Articoli e saggi

Il ricongiungimento familiare – parte seconda

Alcune note sul ricongiungimento familiare dei cittadini stranieri regolarmente presenti nel nostro paese – parte seconda

Presentazione della modulistica

Occupiamoci ora della fase relativa alla presentazione dell’istanza volta al riconoscimento del diritto al ricongiungimento familiare. Il cittadino stranieri richiedente deve inoltrare domanda allo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura del luogo di residenza (ai sensi dell’art.29.7, D.Lgs.286/98 e ss.mm., Testo Unico Immigrazione ed art.6.1, D.P.R.394/99 e ss.mm., Regolamento d’attuazione al Testo Unico). La procedura è esclusivamente telematica, previa registrazione sul sito del Ministero dell’Interno, come anche la successiva compilazione e spedizione on line del modulo di richiesta del nulla osta al ricongiungimento[1]. In questa fase, come anche nella fase della preparazione e valutazione dei documenti richiesti, l’assistenza di un legale specializzato in diritto comunitario – oltre che in diritto del lavoro e diritto civile – si può rivelare molto importante, in vista di un eventuale – e futuro – ricorso avverso il rigetto della domanda.

Con l’inoltro telematico del modulo e dell’allegata documentazione, si considera avviato il procedimento amministrativo di richiesta. Successivamente, il cittadino straniero riceve invito-convocazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione, mediante lettera raccomandata, vidimazione della documentazione relativa alla disponibilità di alloggio e di reddito minimo necessari, e l’esibizione degli originali. L’Ufficio ne trattiene una copia.

Il familiare per il quale si chiede il ricongiungimento, dovrà presentare all’Autorità Consiliare italiana con sede nel paese di sua residenza, la documentazione che prova il rapporto di parentela (è richiesta la certificazione anagrafica del rapporto familiare), la minore età oppure lo stato di salute. Se non fosse possibile documentare in modo certo la parentela (mediante certificati o attestazioni rilasciati dalle competenti autorità straniere) oppure sussistessero dubbi fondati sull’autenticità della documentazione, viene disposto (a spese degli interessati) l’esame del DNA con il quale sarà possibile accertare la parentela. Nel caso di figli maggiorenni a carico, è possibile documentare lo stato di salute tramite certificazione rilasciata, a spese del richiedente, dal medico nominato dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente per il paese di provenienza del familiare per il quale è stato richiesto il ricongiungimento. Effettuati le verifiche o gli accertamenti di cui sopra, le Autorità consiliari rilasceranno il visto di ingresso per motivi familiari previ controlli di pubblica sicurezza ed esibizione del passaporto.

Lo Sportello richiederà alla Questura territorialmente competente, il parere (obbligatorio) sulla mancanza dei motivi ostativi all’ingresso dello straniero nel territorio (ad esempio, mancanza di passaporto od altro documento equipollente, mancanza del visto, condanna per i reati previsti dall’art.380 codice penale o per reati relativi agli stupefacenti, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o libertà sessuale, oppure ancora eventuale pregressa espulsione dal nostro territorio e previste eccezioni) ed una volta verificata l’esistenza dei requisiti previsti dall’art.29.3, T.U.Immigrazione, entro 180 giorni dalla presentazione dell’istanza può assumere due decisioni:

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