Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 15 dicembre 2017, n. 5908. Il criterio della vicinitas se e’ idoneo a definire la sussistenza di una posizione giuridica qualificata e differenziata in astratto configurabile come interesse legittimo, tuttavia non esaurisce le condizioni necessarie cui e’ subordinata la legittimazione al ricorso

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Consiglio di Stato, sezione quarta, sentenza 15 dicembre 2017, n. 5908. Il criterio della vicinitas se e’ idoneo a definire la sussistenza di una posizione giuridica qualificata e differenziata in astratto configurabile come interesse legittimo, tuttavia non esaurisce le condizioni necessarie cui e’ subordinata la legittimazione al ricorso

Il criterio della vicinitas se e’ idoneo a definire la sussistenza di una posizione giuridica qualificata e differenziata in astratto configurabile come interesse legittimo, tuttavia non esaurisce le condizioni necessarie cui e’ subordinata la legittimazione al ricorso, dovendosi da parte di chi ricorre fornire invece la prova del concreto pregiudizio patito e patiendo (sia esso di carattere patrimoniale o di deterioramento delle condizioni di vita o di peggioramento dei caratteri urbanistici che connotano l’area) a cagione dell’intervento edificatorio.

Sentenza 15 dicembre 2017, n. 5908
Data udienza 5 dicembre 2017

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale
Sezione Quarta
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 7531 del 2013, proposto dalla Signora An. St., rappresentata e difesa dall’avvocato Gi. Cr. Sc., con domicilio eletto presso lo studio Gi. C. Sc. in Roma, via (omissis) e dal Signor Fr. Pa., rappresentato e difeso dall’avvocato Ma. Fe. In., con domicilio eletto presso lo studio Ma. Sa. in Roma, viale (…);
contro
Comune di Barletta, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Do. Cu. Ma., Is. Pa., con domicilio eletto presso lo studio Be. Pa. in Roma, via (…);
nei confronti di
Società Ar. Ac. di Mu. Ca. s.n. c., rappresentato e difeso dagli avvocati Ma. Pa., Pi. Ca., con domicilio eletto presso lo studio Al. Pl. in Roma, via (…);
per la riforma
della sentenza del T.a.r. per la Puglia -Sede di Bari- Sezione III, n. 829 del 24 maggio 2013, resa tra le parti, concernente autorizzazione alla realizzazione di viabilità provvisoria su suoli acquisiti al patrimonio comunale a seguito di atto di cessione.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Barletta e della società Ar. Ac. di Mu. Ca. s.n. c.;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 5 dicembre 2017 il consigliere Fabio Taormina e uditi per le parti gli avvocati Sc., Cu., Pa. e Co. su delega di In.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
1. Con la sentenza in epigrafe impugnata n. 829/2013 il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia – Sede di Bari – ha scrutinato, previa loro riunione, due ricorsi recanti rispettivamente r.g.n. 1787 del 2010 e r.g.n. 1788 del 2010 (il primo dei quali corredato da quattro ricorsi per motivi aggiunti ed il secondo corredato da due ricorsi per motivi aggiunti) proposti dalla parte odierna appellante An. St. e Fr. Pa. con i quali, sostanzialmente, era stata contestata l’iniziativa edificatoria assunta dalla società odierna appellata Ar. Ac. di Mu. Ca. s.n. c. (autorizzazione rilasciata alla ditta Ar. con nota prot. n. 35105 del 3 giugno 2010 per la realizzazione di una “viabilità provvisoria a propria cura e spese su una parte dei suoli acquisiti al patrimonio comunale con deliberazione di consiglio comunale n. 30 del 4.8.2009”)e gli atti amministrativi precedenti, concomitanti e successivi emessi dall’amministrazione comunale di Barletta.

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