Le società cooperative e le mutue assicuratrici

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Le società cooperative e le mutue assicuratrici

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NOTE

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[2] Ferri

[3] Ascarelli

[4] Abbadessa

[5] Cfr. par.fo n. 11) MUTUE ASSICURATRICI, pag. 152. L’articolo 23 del decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012 n. 221, contiene alcune disposizioni in materia di società di mutuo soccorso, con diverse modifiche all’originaria legge 15 aprile 1886 n. 3818.

Misure per le società cooperative e di mutuo soccorso (Dl 179/2012, articolo 23) Le ragioni delle novità introdotte con il decreto legge 179/2012 sono spiegate nella relazione di accompagnamento al decreto legge, nella quale si legge che «L’urgenza di approvare le norme in esame deriva da diversi fattori, tra i quali emerge la circostanza che le Sms (di seguito Società di mutuo soccorso) sono disciplinate da una legge del 1886 che, per ovvi motivi, ha necessità di una profonda rivisitazione, soprattutto in alcune sue parti, per consentire loro di svolgere con maggiore efficacia i loro compiti nel campo socio-sanitario e previdenziale. Si tratta di obiettivi che possono essere raggiunti anche considerando l’opportunità e necessità di garantire alle stesse procedure pubblicitarie più certe e coerenti con la loro missione istituzionale e il definitivo avvio di un sistema di vigilanza che verifichi il rispetto dei requisiti normativi che le contraddistinguono».

In via generale, le società di mutuo soccorso vengono definite come enti di tipo associativo che possono essere costituiti, con finalità mutualistiche e con attribuzione della personalità giuridica, tra soggetti che, nell’ambito dell’autonomia privata, intendono porre in essere forme di previdenza e assistenza volontarie, al fine di darsi reciproco sostegno in caso di malattia, invalidità lavorativa temporanea o permanente, vecchiaia, e in genere in ogni situazione che incida sulla vita o sulla capacità lavorativa dei soci. Soltanto in via accessoria, tali strutture associative possono proporsi scopi di carattere culturale o assistenziale in senso generico.

Rispetto al passato, il nuovo testo dell’articolo 1 della legge 3818/1886 contiene una descrizione più dettagliata dell’oggetto delle società di mutuo soccorso, precisando, innanzitutto, che esse «non hanno finalità di lucro, ma perseguono finalità di interesse generale, sulla base del principio costituzionale di sussidiarietà». Tali finalità vengono realizzate «attraverso l’esclusivo svolgimento in favore dei soci e dei loro familiari conviventi di una o più delle seguenti attività: a)erogazione di trattamenti e prestazioni socio-sanitari nei casi di infortunio, malattia e invalidità al lavoro, nonché in presenza di inabilità temporanea o permanente; b)erogazione di sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la diagnosi e la cura delle malattie e degli infortuni; c)erogazione di servizi di assistenza familiare o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti; d)erogazione di contributi economici e di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvidenze pubbliche. Le attività previste dalle lettere a) e b)possono essere svolte anche attraverso l’istituzione o la gestione dei fondi sanitari integrativi di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502, e successive modificazioni».

[6] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 28 marzo 2007, n. 7646

[7] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2511, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente: “Le imprese che hanno scopo mutualistico possono costituirsi come società cooperative a responsabilità illimitata o limitata secondo le disposizioni seguenti.”

Il presente articolo è stato così modificato dall’art. 10, L. 23.07.2009, N. 99 (G.U. 31.07.2009, n. 176, S.O. 136), con decorrenza 15.08.2009.

[8] Il testo dell’art. 2511 c.c. ante riforma si limitava ad affermare che “le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico”. La versione rivista dall’art. 10, co. 1, L. 23.7.2009, n. 99 dello stesso articolo aggiunge, in coda alla disposizione, “iscritte presso l’albo delle società cooperative di cui all’articolo 2512, secondo comma, e all’articolo 223-sexiesdecies delle disposizioni per l’attuazione del presente codice”.

[9] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 7 giugno 2006, n. 13271

[10] Corte d’Appello Genova, Sezione III civile, sentenza 4 maggio 2004, n. 344

[11] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 24 febbraio 2015, n. 3701

[12] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[13] Corte di Cassazione, Sezione VI civile, ordinanza 12 maggio 2016, n. 9788, per la consultazione del testo integrale aprire il seguente collegamento on-line https://renatodisa.com/2016/05/25/corte-di-cassazione-sezione-vi-civile-ordinanza-12-maggio-2016-n-9788/

 

[14] Corte di Cassazione, sezione prima, sentenza n. 6835 del 2014

[15] Corte di Cassazione, Sezione III civile, sentenza 15 novembre 2016, n. 23215 così da ultimo, Corte di Cassazione n. 13641/13 la quale così affermava: legittimazione del socio che intende ottenere la restituzione del prezzo pagato per la prenotazione di immobile da realizzare ad esperire l’azione prevista dall’articolo 2932 c.c., applicabile a qualunque fattispecie dalla quale sorga l’obbligo di prestare il consenso al fine del trasferimento o della costituzione di un diritto (Corte di Cassazione 30/5/1995 n. 6071), nei confronti della società cooperativa il cui oggetto sociale preveda la costruzione di alloggi da assegnare ai soci in quanto il socio, non solo beneficiario del rapporto mutualistico, è parte di due distinti ma collegati rapporti, l’uno di carattere associativo, che discende direttamente dall’adesione al contratto sociale e dalla conseguente acquisizione della qualità di socio, l’altro, di natura sinallagmatica, che deriva dal contratto bilaterale di scambio. Gli esborsi riferiti a quest’ultimo rapporto, finalizzati all’assegnazione dell’immobile realizzato dalla cooperativa costituita a tale scopo, ineriscono dunque al contratto di scambio avente causa giuridica omologa a quella della compravendita, che ne rappresenta il titolo d’imputazione., nonchè Corte di Cassazione n. 16304/09, 9393/04, n. 15550/00).

