’ sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI”. Tale ipotesi ricorre nella specie, posto che dalla stessa formulazione dell’imputazione risulta la contestazione della predetta circostanza aggravante e che la nozione di incidente stradale (nell’accezione rilevante nella prospettiva di cui all’articolo 186 C.d.S., comma 2 bis), a seguito dell’elaborazione interpretativa cui e’ stata sottoposta ad opera di questa corte di legittimita’, e’ riferibile a “qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettivita’, senza che assuma rilevanza l’avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 23 aprile 2014, n. 17679 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 28 aprile 2014, n. 17805. In tema di reati di guida in stato di ebbrezza alcolica, ove le circostanze aggravanti di cui rispettivamente ai commi 2 bis e 2 sexies dell’art. 186 concorrano con l’ipotesi di cui al comma 3 dell’art. 186bis Cod. strada, in applicazione di quanto previsto dall’art. 63, co. 4 c.p., dovrà essere inflitta il doppio della pena prevista dall’art. 18 6bis, co. 3, al quale il giudice può apportare un aumento sino ad un terzo

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza  28 aprile 2014, n. 17805 Ritenuto in fatto 1. Il Procuratore Generale presso la Corte di appello di Ancona ricorre avverso la sentenza di cui […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 28 aprile 2014, n. 17826. In tema di guida in stato di ebbrezza alcolica di cui all’art. 186, co. 2 lett. c) Cod. str., l’esito dell’eventuale giudizio di bilanciamento tra circostanze attenuanti e la concorrente circostanza aggravante di cui all’art. 186, co. 2bis Cod. str. non assume rilievo ai fini della individuazione della sanzione amministrativa accessoria da applicare, che è in ogni caso quella della revoca. Ne consegue che il giudice non è incorso in violazione di legge applicando la sanzione amministrativa accessoria prevista per l’ipotesi circostanziata del reato di guida in stato di ebbrezza alcolica, pur essendo stato eseguito il giudizio di bilanciamento di cui all’art. 69 cod. pen. con l’esito di una subvalenza della circostanza aggravante. Né è ravvisarle a riguardo delle norme in tema di circostanze del reato (artt. 59 ss. cod. pen.) un profilo di dubbia legittimità costituzionale, nella parte in cui non dispongono che l’esito del giudizio di bilanciamento proietta i propri effetti, oltre sulla pena principale e sulle pene accessorie, anche sulla sanzione amministrativa accessoria al reato.

  Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 28 aprile 2014, n. 17826 Ritenuto in fatto 1. Il Gip del Tribunale di Genova applicava ai sensi dell’articolo 444 cod. proc. pen. a […]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 22 aprile 2014, n. 17621. La Corte d’Appello di Ancona, in parziale riforma di quella emessa dal Tribunale di Camerino , confermava la condanna alla pena di un anno e due mesi di reclusione in relazione ai reati di maltrattamenti, minacce aggravate, ingiurie, lesioni personali in danno della moglie convivente nonche’ di violazione dell’articolo 189 C.d.S., commi 6 e 7, ritenuti avvinti dal vincolo della continuazione e con condanna al risarcimento del danno e rifusione delle spese processuali in favore della parte civile costituita. La Cassazione annulla con rinvio

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 22 aprile 2014, n. 17621 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 11 aprile 2014, n. 16056. La richiesta della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilita’ di cui all’articolo 186 C.d.S., comma 9 bis, implica la tacita rinuncia al beneficio della sospensione condizionale della pena stante la incompatibilita’ tra i due istituti

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 11 aprile 2014, n. 16056 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. […]

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 14 febbraio 2014, n. 722. La differenza fra l’avviso orale e le misure di prevenzione propriamente dette consiste essenzialmente in ciò: che le misure di sicurezza impongono al soggetto vincoli di fare e di non fare che ne limitano in qualche modo la libertà personale e in particolare lo privano della facoltà di tenere comportamenti che altrimenti sarebbero leciti; al contrario il semplice avviso orale – ossia quello non accompagnato dalle eventuali prescrizioni che possono esservi annesse ai sensi dell’art. 3, co. 4, D. Lgs. n. 159/2011 – non comporta alcun vincolo, consistendo soltanto nella intimazione di tenere «una condotta conforme alla legge». Nulla di più o di meno quindi di ciò che è richiesto alla generalità dei cittadini. Ne deriva che l’avviso orale non accompagnato dalle ulteriori prescrizioni (previste dalla legge solo come eventuali a discrezione dell’autorità di p.s.) non può essere considerato di per sé una “misura di prevenzione” e non dà luogo all’applicazione dell’art. 120 del codice della strada

