Corte di Cassazione, sezione seconda penale, ordinanza 8 gennaio 2018, n. 196. In riferimento all’ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva confermato il decreto di sequestro preventivo di oltre 91.000 semi di cannabis, attrezzature per la coltivazione della canapa e depliants, oggetto di pubblicizzazione anche attraverso Facebook.

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In riferimento all’ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva confermato il decreto di sequestro preventivo di oltre 91.000 semi di cannabis, attrezzature per la coltivazione della canapa e depliants, oggetto di pubblicizzazione anche attraverso Facebook.
L’offerta in vendita di semi di piante dalle quali è ricavabile una sostanza drogante, accompagnata da precise indicazioni botaniche sulla coltivazione delle stesse, non integra il reato di cui all’art. 82 d.P.R. n. 309 del 1990, e, dall’altro, che correttamente il fatto era stato inquadrato nei termini di istigazione ex art. 414 c.p., sussistendo il requisito della pubblicità della condotta dato che la stessa era stata tenuta “con il mezzo della stampa o altro mezzo di propaganda” e, cioè, attraverso strumenti informatici di comunicazione e diffusione quali “Facebook”.

Ordinanza 8 gennaio 2018, n. 196
Data udienza 10 novembre 2017

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BIANCHINI Bruno – Presidente

Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
(OMISSIS) e (OMISSIS), rappresentati e difesi dall’Avvocato (OMISSIS), con domicilio eletto presso lo studio dell’Avvocato (OMISSIS);
– ricorrenti –
contro
(OMISSIS) e (OMISSIS), rappresentati e difesi dall’Avvocato (OMISSIS), con domicilio eletto presso lo studio dell’Avvocato (OMISSIS);
– controricorrenti –
per la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Roma in data 30 ottobre 2013;
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 10 novembre 2017 dal Consigliere Alberto Giusti.
FATTI DI CAUSA
1. – (OMISSIS) agiva per la declaratoria della nullita’, ed in subordine per la risoluzione, del contratto preliminare di compravendita in data 13 settembre 1987 intercorso tra essa attrice, in veste di promittente, e i coniugi (OMISSIS) e (OMISSIS), in veste di promissari, avente ad oggetto l’appartamento di (OMISSIS) che la (OMISSIS) era in procinto di riscattare dallo IACP di Rieti e che avrebbe poi effettivamente acquistato in data 20 ottobre 1992.

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