Il medesimo principio è stato affermato anche nel precedente di cui a Corte di Cassazione n. 2612/2007

[16] Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, ordinanza 14 gennaio 2013, n. 723

[17] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2513, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Nelle società cooperative a responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali risponde la società con il suo patrimonio e, in caso di liquidazione coatta amministrativa o di fallimento, rispondono in via sussidiaria i soci solidalmente e illimitatamente a norma dell’art. 2541 .”.

La presente lettera è stata così modificata dall’ art. 25, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:

“b) il costo del lavoro dei soci è superiore al cinquanta per cento del totale del costo del lavoro di cui all’articolo 2425, primo comma, punto B9;”.

 

[18] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2510, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Nelle società cooperative a responsabilità limitata per le obblig azioni sociali risponde la società con il suo patrimonio. Le quote di partecipazione possono essere rappresentate da azioni.

L’ atto costitutivo può stabilire che in caso di liquidazione coatta amministrativa o di fallimento della società ciascun socio risponda sussidiariamente e solidalmente per una somma multipla della propria quota a norma dell’art. 2541.”

 

[19] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[20] Il presente comma è stato così modificato dall’ art. 31, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005. Si riporta di seguito il testo previgente: “In questo caso, sentito il parere del revisore esterno, ove presente, gli amministratori devono redigere il bilancio al fine di determinare il valore effettivo dell’attivo patrimoniale da imputare alle riserve indivisibili. Il bilancio deve essere verificato senza rilievi da una società di revisione.”.

[21] Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 10, L. 23.07.2009, N. 99 (G.U. 31.07.2009, n. 176, S.O. 136), con decorrenza 15.08.2009.

[22] Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 10, L. 23.07.2009, N. 99 (G.U. 31.07.2009, n. 176, S.O. 136), con decorrenza 15.08.2009.

[23] Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 10, L. 23.07.2009, N. 99 (G.U. 31.07.2009, n. 176, S.O. 136), con decorrenza 15.08.2009.

[24] Il presente comma è stato aggiunto dall’art. 10, L. 23.07.2009, N. 99 (G.U. 31.07.2009, n. 176, S.O. 136), con decorrenza 15.08.2009.

[25] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2516, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Alle società cooperative si applicano in ogni caso le disposizioni riguardanti i conferimenti e le prestazioni accessorie, le assemblee, gli amministratori , i sindaci , i libri sociali , il bilancio e la liquidazione delle società per azioni, in quanto compatibili con le disposizioni seguenti e con quelle delle leggi speciali.”

 

[26] Cfr. Par.fo n. 4) DELLE QUOTE E DELLE AZIONI, pag. 79

[27] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 2 aprile 2004, n. 6510

[28] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 17 maggio 2017, n. 12374, per la consultazione del testo integrale aprire il seguente collegamento on-line https://renatodisa.com/2017/09/19/corte-di-cassazione-sezione-prima-civile-sentenza-17-maggio-2017-n-12374/

 

[29] Corte di Cassazione 18 aprile 1998, n. 3942, sulla scia di Corte di Cassazione 22 gennaio 1994, n. 654; Corte di Cassazione 29 ottobre 1999, n. 12157; Corte di Cassazione 9 maggio 2008, n. 11555, concernente fattispecie successiva alla modificazione della disciplina delle cooperative ad opera del Decreto Legislativo 17 gennaio 2003, n. 6; Corte di Cassazione 17 luglio 2008, n. 19719; per l’ammissibilità dell’imposizione di versamenti in denaro ulteriori in forza di apposite clausole statutarie v. pure Corte di Cassazione 25 settembre 2013, n. 21903, in motivazione

[30] Corte di Cassazione 1 ottobre 1960, n. 2542

[31] Corte di Cassazione 7 luglio 1976, n. 2536; Corte di Cassazione 29 novembre 1978, n. 5643

[32] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 4 novembre 2015, n. 22565

[33] Corte d’Appello Napoli, Sezione III civile, sentenza 16 luglio 2015, n. 3250

[34] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 16 febbraio 2007, n. 3694

[35] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2517, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Le società cooperative che esercitano il credito, le casse rurali ed artigiane, le società cooperative per la costruzione e l’acquisto di case popolari ed economiche e le altre società cooperative regolate dalle leggi speciali sono soggette alle disposizioni del presente titolo, in quanto compatibili con le disposizioni delle leggi speciali.”

 

[36] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2520, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“La variazione del numero e delle persone dei soci non importa modificazione dell’atto costitutivo.

Il capitale della società, anche se questa è a responsabilità limitata, non è determinato in un ammontare prestabilito.

Ogni trimestre deve essere depositato per l’iscrizione presso l’ufficio del registro delle imprese, a cura degli amministratori, un elenco delle variazioni delle persone dei soci a responsabilità illimitata o di quelli che hanno assunto responsabilità per una somma multipla dell’ammontare della propria quota.”

 

[37] Corte Costituzionale, 12 febbraio 1996, n. 30, GI , 1996, I, p. 389; Corte di Cassazione, n. 12777/1999; Corte di Cassazione 17 luglio 1998, n. 7046, Rep. Foro It. , 1998, n. 773; Corte di Cassazione 11328/1994; Corte di Cassazione n. 11381/1992; Corte di Cassazione, 8 settembre 1988, n. 5095, NGL , 1988, p. 436

[38] Corte di Cassazione n. 2315/1998, ma già Corte di Cassazione n. 3146/1992

[39] Cfr. par.fo n. 5) LO SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO SOCIALE LIMITATAMENTE AD UN SOCIO, pag. 95

[40] Corte di Cassazione, Sezione lavoro civile, sentenza 5 luglio 2011, n. 14741. In precedenza Corte di Cassazione, Sezione VI civile, ordinanza 6 dicembre 2010, n. 24692.  In tema di lavoro del socio di cooperativa, nel regime successivo all’entrata in vigore della legge 14 febbraio 2003, n. 30, la controversia sul licenziamento intimato in dipendenza o contestualmente all’esclusione del socio non spetta alla competenza del tribunale in funzione di giudice del lavoro, ma compete al tribunale ordinario (nella specie, con il rito societario di cui al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5, “ratione temporis” applicabile), avendo la legge richiamata valorizzato la dipendenza del rapporto di lavoro da quello societario, l’accertamento della cui legittima cessazione è pregiudiziale a quello della legittimità del licenziamento.