  Consiglio di Stato Sezione III Sentenza 14 febbraio 2014, n. 722 Fatto e diritto 1. L’appellato, già ricorrente in primo grado, è stato destinatario di un provvedimento di revoca della patente […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 1 aprile 2014, n. 15040. Nel reato di omissione di soccorso da parte di chi sia stato coinvolto in un incidente stradale, la sospensione della patente ha carattere di sanzione amministrativa e dunque non è soggetta alla sospensione condizionale prevista solo per le pene principali ed accessorie ma non per le sanzioni amministrative

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 1 aprile 2014, n. 15040 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 28 marzo 2014, n. 14616. L’obbligo imposto dal codice della strada è, dunque, quello di fermarsi e di prestare assistenza a coloro che siano rimasti feriti, indipendentemente dal fatto che tale danno si sia effettivamente verificato e che vi siano persone da assistere o da soccorrere, poiché le espressioni “eventualmente” riferita al danno e “ove necessario” riferito all’assistenza, escludono che nella fattispecie criminosa sia richiesta a qualsiasi titolo per la sussistenza dell’illecito l’effettiva verificazione di un pregiudizio alla persona e la concreta necessità dell’assistenza, qualificandosi il reato come omissivo proprio e di pericolo

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV Sentenza 28 marzo 2014, n. 14616   Ritenuto in fatto 1. Con la sentenza in epigrafe indicata la Corte d’appello di Roma ha confermato la sentenza […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 11 aprile 2014, n. 16074. In tema di circolazione stradale, la manovra di conversione di un veicolo (sia sulla destra, e ancora di più, sulla sinistra) per uscire dalla sede stradale deve essere effettuata solo se si abbia la certezza di poter completare la manovra stessa senza pericolo per gli altri utenti della strada (lasciando libero così nel più breve tempo possibile lo scorrimento del normale flusso di circolazione segnalando il cambio di direzione.

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza  11 aprile 2014, n. 16074 Ritenuto in fatto 1. Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di appello di Lecce, in parziale riforma della […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 20 febbraio 2014, n. 8081. Premessa la natura sanzionatoria della confisca di cui all’articolo 186, comma 2, lettera c), (richiamato dall’articolo 186, comma 7), essa andava applicata obbligatoriamente con la sentenza di patteggiamento, alla luce dell’esplicita dizione della norma laddove e’ previsto che con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se e’ stata applicata la sospensione condizionale della pena, e’ sempre disposta la confisca del veicolo con il quale e’ stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Nel caso di specie, come esposto dal P.G. nel ricorso, l’imputato risulta proprietario dell’auto, per cui ricorrendo i presupposti di legge, doveva essere disposta la confisca del veicolo

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 20 febbraio 2014, n. 8081 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 18 marzo 2014, n. 6200. In tema di responsabilita’ da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, infatti, la ricostruzione delle modalita’ del fatto generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa, l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalita’ tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di merito, come tali sottratti al sindacato di legittimita’ se, come nella sentenza in esame, il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico – giuridico

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 18 marzo 2014, n. 6200 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 25 marzo 2014, n. 13999. Ai fini della configurazione del reato di guida in stato di ebbrezza, tale stato puo’ essere accertato, per tutte le ipotesi attualmente previste dall’articolo 186 C.d.S., con qualsiasi mezzo, e quindi anche su base sintomatica, indipendentemente dall’accertamento strumentale, dovendosi comunque ravvisare l’ipotesi piu’ lieve, priva di rilievo penale, quando, pur risultando accertato il superamento della soglia minima, non sia possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che la condotta dell’agente rientri nell’ambito di una delle altre ipotesi che conservano rilievo penale. Tale principio è stato ulteriormente sviluppato, nel senso che il decorso di un intervallo temporale di alcune ore tra la condotta di guida incriminata e l’esecuzione del test alcolemico rende necessario, ai fini della sussunzione del fatto in una delle due ipotesi di rilievo penale, verificare la presenza di altri elementi indiziari

