Le società cooperative e le mutue assicuratrici

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Le società cooperative e le mutue assicuratrici

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3)           L’ATTO COSTITUTIVO

 

(Codice civile – Libro V del lavoro – Titolo VI   delle società – Capo I   disposizioni generali cooperative a mutualità prevalente – sez II Della costituzione – artt. 2521 – 2524)

 

art. 2521 [56] c.c.   atto costitutivo

 la società deve costituirsi per atto pubblico.

L’atto costitutivo stabilisce le regole per lo svolgimento dell’attività mutualistica e può prevedere che la società svolga la propria attività anche con terzi.

L’atto costitutivo deve indicare:

1) il cognome e il nome o la denominazione, il luogo e la data di nascita o di costituzione, il domicilio o la sede, la cittadinanza dei soci (+ codice fiscale);

2) la denominazione, e il comune ove è posta la sede della società e le eventuali sedi secondarie;

3) la indicazione specifica dell’oggetto sociale con riferimento ai requisiti e agli interessi dei soci;

4) la quota di capitale sottoscritta da ciascun socio, i versamenti eseguiti  (applicabile per analogia art. 2342 ove si adotti il tipo di S.p.A.) e artt. 2464 e ss. ove si adotti il tipo di S.r.l.[57]) e, se il capitale è ripartito in azioni, il loro valore nominale;

5) il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura;

6) i requisiti e le condizioni per l’ammissione dei soci e il modo e il tempo in cui devono essere eseguiti i conferimenti;

7) le condizioni per l’eventuale recesso (nel silenzio dell’atto costitutivo, si ritiene che la società sia costituita a tempo indeterminato. In questo caso, non è prevista la possibilità da parte del socio di recedere come nel caso della S.pA. e della S.r.l.; tuttavia sia in forza del ricorso al principio dell’analogia, sia in forza dei principi generali dell’ordinamento che riconnettono i poteri risolutori ai contraenti che si vincolano sine die, è agevole ritenere che anche nella coop senza durata si possa prevedere il recesso del socio) o per la esclusione dei soci;

8) le regole per la ripartizione degli utili e i criteri per la ripartizione dei ristorni;

9) le forme di convocazione dell’assemblea, in quanto si deroga alle disposizioni di legge;

10) il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza della società;

11) il numero dei componenti del collegio sindacale;

12) la nomina dei primi amministratori e sindaci;

13) l’importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico delle società.

Lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società, anche se forma oggetto di atto separato, si considera parte integrante dell’atto costitutivo (non è richiamato l’art. 2328, ma si applica comunque in forza di legge ex art. 2519 co1).

I rapporti tra la società e i soci possono essere disciplinati da regolamenti che determinano i criteri e le regole inerenti allo svolgimento dell’attività mutualistica tra la società e i soci. I regolamenti, quando non costituiscono parte integrante dell’atto costitutivo, sono predisposti dagli amministratori e approvati dall’assemblea con le maggioranze previste per le assemblee straordinarie.

 

 

art.  2523 [58] c.c.     deposito dell’atto costitutivo e iscrizione della società

il notaio (in questo caso rispetto alla costituzione della S.p.A. ha un ulteriore compito che è quello di accertare la sussistenza dello scopo mutualistico) che ha ricevuto l’atto costitutivo deve depositarlo entro venti giorni presso l’ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, a norma dell’articolo 2330.

Gli effetti dell’iscrizione e della nullità sono regolati rispettivamente dagli articoli 2331 (non è pertanto applicabile, per il fatto che sono richiamati espressamente gli effetti della nullità della S.p.A., alle coop il co 1 dell’art. 2332 che elenca tassativamente le cause di nullità della S.p.A, con la conseguenza che come per la società di persona, anche per le coop, le cause di nullità sono quelle previste in via generale dalla disciplina dei contratti – 1418 c.c.).

 

Le cooperative che intendono ottenere le agevolazioni fiscali, tributarie lavoristiche devono iscriversi nell’Albo tenuto presso il Ministero delle Attività Produttive (la previgente normativa prevedeva l’iscrizione al Registro prefettizio) esso è articolato in due sezioni, una che comprende tutte le cooperative a mutualità prevalente e l’altra che comprende le cooperative non a mutualità prevalente.

L’Albo sostituisce i Registri prefettizi e lo Schedario generale della cooperazione, facendo così cessare le preesistenti commissioni provinciali di vigilanza sulle cooperative; esso è strutturato in due sezioni.

Tenute all’iscrizione all’Albo sono tutte le società cooperative, di nuova costituzione ed esistenti. Dalla pubblicazione in G.U. del decreto, le cooperative esistenti hanno avuto 180 giorni per presentare, alla Camera di commercio competente, domanda di iscrizione, indicante la sezione e la categoria di appartenenza. Per le società di nuova costituzione o per quelle divenute cooperative in seguito a una modifica dello statuto, la competenza all’adempimento dell’iscrizione all’Albo si presenta in capo ai notai che depositano l’atto presso il Registro delle imprese.

L’iscrizione all’Albo, la cui mancanza configura un irregolare funzionamento sanzionabile con l’adozione del provvedimento di gestione commissariale, è altresì necessaria, ai sensi del paragrafo 3 della predetta circolare, quale presupposto per la fruizione dei benefici fiscali indicati all’art. 223-duodecies delle norme di attuazione e transitorie del Codice civile.

Mentre in precedenza, secondo il Tar Calabria[59], atteso che il requisito dell’autogestione è fondamentale per l’esistenza di una società cooperativa, società che, ex art. 2511 c.c., prevede una organizzazione indipendente dei mezzi funzionali allo svolgimento dell’attività economica nonché l’assunzione del c.d. rischio di impresa, la cancellazione di una cooperativa dal Registro Prefettizio e dallo Schedario generale della cooperazione ordinata dal Ministero delle attività produttive motivata dall’attribuzione ad un imprenditore non socio della gestione dell’esercizio oggetto dell’attività mutualistica, con assunzione della connessa responsabilità di impresa è legittima, proprio perché il requisito citato è venuto meno, mentre non ha importanza la continuità del fine mutualistico (in particolare, un trattamento di favore a beneficio dei soci nell’acquisito di generi somministrati).

 

art.  2524 [60]  c.c.      variabilità del capitale

 il capitale sociale non è determinato in un ammontare prestabilito.

Nelle società cooperative l’ammissione di nuovi soci, nelle forme previste dall’articolo 2528 non importa modificazione dell’atto costitutivo.

La società può deliberare aumenti di capitale con modificazione dell’atto costitutivo nelle forme previste dagli articoli 2438 e seguenti.

L’esclusione o la limitazione del diritto di opzione può essere autorizzata dall’assemblea su proposta motivata degli amministratori

 

Sul punto si riporta interessante massima del Tribunale Milanese[61] secondo la quale in tema di società cooperativa, anche per questo tipo di società è prevista la possibilità di effettuare aumenti di capitale a pagamento con diritto di opzione. Quindi, anche l’impresa manualistica, a fronte di perdite o, anche, per dare vita a nuove iniziative, può aumentare il capitale chiedendo ai soci di sottoscriverlo proporzionalmente alle rispettive partecipazioni, salva la possibilità in caso di mancata sottoscrizione, che nuovi soci sottoscrivano detto capitale. Ad ogni modo, fermo lo scopo mutualistico di detto tipo di società, la sottoscrizione di aumento di capitale resta, comunque, facoltativo per il socio.

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Pubblicato da | 2018-04-11T19:02:33+00:00 5 ottobre 2017|Articoli e saggi, Diritto Civile e Procedura Civile, Societario|0 Commenti

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