 

[41] Corte di Cassazione 18 gennaio 2005, n. 850

[42] Art. 6. (Regolamento interno).

  1. Entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le cooperative di cui all’articolo 1 definiscono un regolamento, approvato dall’assemblea, sulla tipologia dei rapporti che si intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori. Il regolamento deve essere depositato entro trenta giorni dall’approvazione presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio. Il regolamento deve contenere in ogni caso:
  2. a) il richiamo ai contratti collettivi applicabili, per ciò che attiene ai soci lavoratori con rapporto di lavoro subordinato;
  3. b) le modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative da parte dei soci, in relazione all’organizzazione aziendale della cooperativa e ai profili professionali dei soci stessi, anche nei casi di tipologie diverse da quella del lavoro subordinato;
  4. c) il richiamo espresso alle normative di legge vigenti per i rapporti di lavoro diversi da quello subordinato;
  5. d) l’attribuzione all’assemblea della facoltà di deliberare, all’occorrenza, un piano di crisi aziendale, nel quale siano salvaguardati, per quanto possibile, i livelli occupazionali e siano altresí previsti: la possibilità di riduzione temporanea dei trattamenti economici integrativi di cui al comma 2, lettera b), dell’articolo 3; il divieto, per l’intera durata del piano, di distribuzione di eventuali utili;
  6. e) l’attribuzione all’assemblea della facoltà di deliberare, nell’ambito del piano di crisi aziendale di cui alla lettera d), forme di apporto anche economico, da parte dei soci lavoratori, alla soluzione della crisi, in proporzione alle disponibilità e capacita finanziarie;
  7. f) al fine di promuovere nuova imprenditorialità, nelle cooperative di nuova costituzione, la facoltà per l’assemblea della cooperativa di deliberare un piano d’avviamento alle condizioni e secondo le modalità stabilite in accordi collettivi tra le associazioni nazionali del movimento cooperativo e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
  8. Salvo quanto previsto alle lettere d), e) ed f) del comma 1, il regolamento non può contenere disposizioni derogatorie in pejus rispetto ai trattamenti retributivi ed alle condizioni di lavoro previsti dai contratti collettivi nazionali di cui all’articolo 3. Nel caso in cui violi la disposizione di cui al primo periodo, la clausola è nulla.

 

[43] Art. 5. (Altre normative applicabili al socio lavoratore).

  1. Il riferimento alle retribuzioni ed ai trattamenti dovuti ai prestatori di lavoro, previsti dall’articolo 2751-bis, numero 1), del codice civile, si intende applicabile anche ai soci lavoratori di cooperative di lavoro nei limiti del trattamento economico di cui all’articolo 3, commi 1 e 2, lettera a). La presente norma costituisce interpretazione autentica delle disposizioni medesime.
  2. Le controversie relative ai rapporti di lavoro in qualsiasi forma di cui al comma 3 dell’articolo 1 rientrano nella competenza funzionale del giudice del lavoro; per il procedimento, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 409 e seguenti del codice di procedura civile. In caso di controversie sui rapporti di lavoro tra i soci lavoratori e le cooperative, si applicano le procedure di conciliazione e arbitrato irrituale previste dai decreti legislativi 31 marzo 1998, n. 80, e successive modificazioni, e 29 ottobre 1998, n. 387. Restano di competenza del giudice civile ordinario le controversie tra soci e cooperative inerenti al rapporto associativo.

 

[44] Per un maggior approfondimento sul collegamento negoziale aprire il seguente link o cliccare sull’immagine https://renatodisa.com/2011/10/27/il-collegamento-negoziale/

[45] Cfr. Par.fo n. 4) DELLE QUOTE E DELLE AZIONI, pag. 95

[46] Corte di Cassazione, Sezione lavoro civile, sentenza 26 febbraio 2016, n. 3836

[47] Corte di Cassazione 12.2.2015 n. 2802 che riprende la motivazione di Corte di Cassazione n. 14741/2011 cit.

[48] Corte di Cassazione n. 14741/2011 e negli stessi termini Corte di Cassazione n. 14143/2012; Corte di Cassazione 11548/2015

[49] Cfr. Par.fo n. 4) DELLE QUOTE E DELLE AZIONI, pag. 99

[50] Corte di Cassazione 15.9.2004 n. 18556

[51] Corte di Cassazione 26.3.1996 n. 2690 e negli stessi termini Corte di Cassazione 15.9.2004 n. 18556

[52] Per un maggior approfondimento in tema di invalidità delle delibere assembleari aprire il seguente link o cliccare sull’immagine https://renatodisa.com/2011/05/17/linvalidita-delle-deliberazioni-assembleari-nella-s-p-a-inesistenza-nullita-irregolarita-annullabilita%ef%bb%bf/

[53] Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile, sentenza 13 maggio 2016, n. 9916

[54] in tal senso Corte di Cassazione n. 14741 del 5/1/2011, rv. 61/913; conforme Sez. L, Sentenza n. 2802 del 12/02/2015, Rv. 634384: “la delibera di esclusione del socio da una società cooperativa è sufficiente a determinare l’automatica estinzione del rapporto di lavoro, senza che sia necessario uno specifico atto e, licenziamento, trovando la posizione del socio lavoratore adeguata tutela nel disposto dell’articolo 2533 c.c., che gli riconosce la facoltà di proporre opposizione al tribunale contro la delibera degli amministratori o, se previsto dall’atto costitutivo, dall’assemblea”

[54] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2521, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Nelle società cooperative nessun socio può avere una quota superiore a cinquantamila euro, né tante azioni il cui valore nominale superi tale somma.

Il valore nominale di ciascuna quota o azione non può essere inferiore a venticinque euro. Il valore nominale di ciascuna azione non può essere superiore a cinquecento euro.

