Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, nel reddito complessivo dell’istante, ai sensi dell’art. 76 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, non deve essere computato Il reddito del familiare non convivente fiscalmente a carico.

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Corte di Cassazione, sezione quarta penale, sentenza 18 aprile 2018, n. 17426.

Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, nel reddito complessivo dell’istante, ai sensi dell’art. 76 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, non deve essere computato Il reddito del familiare non convivente fiscalmente a carico.

Sentenza 18 aprile 2018, n. 17426
Data udienza 15 marzo 2018

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE QUARTA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BLAIOTTA Rocco M. – Presidente

Dott. TORNESI Daniela R. – Consigliere

Dott. MICCICHE’ Loredana – Consigliere

Dott. BRUNO Maria – Rel. Consigliere

Dott. COSTANTINI Francesca – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

(OMISSIS), nato il (OMISSIS);

avverso l’ordinanza del 13/07/2017 del TRIBUNALE di TARANTO;

sentita la relazione svolta dal Consigliere Dott.ssa Bruno Mariarosaria;

lette le conclusioni del PG che ha chiesto l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato.

RITENUTO IN FATTO

1. Il Presidente del Tribunale di Taranto, con ordinanza emessa in data 13/7/2017, rigettava l’opposizione proposta da (OMISSIS), avverso il provvedimento di diniego di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

2. Avverso tale provvedimento, proponeva ricorso per Cassazione il richiedente, a mezzo di difensore, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 99, comma 4.

Nell’unico motivo di ricorso, deduceva vizio di violazione di legge in relazione al Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 76, comma 2.

2.1 Premetteva la difesa, di avere depositato, in data 16/11/2015, richiesta di ammissione al beneficio del gratuito patrocinio. Venivano disposte indagini, dalle quali risultava che: l’interessato non aveva percepito alcun reddito nell’anno di imposta (OMISSIS); le dichiarazioni dei redditi di entrambi i genitori dell’istante, riportavano quale familiare a carico, al 50%, il figlio (OMISSIS), essendo il loro reddito complessivo superiore alla soglia massima per poter usufruire del beneficio.

Sulla base di tali esiti, la richiesta di ammissione al beneficio, veniva dichiarata inammissibile dal G.i.p. del Tribunale di Taranto in data 05/12/2016. Avverso il provvedimento di diniego, l’istante proponeva impugnazione innanzi al Presidente del Tribunale, che rigettava l’opposizione evidenziando che dall’ultima dichiarazione dei redditi dei genitori dell’opponente acquisita agli atti, l’unica rilevante ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 76, il reddito dei componenti della famiglia era sicuramente superiore al limite di cui al citato Decreto del Presidente della Repubblica Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articoli 76 e 92, posto che, dalla suddetta dichiarazione, si evinceva che il (OMISSIS) e’ “vivente a carico” dei genitori, al di la’ del suo effettivo domicilio.

2.2 La difesa lamentava che il giudice era incorso in una violazione di legge. All’uopo rilevava che il ricorrente ed i suoi genitori hanno due residenze diverse.

Ai fini dell’ammissione al patrocinio gratuito, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 76, il reddito computabile, ove l’interessato conviva con il coniuge o altri familiari, e’ costituito dalla somma dei redditi conseguiti, nel medesimo periodo, da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

Pertanto, la disciplina del patrocinio a spese dello Stato individua come reddito da considerare per l’ammissione al beneficio, quello derivante dalla somma dei redditi di ciascun convivente del richiedente. Si deve pertanto ritenere che la nozione rilevante ai fini dell’ammissione al beneficio non e’ quella del familiare fiscalmente a carico, bensi’, quella del familiare convivente.

3. Il Procuratore Generale chiedeva l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato con l’adozione di ogni conseguente statuizione.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. I motivi di ricorso sono fondati e, pertanto, il ricorso deve essere accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato con rinvio al Tribunale di Taranto.

2. Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, se il richiedente convive con il coniuge o con altro familiare, il reddito computabile ai fini della ammissione al beneficio del gratuito patrocinio e’ costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel periodo, da ogni componente della famiglia, compreso l’istante.

Nel caso in esame, il provvedimento impugnato e’ incentrato sulla circostanza che il richiedente risulta essere fiscalmente a carico dei genitori, benche’ non sia convivente con loro. La circostanza che l’istante ed i genitori siano residenti in luoghi diversi e’ desumibile dal provvedimento di rigetto, dove si afferma che e’ ininfluente l’effettivo domicilio dell’istante.

3. Ebbene, la valutazione espressa dal Tribunale, e’ fondata sulla erronea equiparazione tra soggetto fiscalmente a carico di un determinato nucleo familiare e soggetto convivente. Si tratta di condizioni non coincidenti e non equiparabili ai fini della determinazione del reddito valutabile per l’ammissione o il diniego del beneficio.

Sul punto, in un caso del tutto assimilabile al presente, si e’ gia’ espressa questa Sezione, affermando il seguente principio: “Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, nel reddito complessivo dell’istante, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, articolo 76 non deve essere computato il reddito del familiare non convivente fiscalmente a carico” (Sez. 4, n. 33428 del 07/03/2014, Rv. 261565). Nella motivazione, si e’ precisato che tale interpretazione risulta coerente con le diverse finalita’ sottese alla disciplina del patrocinio a spese dello Stato e di quella relativa alla regolamentazione tributaria. Quest’ultima, nel prendere in esame il caso del familiare non convivente fiscalmente a carico, mira a dare rilevanza all’incidenza del peso determinato dai familiare, ancorche’ non convivente, sul contribuente dichiarante. Per contro, la disciplina del patrocinio a spese dello Stato individua il reddito compatibile con il beneficio in rapporto allo stato di convivenza, ravvisando in essa una condizione fattuale che determina per ciascun familiare la possibilita’ di fare affidamento non solo sul proprio personale reddito ma anche su quello degli altri familiari conviventi.

Pertanto, deve concludersi che la nozione rilevante ai fini dell’ammissione e della conservazione del beneficio del gratuito patrocinio, non e’ quella di familiare a carico bensi’ quella di familiare convivente.

5. Ne consegue l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata al Presidente Tribunale di Taranto che si atterra’ ai principi sopra richiamati.

P.Q.M.

Annulla il provvedimento impugnato con rinvio al Presidente del Tribunale di Taranto.