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 25 marzo 2014, n. 13999 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 19 marzo 2014, n. 13006. La confisca obbligatoria del veicolo, tranne che esso appartenga a persona estranea al reatoda sanzione penale accessoria (come ritenuto dalla nota giurisprudenza costituzionale e delle Sezioni unite) a sanzione amministrativa non incide sulla competenza del giudice penale ad irrogarla, come emerge dal tenore letterale del richiamato art. 186. Né il fatto che in caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità possa fare seguito la revoca della confisca (art. 186, comma 9 bis del Codice della strada) implica che la stessa confisca possa essere allo stato pretermessa

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 19 marzo 2014, n. 13006 Motivi della decisione 1. Il Tribunale di Brescia ha applicato la pena ex art. 444 c.p.p. nei confronti di F.S. […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 marzo 2014, n. 5943. Fermo l’onere dell’attore di provare il fatto costitutivo – di cui un elemento e’ il nesso di causalita’ tra la condotta dell’autore e l’evento – la decisione di secondo grado secondo cui la polvere sollevata dal passaggio dell’auto, in mancanza di altri elementi probatori, tra cui l’esclusione di altri mezzi in transito, non e’ sufficiente a dimostrare che l’evento sia attribuibile alla condotta di guida del conducente dell’auto, rimasta sconosciuta, non costituendo il sollevamento della polvere al passaggio di essa fatto notorio della causa del rimbalzo di un sassolino, ma essendo a tal fine necessari ulteriori accertamenti di fatto e valutazioni di natura tecnica, e’ immune da vizi logici e giuridici

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza 14 marzo 2014, n. 5943 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 19 marzo 2014, n. 6432. Gli agenti ed ufficiali di polizia municipale, in conformità della regola generale stabilita dall’art. 13 della l. n. 689 del 1981 in tema di accertamento delle sanzioni amministrative pecuniarie, in quanto organi di polizia giudiziaria con competenza estesa all’intero territorio comunale, hanno il potere di accertare le violazioni in materia di circolazione stradale punite con sanzioni amministrative pecuniarie in tutto tale territorio, anche, quindi, su strade statali al di fuori del centro abitato. Ne deriva che, una volta stabilito che gli ufficiali e gli agenti della polizia municipale hanno tale potere nell’ambito dell’intero territorio comunale, gli accertamenti di violazioni del codice della strada da essi compiuti in tale territorio debbono ritenersi per ciò stesso legittimi sotto il profilo della competenza dell’organo accertatore, restando l’organizzazione, la direzione e il coordinamento del servizio elementi esterni all’accertamento, ininfluenti su detta competenza

Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza  19 marzo 2014, n. 6432 Svolgimento del processo Con ricorso depositato il 29-4-2006 N.M. proponeva opposizione avverso il verbale di accertamento n. 327/2006. emesso dalla […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 14 marzo 2014, n. 5997. Proprio in dipendenza della evidenziata natura di requisito di legittimità – con riferimento all’attività di accertamento – del riferito obbligo in capo agli agenti verbalizzanti, sarebbe stato necessario, in funzione della conseguente legittimità della verbalizzazione delle inerenti operazioni, che gli accertatori avessero attestato, nel relativo verbale da redigersi ai sensi dell’art. 200 c.d.s. 1992, tale indispensabile modalità dell’accertamento e, quindi, anche il carattere temporaneo o permanente della postazione di controllo per il rilevamento elettronico della velocità, proprio al fine di porre l’assunto contravventore nella condizione di poter valutare la legittimità o meno dell’accertamento eseguito in relazione ai prescritti adempimenti normativi e regolamentari.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 14 marzo 2014, n. 5997 Fatto e diritto Rilevato che il consigliere designato ha depositato, in data 4 novembre 2013, la seguente proposta di definizione, […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 18 febbraio 2014, n. 3853. In tema di autovelox per il dispositivo Hermes Plus III; è necessario distinguere con precisione le caratteristiche dell’apparecchio utilizzato, onde poter stabilire senza equivoci o indebite presunzioni quali ne siano le potenzialità e di conseguenza se rientrino nel disposto normativo

