Articoli e saggi

Il ricongiungimento familiare – parte prima

Alcune note sul ricongiungimento familiare dei cittadini stranieri regolarmente presenti nel nostro paese – parte prima

Definizioni e destinatari

Disciplinato dal D.Lgs. 30/2007 artt.9, 10, 11, 12 e 13, dalla Circolare n.39/2007 del Ministero dell’Interno, dalla L.129/2011, dal D.Lgs. 286/98 art.29 e successive modifiche, con il termine “ricongiungimento familiare” intendiamo riferirci all’istituto con il quale lo straniero residente nel nostro paese, in presenza di determinati requisiti, può richiedere (ed ottenere) l’ingresso dei familiari residenti all’estero, al fine di riunire la propria famiglia. Non tutti i congiunti possono essere “richiamati” ma solo:

il coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni;

i figli minori di anni diciotto (al momento dell’inoltro della domanda), siano essi di entrambi i coniugi, solo di uno di essi, o nati fuori dal matrimonio, non coniugati purché l’altro genitore, se in vita, abbia prestato il suo consenso (vi è equiparazione tra i figli adottati, gli affidati ed i minori sottoposti all’istituto della tutela);

i figli maggiorenni a carico che, per il loro particolare stato di salute comportante invalidità totale, non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita;

i genitori a carico del richiedente (ma non del coniuge) se non abbiano altri figli nel paese di origine o di provenienza oppure genitori che abbiano oltre sessantacinque anni di età se gli altri figli risultino impossibilitati al loro sostentamento per documentati e gravi motivi di salute.

In questo primo articolo, ci occuperemo dei lineamenti fondamentali dell’istituto, limitando la trattazione ai soggetti destinatari ed ai requisiti richiesti. Successivamente, amplieremo l’analisi al “come, dove e quando” presentare l’istanza. Per poi terminare con alcuni casi giurisprudenziali di sicuro interesse. Nel prosieguo provvederemo a distinguere il caso di familiari residenti in uno Stato comunitario da quello nel quale i familiari risiedano in uno Stato extracomunitario. Per ora, limitiamoci ad evidenziare a chi spetta l’esercizio del diritto a mantenere o riacquistare l’unità familiare e quali sono i requisiti richiesti.

Per il primo punto, è riconosciuto il diritto in esame agli stranieri titolari – alternativamente – della carta di soggiorno o di permesso CE per i soggiornanti di lungo periodo oppure di un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, rilasciato per lavoro subordinato o per lavoro autonomo ovvero per asilo, studio, motivi religiosi o per protezione sussidiaria. Può presentare richiesta di ricongiungimento familiare anche il cittadino straniero con permesso di soggiorno scaduto, ma in fase di rinnovo mentre non è consentito a chi è in attesa del primo rilascio del permesso di soggiorno fino a quando non si riceve la convocazione per il fotosegnalamento.

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