Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 30 gennaio 2018, n. 4367. Utilizzabili le videoriprese fatte dalle telecamere sul luogo di lavoro, anche in orari a scelta del datore, se utili a esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale

/, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto/Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 30 gennaio 2018, n. 4367. Utilizzabili le videoriprese fatte dalle telecamere sul luogo di lavoro, anche in orari a scelta del datore, se utili a esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale

Corte di Cassazione, sezione seconda penale, sentenza 30 gennaio 2018, n. 4367. Utilizzabili le videoriprese fatte dalle telecamere sul luogo di lavoro, anche in orari a scelta del datore, se utili a esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale

Utilizzabili le videoriprese fatte dalle telecamere sul luogo di lavoro, anche in orari a scelta del datore, se utili a esercitare un controllo a beneficio del patrimonio aziendale messo a rischio da comportamenti infedeli del lavoratore

Sentenza 30 gennaio 2018, n. 4367
Data udienza 30 novembre 2017

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA PENALE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DIOTALLEVI Giovanni – Presidente

Dott. IASILLO Adriano – rel. Consigliere

Dott. RAGO Geppino – Consigliere

Dott. CIANFROCCA Pierluigi – Consigliere

Dott. RECCHIONE Sandra – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

(OMISSIS), (n. il (OMISSIS));

avverso la sentenza della Corte di Appello di Torino, IV Sezione penale, in data 15/03/2017;

Sentita la relazione della causa fatta, in pubblica udienza, dal Consigliere Adriano Iasillo;

Udita la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale, dottor Gianluigi Pratola, il quale ha concluso chiedendo l’inammissibilita’ del ricorso;

Udito l’Avvocato (OMISSIS) – sostituto processuale dell’Avvocato (OMISSIS), difensore della Parte Civile (OMISSIS) legale rappresentante della (OMISSIS) s.a.s. – il quale ha concluso chiedendo l’inammissibilita’ del ricorso; lo stesso difensore deposita conclusioni scritte e nota spese delle quali chiede la liquidazione;

Udito l’Avvocato (OMISSIS), difensore di ufficio dell’imputata, che si e’ riportato ai motivi di ricorso chiedendone l’accoglimento.

OSSERVA

Con sentenza del 28/12/2011, il Tribunale di Verbania dichiaro’ (OMISSIS) responsabile del reato di appropriazione indebita e -con le attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti – la condanno’ alla pena di mesi 6 di reclusione.

Avverso tale pronunzia l’imputata propose gravame. La Corte d’appello di Torino, con sentenza del 15/03/2017, in riforma della sentenza impugnata esclusa la circostanza aggravante di cui all’articolo 61 c.p., n. 7, ed effettuata la riduzione per la scelta del rito abbreviato ridetermino’ la pena inflitta in mesi 3 di reclusione. Confermo’ nel resto.

Ricorre per cassazione l’imputata personalmente deducendo: vizi motivazionali in ordine alla ritenuta penale responsabilita’; l’inutilizzabilita’ delle immagini captate con il sistema di video sorveglianza.

L’imputata conclude, pertanto, per l’annullamento dell’impugnata sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso e’ inammissibile.

segue pagina successiva in calce all’articolo
[…]

Lascia un commento