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI Ordinanza 18 febbraio 2014, n. 3853 Fatto e diritto 1) Con ricorso notificato il 21 giugno 2011 la Fontessa spa ha impugnato la sentenza emessa il […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 3 marzo 2014, n. 10136. In tema di accertamenti concernenti la verifica delle condizioni psico-fisiche dei conducenti di autoveicoli coinvolti in incidenti stradali e della loro utilizzabilità processuale con riguardo alle ipotesi di guida in stato di ebbrezza alcolica, ha condivisibilmente affermato che i risultati del prelievo ematico, non preordinato ai fini di prova della responsabilità penale ma effettuato, secondo i normali protocolli medici di pronto soccorso, durante il ricovero in una struttura ospedaliera a seguito di incidente stradale, sono certamente utilizzabili ai fini dell’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza alcolica, trattandosi di elementi di prova acquisiti attraverso la documentazione medica, irrilevante dovendo ritenersi, in tali casi, la mancanza del consenso dell’interessato. E’ stato, quindi, anche affermato che i prelievi non necessari a fini terapeutici, effettuati in assenza di consenso dell’interessato, sono inutilizzabili, per violazione del diritto, costituzionalmente garantito, di inviolabilità della persona

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza  3 marzo 2014, n. 10136  Ritenuto in fatto 1. – C.A. ricorre per cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello di Genova, del 28 febbraio […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 24 febbraio 2014, n. 4405. I risultati del prelievo ematico effettuato per le terapie di pronto soccorso successive ad incidente stradale e non preordinato a fini di prova della responsabilità’ penale sono utilizzabili per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, senza che rilevi la mancanza di consenso dell’interessato. (In applicazione di tale principio la S.C. ha affermato che, per il suo carattere invasivo, il conducente può opporre un rifiuto al prelievo ematico richiesto dalla polizia giudiziaria e finalizzato esclusivamente all’accertamento della presenza di alcol nel sangue, rilevando in tal caso il suo dissenso espresso)

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza  24 febbraio 2014, n. 4405 Fatto e diritto 1) Con sentenza n. 438/11 dell’11 aprile 2011, notificata il 1 giugno seguente, il tribunale di Ancona […]

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 19 febbraio 2014, n. 3904. Legittimamente l’ordinanza-ingiunzione oggetto di opposizione può essere firmata dal dirigente delegato, anziché dal Prefetto, dovendosi altresì escludere che le modificazioni apportate dalla legge n. 120 del 2010, ribadendo la previsione che l’ordinanza è adottata dal Prefetto e che questi ha la legittimazione passiva nei giudizi di opposizione, possa avere innovato nell’ambito dell’ordinamento della carriera prefettizia e reso non operanti le disposizioni che individuano i compiti del personale della carriera prefettizia

Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 19 febbraio 2014, n. 3904 Ritenuto in fatto Il Ministero dell’interno proponeva appello avverso la sentenza del Giudice di pace di Pachino con la quale […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 31 gennaio 2014, n. 4967. La natura contravvenzionale della trasgressione impone al soggetto agente di astenersi diligentemente dalla guida ove abbia assunto, per qualsivoglia, anche giustificata, ragione, alcolici o misture, rimedi, prodotti e farmaci contenenti alcol

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza 31 gennaio 2014, n. 4967 Ritenuto in fatto 1. Il GIP del Tribunale di Busto Arsizio, con sentenza del 17/3/2010, dichiarato D.O. colpevole del reato […]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 17 gennaio 2014, n. 899. L’art. 172 n. 3 lettera c) del codice della strada, che esenta dall’uso di cintura di sicurezza gli appartenenti a servizi di vigilanza privata che effettuano scorte, prevale sull’obbligo generale di cui all’art. 2087 c.c. L’art. 172 è chiaramente una disposizione di ordine speciale tesa a regolare una specifica attività lavorativa “pericolosa” in ordine al rispetto dell’obbligo di indossare le cinture di sicurezza in una logica di bilanciamento con evidenti interessi di altra natura, come il consentire una più pronta reazione degli addetti alla vigilanza anche nel loro stesso interesse nel caso di attacchi al furgone o al mezzo vigilato

Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 17 gennaio 2014, n. 899 Svolgimento del processo G.M. adiva il Tribunale di Genova esponendo di aver subito un incidente stradale mentre, come dipendente della […]

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 2 gennaio 2014, n. 64. La previsione dell’articolo 186 C.d.S., comma 9 bis, secondo cui il lavoro di pubblica utilita’ deve avere una durata corrispondente a quella della pena detentiva irrogata e della pena pecuniaria convertita ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilita’, introduce una deroga al Decreto Legislativo n. 274 del 2000, articolo 54, comma 2 del nella sola parte relativa alla previsione della durata edittale della pena del lavoro di pubblica utilita’ (da un minimo di dieci giorni ad massimo di sei mesi); la disposizione non introduce alcuna deroga al criterio di computo della pena sostitutiva stabilito dal Decreto Legislativo n. 274 del 2000, articolo 54, comma 5, secondo cui un giorno di lavoro di pubblica utilita’ consiste nella prestazione di due ore di lavoro, criterio ugualmente valevole in caso di applicazione della pena del lavoro di pubblica utilita’ a seguito di condanna per il reato previsto dall’articolo 186 C.d.S..