Alle azioni si applicano le disposizioni degli artt. 2346, 2347, 2348, 2349 e 2354. Tuttavia nelle azioni non è indicato l’ammontare del capitale, né quello dei versamenti parziali sulle azioni non completamente liberate.

 

[55] Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile, ordinanza 24 maggio 2017, n. 13031

[56] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2521, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Nelle società cooperative nessun socio può avere una quota superiore a cinquantamila euro, né tante azioni il cui valore nominale superi tale somma.

Il valore nominale di ciascuna quota o azione non può essere inferiore a venticinque euro. Il valore nominale di ciascuna azione non può essere superiore a cinquecento euro.

Alle azioni si applicano le disposizioni degli artt. 2346, 2347, 2348, 2349 e 2354. Tuttavia nelle azioni non è indicato l’ammontare del capitale, né quello dei versamenti parziali sulle azioni non completamente liberate.

 

[57] Per un maggior approfondimento sulla S.R.L. aprire il seguente link o cliccare sull’immagine https://renatodisa.com/2014/10/31/la-s-r-l-societa-a-responsabilita-limitata/

[58] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2523, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Le quote e le azioni non possono essere cedute con effetto verso la società, se la cessione non è autorizzata dagli amministratori.

L’atto costitutivo può vietare la cessione delle quote o delle azioni con effetto verso la società, salvo in questo caso il diritto del socio di recedere dalla società.”

 

[59] Tribunale Amministrativo Regionale CALABRIA – Reggio Calabria, Sezione II, sentenza 12 marzo 2004, n. 623

[60] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2524, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Il socio che non esegue in tutto o in parte il pagamento delle quote o delle azioni sottoscritte può, previa intimazione da parte degli amministratori, essere escluso a norma dell’art. 2527.”

 

[61] Tribunale Milano, Sezione III civile, sentenza 30 maggio 2013, n. 11895

[62] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2522, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“L’atto costitutivo può autorizzare gli amministratori ad acquistare o a rimborsare quote o azioni della società, purché l’acquisto o il rimborso sia fatto nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato.

(2) Il presente comma è stato così modificato dall’ art. 26, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Può essere costituita una società cooperativa da almeno tre soci quando i medesimi sono persone fisiche e la società adotta le norme della società a responsabilità limitata.”.

 

[63] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2525, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“L’ ammissione di un nuovo socio è fatta con deliberazione degli amministratori su domanda dell’interessato.

La deliberazione di ammissione deve essere annotata a cura degli amministratori nel libro dei soci.

Il nuovo socio deve versare, oltre l’importo della quota o dell’azione, una somma da determinarsi dagli amministratori per ciascun esercizio sociale, tenuto conto delle riserve patrimoniali risultanti dall’ultimo bilancio approvato.”.

[64] Il presente comma è stato così modificato dall’ art. 27, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Il valore nominale di ciascuna azione o quota non può essere inferiore a venticinque euro nè superiore a cinquecento euro.”.

 

[65] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 17 maggio 2017, n. 12374, per la consultazione del testo integrale aprire il seguente collegamento on-line https://renatodisa.com/2017/09/19/corte-di-cassazione-sezione-prima-civile-sentenza-17-maggio-2017-n-12374/

 

 

[66] Corte di Cassazione 18 aprile 1998, n. 3942, sulla scia di Corte di Cassazione 22 gennaio 1994, n. 654; Corte di Cassazione 29 ottobre 1999, n. 12157; Corte di Cassazione 9 maggio 2008, n. 11555, concernente fattispecie successiva alla modificazione della disciplina delle cooperative ad opera del Decreto Legislativo 17 gennaio 2003, n. 6; Corte di Cassazione 17 luglio 2008, n. 19719; per l’ammissibilità dell’imposizione di versamenti in denaro ulteriori in forza di apposite clausole statutarie v. pure Corte di Cassazione 25 settembre 2013, n. 21903, in motivazione

[67] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2527, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“L’esclusione del socio, qualunque sia il tipo della società, oltre che nel caso indicato nell’art. 2524, può aver luogo negli altri casi previsti dagli artt. 2286 e 2288, primo comma, e in quelli stabiliti dall’atto costitutivo.

Quando l’esclusione non ha luogo di diritto, essa deve essere deliberata dall’ assemblea dei soci o, se l’atto costitutivo lo consente, dagli amministratori, e deve essere comunicata al socio.

Contro la deliberazione di esclusione il socio può, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione, proporre opposizione davanti al tribunale. Questo può sospendere l’esecuzione della deliberazione.

 

[68] Il presente comma è stato così sostituito dall’ art. 28, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Non possono in ogni caso divenire soci quanti esercitano in proprio imprese identiche o affini con quella della cooperativa.”.

 

[69] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2528, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“In caso di morte del socio, salvo che l’atto costitutivo disponga la continuazione della società con gli eredi, questi hanno diritto alla liquidazione della quota o al rimborso delle azioni, secondo le disposizioni dell’articolo seguente.”

 

[70] Tribunale Treviso, civile, sentenza 4 luglio 2011, n. 1148

[71] Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, sentenza 28 gennaio 1999, n. 742

[72]  Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2518, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“La società deve costituirsi per atto pubblico .

L’atto costitutivo deve indicare:

1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, il domicilio , la cittadinanza dei soci;

2) la denominazione , la sede della società e le eventuali sedi secondarie;

3) l’oggetto sociale;

4) se la società è a responsabilità illimitata o limitata e, in questo caso, se il capitale sociale è ripartito in azioni e l’eventuale responsabilità sussidiaria dei soci;

5) la quota di capitale sottoscritta da ciascun socio, i versamenti eseguiti e, se il capitale è ripartito in azioni, il valore nominale di queste;

6) il valore dei crediti e dei beni conferiti in natura ;

7) le condizioni per l’ ammissione dei soci e il modo e il tempo in cui devono essere eseguiti i conferimenti;

8) le condizioni per l’eventuale recesso e per l’ esclusione dei soci;

9) le norme secondo le quali devono essere ripartiti gli utili , la percentuale massima degli utili ripartibili e la destinazione che deve essere data agli utili residui;

10) le forme di convocazione dell’assemblea, in quanto si deroghi alle disposizioni di legge;

11) il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza sociale;

12) il numero dei componenti il collegio sindacale ;

13) la durata della società;

14) l’importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico della società.

Lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società, anche se forma oggetto di atto separato, si considera parte integrante dell’atto costitutivo e deve essere a questo allegato.

 

[73] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 17 luglio 2008, n. 19719

[74] Tribunale Taranto, Sezione I civile, sentenza 25 giugno 2013, n. 1362

[75] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2519, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“L’atto costitutivo deve essere depositato entro trenta giorni per l’iscrizione nel registro delle imprese, a cura del notaio che lo ha ricevuto o degli amministratori, a norma dell’art. 2330.

Gli effetti dell’iscrizione e della nullità dell’atto costitutivo sono regolati rispettivamente dagli artt. 2331 e 2332.”

 

[76] Per un maggior approfondimento sulla S.R.L. aprire il seguente link o cliccare sull’immagine https://renatodisa.com/2014/10/31/la-s-r-l-societa-a-responsabilita-limitata/

 

[77] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 20 maggio 2016, n. 10509

[78] Cfr. par.fo n. 1) NOZIONE DI SOCIETÀ COOPERATIVA, pag. 28

[79] Tribunale Firenze, civile, sentenza 23 febbraio 2017

[80] Tribunale Venezia, sentenza 15 giugno 2016

[81] Tribunale Milano, civile, ordinanza 23 aprile 2015

[82] Cfr. par.fo n. 11) MUTUE ASSICURATRICI, pag. 152

[83] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2526, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“La dichiarazione di recesso, nei casi in cui questo è ammesso dalla legge o dall’atto costitutivo, deve essere comunicata con raccomandata alla società e deve essere annotata nel libro dei soci a cura degli amministratori.

Essa ha effetto con la chiusura dell’esercizio in corso , se comunicata tre mesi prima e, in caso contrario, con la chiusura dell’esercizio successivo.

 

[84] Il presente comma è stato così modificato in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, come modificato dall’art. 5, lett. fff), D.Lgs. 06.02.2004 n. 37 (G.U. 14.02.2004 n. 37, S.O. n. 24), con decorrenza dal 29.02.2004. Si riporta, di seguito, il testo previgente:

“L’atto costitutivo stabilisce i diritti di amministrazione o patrimoniali attribuiti ai possessori degli strumenti finanziari e le eventuali condizioni cui è sottoposto il loro trasferimento. I privilegi previsti nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale non si estendono alle riserve indivisibili a norma dell’articolo 2545 ter. Ai possessori di strumenti finanziari non può, in ogni caso, essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti ovvero rappresentati in ciascuna assemblea generale.”

 

[85] Il presente comma si interpreta nel senso che, nelle cooperative cui si applicano le norme sulle società a responsabilità limitata, il limite all’emissione di strumenti finanziari si riferisce esclusivamente ai titoli di debito ai sensi dell’art. 11, comma 3-bis D.L. 23.12.2013, n. 145 con decorrenza dal 22.02.2014, convertito con modificazioni dalla L. 21.02.2014, n. 9.

[86] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2541, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Nelle cooperative con responsabilità sussidiaria illimitata

o limitata dei soci, questi, sia in caso di liquidazione coatta amministrativa sia in caso di fallimento, rispondono per il pagamento dei debiti sociali in proporzione della parte di ciascuno nelle perdite, secondo un piano di riparto da formarsi dai commissari liquidatori o dal curatore. Nella stessa proporzione si ripartiscono le somme dovute dai soci insolventi.

Dopo la chiusura della liquidazione coatta amministrativa o del fallimento, a meno che non sia intervenuto un concordato, resta salva l’azione dei creditori insoddisfatti nei confronti dei singoli soci nei limiti della loro responsabilità sussidiaria.”

 

[87] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2529, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Nel caso di recesso , esclusione o morte del socio, la liquidazione della quota o il rimborso delle azioni ha luogo sulla base del bilancio dell’esercizio in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente al socio. Il pagamento deve essere fatto entro sei mesi dall’approvazione del bilancio stesso.”

 

[88] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2530, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Il socio che cessa di far parte della società risponde verso questa per il pagamento dei conferimenti non versati per due anni dal giorno in cui il recesso , l’ esclusione o la cessione della quota o dell’azione si è verificato. Per lo stesso periodo il socio uscente è responsabile verso i terzi, nei limiti della responsabilità sussidiaria stabiliti dall’atto costitutivo, per le obbligazioni assunte dalla società sino al giorno in cui la cessazione della qualità di socio si è verificata.

Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili verso la società e verso i terzi gli eredi del socio defunto.”

 

[89] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 19 ottobre 2011, n. 21644

[90] Corte d’Appello L’Aquila, civile, sentenza 15 settembre 2012, n. 1165

[91] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2531, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Il creditore particolare del socio, finché dura la società, non può agire esecutivamente sulla quota e sulle azioni del socio debitore.

In caso di proroga della società il creditore particolare del socio può fare opposizione a norma dell’art. 2307.”

 

[92] Per un maggior approfondimento sullo sciglimento del singolo rapporto nelle società semplici aprire il seguente link o cliccare sull’immagine https://renatodisa.com/2011/12/05/lo-scioglimento-del-singolo-rapporto-nelle-societa-semplici/

[93] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2532, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Nelle assemblee hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno tre mesi nel libro dei soci.

Ogni socio ha un voto, qualunque sia il valore della quota o il numero delle azioni .

Tuttavia nelle società cooperative con partecipazione di persone giuridiche l’atto costitutivo può attribuire a queste più voti, ma non oltre cinque, in relazione all’ammontare della quota o delle azioni, oppure al numero dei loro membri.

Le maggioranze richieste per la regolarità della costituzione delle assemblee e per la validità delle deliberazioni sono calcolate secondo il numero dei voti spettanti ai soci. L’atto costitutivo può determinare le maggioranze necessarie in deroga agli artt. 2368 e 2369.