Suprema Corte di Cassazione sezione I Sentenza 2 gennaio 2014, n. 64 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 9 gennaio 2014, n. 259. In tema di circolazione senza tenere allacciate le cinture di sicurezza e sulla sussistenza dell’esimente di cui all’art. 4 L. 689/1981 non è fondata l’incidenza della patologia lamentata – refertata nel nosocomio – come “dolore toracico di breve durata

Suprema Corte di Cassazione sezione V sentenza  9 gennaio 2014, n. 259 Fatto e diritto “RILEVA IN FATTO. 1 – R.P. propose opposizione innanzi al Giudice di Pace di Caserta, contro il […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 9 gennaio 2014, n. 258. Confermate le sei contravvenzioni in danno di un invalido “per bronchite cronica” per aver il predetto posteggiato la propria autovettura al di fuori degli spazi riservati agli invalidi presenti in loco ed in zona permanentemente interdetta alla sosta

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza  9 gennaio 2014, n. 258  Rilevato in fatto ed osservato in diritto Il Consigliere designato ha ritenuto d’avviare la trattazione in Camera di consiglio redigendo […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 20 dicembre 2013, n. 28516. Non è nullo il verbale di contestazione redatto dai vigili se vi è una erronea indicazione degli estremi della ‘Carta di qualificazione del conducente’

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza  20 dicembre 2013, n. 28516 Osserva in fatto 1 – G.D.L. propose impugnazione al Giudice di Pace di Firenze avverso il verbale di contravvenzione del […]

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 9 dicembre 2013, n. 49461. Trattandosi di sanzione obbligatoria conseguente al reato di cui all’articolo 186 C.d.S., la sua applicazione e’ un atto dovuto e prescinde dall’accordo della parti in sede di patteggiamento

Suprema Corte di Cassazione sezione II Sentenza 9 dicembre 2013, n. 49461 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte Costituzionale, sentenza 28 novembre 2013, n.281. Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 120, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come sostituito dall’art. 3, comma 52, lettera a), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui si applica anche con riferimento a sentenze pronunziate, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009.

CORTE COSTITUZIONALE SENTENZA 28 novembre 2013, n.281 Ritenuto in fatto  1.– Nel corso di un giudizio promosso per ottenere l’annullamento di un provvedimento di revoca della patente di guida – adottato nei […]

Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 22 novembre 2013, n. 26239. L’inosservanza di una norma di circolazione stradale, pur comportando responsabilità sotto altro titolo per l’infrazione commessa, non è di per sé sufficiente a determinare la responsabilità civile per l’evento dannoso, ove questo non sia ricollegabile eziologicamente alla trasgressione medesima. Principio dal quale la sentenza deduce che la violazione della disposizione che vieta il trasporto di altre persone sul ciclomotore non è in diretto collegamento causale con l’evento prodottosi. Questa violazione non può consolidare la responsabilità del conducente del ciclomotore per il danno verificatosi a carico di colui che è stata illegittimamente trasportato.

Suprema Corte di Cassazione sezione III sentenza  22 novembre 2013, n. 26239 Svolgimento del processo Nell’incidente occorso tra la vettura guidata dal L. (di sua proprietà ed assicurata presso la Norditalia Ass.ni […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 7 ottobre 2013, n. 41399. Guida in stato di ebbrezza: quando il reato è stato accertato in chiave sintomatica il giudice può ritenere, pel principio del favor rei, l’esistenza della fattispecie di cui al novellato art. 186 C.d.S., comma 2, lett. a), la più lieve tra quelle previste dalla disciplina della guida in stato di ebbrezza. Inoltre, la competenza del giudice penale in ordine alla violazione amministrativa viene meno se il procedimento si conclude per estinzione del reato o per difetto di una condizione di procedibilità; e che in ogni caso la sanzione stessa è applicata dal giudice solo con la sentenza di condanna