Il voto può essere dato per corrispondenza, se ciò è ammesso dall’atto costitutivo. In tal caso l’avviso di convocazione dell’assemblea deve contenere per esteso la deliberazione proposta.”

 

[94] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 2 maggio 2006, n. 10135

[95] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 6 aprile 2001, n. 5126

[96] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2533, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Se la società cooperativa ha non meno di cinquecento soci e svolge la propria attività in più comuni, l’atto costitutivo può stabilire che l’assemblea sia costituita da delegati eletti da assemblee parziali, convocate nelle località nelle quali risiedono non meno di cinquanta soci.

Le assemblee separate devono deliberare sulle materie che formano oggetto dell’assemblea generale, ed in tempo utile perché i delegati da esse eletti possano partecipare a questa assemblea.

I delegati devono essere soci.

Nell’atto costitutivo devono altresì essere stabilite le modalità per la convocazione delle assemblee separate, per la nomina dei delegati all’assemblea generale, nonché per la validità delle deliberazioni delle assemblee separate e di quella generale.

Le stesse disposizioni si applicano alle società cooperative costituite da appartenenti a categorie diverse, in numero non inferiore a trecento, anche se non ricorrono le condizioni indicate nel primo comma.”

 

[97] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 5 dicembre 2011, n. 25945; Corte di Cassazione nn. 2339/82, 2690/96

[98] Corte di Cassazione nn. 2690/96 cit., 16727/04, 18556/04, 12001/05

[99] Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile, sentenza 16 novembre 2016, n. 23353

[100] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 21 febbraio 2017, n. 4402. Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 8 agosto 2016, n. 16617, Corte di Cassazione 26 settembre 2013, n. 22097; Corte di Cassazione 6 marzo 2003, n. 3342; Corte di Cassazione 20 luglio 1993, n. 8096

[101] Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 18 novembre 2015, n. 23628. Per la consultazione del testo integrale aprire il seguente collegamento on-line https://renatodisa.com/2015/12/14/corte-di-cassazione-sezione-i-sentenza-18-novembre-2015-n-23628-in-tema-di-espulsione-del-socio-dalla-cooperativa-lapprezzamento-della-sussistenza-dei-gravi-motivi-non-e-rimesso-all/

In precedenza, Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 2 febbraio 2015, n. 1796, in tema di società cooperative ed in ipotesi di esclusione del socio, compete al giudice del merito la valutazione in concreto della riconducibilità dei comportamenti del socio escluso alla previsione statutaria che giustifica il provvedimento di esclusione, alla stregua del disposto dell’articolo 2527 c.c., vecchio testo, in relazione all’articolo 2286 c.c.. Il giudice, adito in sede di opposizione avverso la Deliberazione di esclusione, è invero chiamato a riscontrare l’effettiva sussistenza della causa posta a fondamento della detta Deliberazione e la sua inclusione fra quelle previste dalla legge o dallo statuto (Corte di Cassazione 15 ottobre 2002, n. 14665).

[102] Tribunale Milano, Sezione Lavoro civile, sentenza 26 aprile 2017, n. 966

[103] Tribunale Salerno, Sezione I civile, sentenza 17 maggio 2017, n. 2353

[104] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2534, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Il socio non può farsi rappresentare nelle assemblee se non da un altro socio e nei casi previsti dall’atto costitutivo. Ciascun socio non può rappresentare più di cinque soci.”

 

[105] Tribunale Taranto, Sezione I civile, sentenza 22 gennaio 2015, n. 238

[106] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2535, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Gli amministratori devono essere soci o mandatari di persone giuridiche socie. Essi devono prestare cauzione nella misura e nei modi stabiliti dall’atto costitutivo, salvo che da questo ne siano esonerati.

L’atto costitutivo può prevedere che uno o più amministratori o sindaci siano scelti tra gli appartenenti alle diverse categorie dei soci, in proporzione dell’interesse che ciascuna categoria ha nell’attività sociale. Non si applicano le disposizioni del secondo e del terzo comma dell’art. 2397.

La nomina di uno o più amministratori o sindaci può essere attribuita dall’atto costitutivo allo Stato o ad enti pubblici.

In ogni caso la nomina della maggioranza degli amministratori e dei sindaci è riservata all’assemblea dei soci.”

 

[107] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 7 luglio 2008, n. 18599

[108] Corte di Cassazione, Sezione U civile, aentenza 23 ottobre 2006, n. 22659

[109] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2536, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Qualunque sia l’ammontare del fondo di riserva legale, deve essere a questa destinata almeno la quinta parte degli utili netti annuali.

Una quota degli utili netti annuali deve essere corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, nella misura e con le modalità previste dalla legge.

La quota di utili che non è assegnata ai sensi dei commi precedenti e che non è utilizzata per la rivalutazione delle quote o delle azioni, o assegnata ad altre riserve o fondi, o distribuita ai soci, deve essere destinata a fini mutualistici.

 

[110] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2537, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Alle deliberazioni che importano modificazioni dell’atto costitutivo si applicano le disposizioni dell’art. 2436.

Alle deliberazioni che riducono la responsabilità dei soci verso i terzi si applicano le disposizioni dell’art. 2499.”

 

[111] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 23 maggio 2014, n. 11491

[112] Per un maggior approfondimento sulla S.R.L. aprire il seguente link o cliccare sull’immagine https://renatodisa.com/2014/10/31/la-s-r-l-societa-a-responsabilita-limitata/

 

[113] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2538, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

” La fusione e la scissione di società cooperative sono regolate dalle disposizioni degli articoli dal 2501 al 2504 decies.

 

[114] Tribunale Bologna, civile, sentenza 18 marzo 2014, n. 899

[115] (1) Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2539, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“La società cooperativa si scioglie per le cause indicate nell’art. 2448, escluso il n. 4, nonché per la perdita del capitale sociale .”

 

[116] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2540, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Qualora le attività della società, anche se questa è in liquidazione, risultino insufficienti per il pagamento dei debiti, l’autorità governativa alla quale spetta il controllo sulla società può disporre la liquidazione coatta amministrativa.

Sono tuttavia soggette al fallimento le società cooperative che hanno per oggetto una attività commerciale, salve le disposizioni delle leggi speciali.”

 

[117] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2544, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Le società cooperative , che a giudizio dell’autorità governativa non sono in condizione di raggiungere gli scopi per cui sono state costituite, o che per due anni consecutivi non hanno depositato il bilancio annuale, o non hanno compiuto atti di gestione, possono essere sciolte con provvedimento dell’autorità governativa, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e da iscriversi nel registro delle imprese . Le società cooperative edilizie di abitazione e i loro consorzi che non hanno depositato in tribunale nei termini prescritti i bilanci relativi agli ultimi due anni sono sciolti di diritto e perdono la personalità giuridica.

Se vi è luogo a liquidazione, con lo stesso provvedimento sono nominati uno o più commissari liquidatori.

 

[118] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2542, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Le società cooperative sono sottoposte alle autorizzazioni, alla vigilanza e agli altri controlli sulla gestione stabiliti dalle leggi speciali .”.

 

[119] Il presente comma è stato soppresso dall’ art. 29, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005.

[120] Corte d’Appello Milano, Sezione I civile, sentenza 14 febbraio 2012, n. 557, cfr. Corte di Cassazione Civ. n. 4666/1998

[121] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2543, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“In caso d’irregolare funzionamento delle società cooperative, l’autorità governativa può revocare gli amministratori e i sindaci e affidare la gestione della società a un commissario governativo, determinandone i poteri e la durata. Ove l’importanza della società cooperativa lo richieda, l’autorità governativa può nominare un vice commissario che collabora con il commissario e lo sostituisce in caso di impedimento.

Al commissario governativo possono essere conferiti per determinati atti anche i poteri dell’ assemblea, ma le relative deliberazioni non sono valide senza l’approvazione dell’autorità governativa.

 

[122] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2545, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“In caso d’irregolarità o di eccessivo ritardo nello svolgimento della liquidazione ordinaria di una società cooperativa, l’autorità governativa può sostituire i liquidatori o, se questi sono stati nominati dall’autorità giudiziaria, può chiederne la sostituzione al tribunale.”

 

[123] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[124] Comma così modificato dall’art. 31 D.Lgs. 28 dicembre 2004, n. 310

[125] Oltre alla consistente riduzione dell e agevolazioni fiscali, la perdita della mutualità prevalente determina, in linea generale, l’obbligo di redigere un bilancio straordinario al fine di determinare il valore effettivo dell’attivo patrimoniale da imputare alle riserve indivisibili. L’adempimento deve essere posto in essere nella sola ipotesi in cui la cooperativa modifichi le previsioni statuarie obbligatorie previste dall’ art. 2514, ovvero abbia emesso strumenti finanziari. Nei casi diversi da quelli considerati, in effetti, il patrimonio rimane indivisibile, essendo in ogni caso non consentita la sua distribuzione a favore dei soci

[126] Comma aggiunto dall’art. 10, comma 8 della L. 23 luglio 2009, n. 99

[127] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[128] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[129] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[130] Il presente comma è stato aggiunto dall’ art. 32, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005.

[131] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

 

[132] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 10 luglio 2009, n. 16288

[133] Corte di Cassazione, Sezione III civile, sentenza 15 febbraio 2006, n. 3279. Conforme Corte di Cassazione, Sezione I civile, Sentenza 16 febbraio 2007, n. 3694. In forza del rinvio operato (nel sistema previgente al d.lgs. n. 5 del 2003) dall’art. 2516 c.c. alle norme dettate per la liquidazione delle società per azioni, trova applicazione anche per le società cooperative l’art. 2449 c.c., che sancisce il divieto di nuove operazioni quando si sia verificata una causa di scioglimento e afferma la responsabilità illimitata e solidale degli amministratori per gli affari intrapresi in violazione di tale divieto. La norma si applica altresì alla gestione del commissario governativo, che, prevista quale mezzo di rapido intervento in caso di irregolarità di funzionamento, non si sottrae ai limiti dell’attività dell’impresa costituita in forma societaria nei confronti dei terzi e alla disciplina generale dell’insolvenza.

 

[134] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

 

[135] Corte di Cassazione, Sezione U civile, sentenza 14 giugno 2016, n. 12191

[136] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 13 aprile 2017, n. 9567. In precedenza, Corte di Cassazione, Sezione VI civile, ordinanza 12 luglio 2016, n. 14250. Lo scopo di lucro (cd. lucro soggettivo) non è elemento essenziale per il riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, poiché è configurabile attività di impresa tutte le volte in cui sussista una obiettiva economicità dell’attività esercitata, intesa quale proporzionalità tra costi e ricavi (cd. lucro oggettivo), requisito quest’ultimo che, non essendo inconciliabile con il fine mutualistico, può essere presente anche in una società cooperativa, pur quando essa operi solo nei confronti dei propri soci, sicché anche tale società, ove svolga attività commerciale, può, in caso di insolvenza, essere assoggettata a fallimento in applicazione dell’art. 2545 terdecies c.c.

[137] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[138] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[139] Tribunale Salerno, civile, decreto 22 febbraio 2011

[140] Corte d’Appello Milano, civile, sentenza 2 novembre 2006

[141] Il presente articolo prima inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, è stato, poi, così modificato dall’ art. 33, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:

“In caso di irregolare funzionamento delle società cooperative, l’autorità governativa può revocare gli amministratori e i sindaci, e affidare la gestione della società ad un commissario, determinando i poteri e la durata.

 

[142] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[143] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, è stato, poi, così modificato dall’ art. 34, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:

“In caso di irregolarità o di eccessivo ritardo nello svolgimento della liquidazione ordinaria di una società cooperativa, l’autorità governativa può sostituire i liquidatori o, se questi sono stati nominati dall’autorità giudiziaria, può chiederne la sostituzione al tribunale.