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV PENALE Sentenza 7 ottobre 2013, n. 41399 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 21 novembre 2013, n. 26171. In caso di violazione commessa da minore, fermo l’obbligo della redazione immediata del relativo verbale di accertamento, la contestazione della violazione deve avvenire nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza del minore, con la redazione di apposito verbale di contestazione nei loro confronti, nel quale deve essere enunciato il rapporto intercorrente con il minore che ne imponeva la sorveglianza al momento del fatto e la specifica attribuzione ad essi della responsabilità per l’illecito amministrativo

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza  21 novembre 2013, n. 26171 Fatto e diritto Ritenuto che con ricorso depositato il 5 agosto 2006 T.A. proponeva opposizione dinanzi al Giudice di Pace […]

Corte di Cassazione, sezione IV, Sentenza 12 novembre 2013, n. 45514. In materia di circolazione stradale, deve ritenersi che la “fermata” costituisca una fase della circolazione. Di conseguenza e’ del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, che il veicolo condotto dall’imputato risultato positivo all’alcoltest fosse, al momento dell’effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto

Suprema Corte di Cassazione sezione IV Sentenza 12 novembre 2013, n. 45514 IN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SIRENA Pietro […]

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 15 novembre 2013, n. 25771. Sull’Amministrazione grava l’onere probatorio, in sede di opposizione ed in presenza di contestazione della violazione dell’art. 7, comma 1 lett. d) del codice della strada (per avere il trasgressore sostato in zona riservata a specifici autoveicoli), dimostrato la legittimità dell’imposizione di cui al cartello, producendo il provvedimento sulla base del quale è stato apposto dall’autorità competente a disciplinare nella zona la circolazione.

Suprema Corte di Cassazione sezione VI ordinanza 15 novembre 2013, n. 25771 Considerato in fatto Con sentenza n. 1619 del 2010 (depositata il 10 agosto 2010) il Tribunale di Catanzaro respingeva l’appello […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 28 ottobre 2013, n. 43998. L’elemento soggettivo della fattispecie della guida in stato di ebbrezza di cui all’articolo 186 C.d.S., non e’ necessario il dolo, ma e’ sufficiente la colpa, la quale, come esposto dal giudice di merito, si riscontra nella condotta dell’imputato, il quale si pose volontariamente alla guida di una autovettura (condotta che obbliga specificamente all’osservanza della disciplina che regola la circolazione stradale), nella consapevolezza di avere assunto da poco bevande alcoliche in quantita’ non trascurabile, oltre ad un farmaco gastroprotettore

Suprema Corte di Cassazione sezione IV Sentenza 28 ottobre 2013, n. 43998 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 13 settembre 2013, n. 37743. Il mero coinvolgimento in un incidente, da parte di un soggetto che trovasi alla guida in stato di ebbrezza, da solo non integra l’aggravante di cui al citato comma 2 bis. Tale norma, pretende che il soggetto abbia “provocato” un incidente e quindi che sia accertato un coefficiente causale della sua condotta rispetto al sinistro. Assimilare il “coinvolgimento” in un incidente con la condotta di chi “provoca” il sinistro, costituirebbe un’inammissibile ipotesi di analogia “in malam partem”.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE IV PENALE Sentenza 13 settembre 2013, n. 37743 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 17 ottobre 2013, n. 42667. La nullita’ derivante dall’omesso avviso all’indagato da parte della polizia giudiziaria che proceda ad un atto urgente ed indifferibile, quale certamente e’ la sottoposizione dell’indagato ai test per il rilievo del tasso alcolemico, della facolta’ di farsi assistere dal difensore e’ di natura intermedia e deve ritenersi sanata se non tempestivamente rilevata o se non dedotta prima, ovvero immediatamente dopo il compimento dell’atto, ai sensi dell’articolo 182 c.p.p., comma 2

Suprema Corte di Cassazione sezione IV Sentenza 17 ottobre 2013, n. 42667 IntegraleCIRCOLAZIONE STRADALE – STATO DI EBBREZZA REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE […]

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 41383 del 7 ottobre 2013. La prova all’etilometro dopo un’ora dal sinistro è comunque valida. Inoltre, se dopo l’incidente l’imputato avesse bevuto della grappa che aveva in auto, durante la sosta forzata del veicolo per avaria, prima di svolgere il test l’imputato avrebbe dovuto dichiararlo ai verbalizzanti

Suprema Corte di Cassazione sezione IV sentenza n. 41383  del 7 ottobre 2013 Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 29/11/2012 la Corte di Appello dì Milano confermava la sentenza di condanna […]