Fatti salvi i casi di liquidazione per i quali è intervenuta la nomina di un liquidatore da parte dell’autorità giudiziaria, l’autorità di vigilanza dispone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, per la conseguente cancellazione dal registro delle imprese, dell’elenco delle società cooperative e degli enti mutualistici in liquidazione ordinaria che non hanno depositato i bilanci di esercizio relativi agli ultimi cinque anni.

Entro il termine perentorio di trenta giorni dalla pubblicazione i creditori e gli altri interessati possono presentare all’autorità governativa formale e motivata domanda intesa a consentire la prosecuzione della liquidazione. Trascorso il suddetto termine, a seguito di comunicazione da parte dell’autorità di vigilanza, il conservatore del registro delle imprese territorialmente competente provvede alla cancellazione della società cooperativa o dell’ente mutualistico dal registro medesimo.”.

 

[144] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[145] Trib. Santa Maria Capua a Vetere 28.11.2013

[146] Trib. Santa Maria Capua a Vetere 28.11.2013

[147] Trib. Reggio Emilia del 27.01.2014

[148] Trib. Reggio Emilia sentenza 12.05.2014, Trib. Santa Maria Capua Vetere ord. 28.11.2013; Trib. Trieste decr. 07.04.2006

[149] Nella fattispecie in esame l’atto in questione presenta i caratteri della c.d. autodestinazione a carattere unilaterale (o destinazione pura): la convenuta con l’atto pubblico del 16.04.2010 in veste di conferente ha costituto un vincolo sugli immobili sopra indicati di sua proprietà al fine di “soddisfare l’interesse della signora Ie.Wi. al perseguimento delle finalità meglio indicate in premessa” ovvero “preservare gli interessi personali e patrimoniali della figlia minore Ie.Is. … che convive con la sola madre unica esercente la potestà genitoriale” (vedi art. 2 e premesse dell’atto). Va messo in risalto che la destinazione dei beni ha avuto attraverso la separazione patrimoniale operata dallo stesso titolare dei beni che ha, comunque, conservato la proprietà dei medesimi (vedi art. 4 dell’atto).

[150] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[151] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[152] Il presente comma è stato così modificato dall’ art. 30, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Possono essere distribuiti dividendi, acquistate proprie quote o azioni ovvero assegnate ai soci le riserve divisibili se il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società è superiore ad un quarto. Il divieto non si applica nei confronti dei possessori di strumenti finanziari.”.

 

[153] Il presente comma è stato aggiunto dall’ art. 30, D.Lgs. 28.12.2004, n. 310, con decorrenza dal 14.01.2005.

[154] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[155] Corte di Cassazione, Sezione TRI civile, sentenza 11 dicembre 2013, n. 27682. Corte di Cassazione, Sezione TRI civile, Sentenza 11 dicembre 2013, n. 27683. Il “ristorno” (che ha ricevuto espressa disciplina nell’articolo 2521 c.c., comma 3, n. 8 e nell’articolo 2545 sexies c.c., introdotti con la riforma societaria dal Decreto Legislativo 17 gennaio 2003, n. 6) deve ritenersi compatibile con lo scopo mutualistico, in quanto il vincolo cooperativo è assunto dal socio proprio in vista della realizzazione di un vantaggio patrimoniale che non è riducibile -come nelle società di capitali- alla quota di capitale investito ma corrisponde, invece, alla soddisfazione di “un comune preesistente bisogno economico (il bisogno del lavoro, il bisogno del bene casa, il bisogno di generi di consumo, di credito, ecc.) e di soddisfarlo conseguendo un risparmio di spesa, per i beni o servizi acquistati o realizzati dalla propria società (cooperative di consumo), o una maggiore retribuzione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti (cooperative di produzione e di lavoro).

[156] Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza 22 maggio 2015, n. 10641, Corte di Cassazione, sez. I, 8 settembre 1999, n. 9513, m. 529729

[157] Tribunale Milano, civile, sentenza 10 dicembre 2014, n. 14669

[158] Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004.

[159] Cfr. Par.fo n. 1) NOZIONE DI SOCIETÀ COOPERATIVA, pag. 22

[160] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2546, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Nella società di mutua assicurazione le obbligazioni sociali sono garantite dal patrimonio sociale.

I soci sono tenuti al pagamento di contributi fissi o variabili, entro il limite massimo determinato dall’atto costitutivo.

Nelle mutue assicuratrici non si può acquistare la qualità di socio, se non assicurandosi presso la società, e si perde la qualità di socio con l’estinguersi dell’assicurazione, salvo quanto disposto dall’art. 2548.”

[161] Per un maggior approfondimento sul collegamento negoziale aprire il seguente link o cliccare sull’immagine https://renatodisa.com/2011/10/27/il-collegamento-negoziale/

 

 

[162] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2547, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“Le società di mutua assicurazione sono soggette alle autorizzazioni, alla vigilanza e agli altri controlli stabiliti dalle leggi speciali sull’esercizio dell’assicurazione, e sono regolate dalle norme stabilite per le società cooperative a responsabilità limitata, in quanto compatibili con la loro natura.”

 

[163] Il presente articolo ha così sostituito l’originario art. 2548, in virtù dell’art. 8 D.Lgs 17.01.2003, n. 6, con decorrenza dal 01.01.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

“L’atto costitutivo può prevedere la costituzione di fondi di garanzia per il pagamento delle indennità, mediante speciali conferimenti da parte di assicurati o di terzi, attribuendo anche a questi ultimi la qualità di socio.

L’atto costitutivo può attribuire a ciascuno dei soci sovventori più voti , ma non oltre cinque, in relazione all’ammontare del conferimento.

I voti attribuiti ai soci sovventori, come tali, devono in ogni caso essere inferiori al numero dei voti spettanti ai soci assicurati.

I soci sovventori possono essere nominati amministratori. La maggioranza degli amministratori deve essere costituita da soci assicurati.”

 

Pubblicato da | 2018-04-11T19:02:33+00:00 5 ottobre 2017|Articoli e saggi, Diritto Civile e Procedura Civile, Societario|0 Commenti

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