Il contratto per persona da nominare

Il contratto per persona da nominare

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4)   Ambito

 

Si ritiene in dottrina che questo contratto, nonostante la collocazione da parte del legislatore nella disciplina dei contratti in generale, non sia applicabile a tutti i contratti.

In particolare la riserva di nomina è inammissibile in relazione:

1)      ai contratti con obbligazione di una sola parte;

2)      ai contratti intuitu personae per disposizione di legge;

3)      ai contratti che possono essere stipulati solo da una determinata persona;

4)     ai contratti modificativi, estintivi di un precedente rapporto giuridico.

Per la giurisprudenza non e applicabile ai contratti di permuta[25].

È ormai univoca la dottrina[26] nel ritenere, invece, compatibili i due istituti del contratto preliminare[27] e del contratto per persona da nominare.

In senso affermativo si è espressa anche la giurisprudenza di legittimità sul finire degli anni ’50. La riserva pro amico eligendo può apporsi, senza dubbio, oltre che ai contratti definitivi anche a quelli preliminari, perché l’art. 1401 c.c., sia per la sua rubricazione che per la sua dizione, contempla il contratto in termini generali e perché la dichiarazione del terzo può avere una sua propria funzione nel contratto preliminare.

Poi, secondo la S.C.[28] in un contratto preliminare di compravendita immobiliare, la clausola con cui il promissario acquirente si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare comporta la configurabilità o di una cessione del contratto[29], ai sensi dell’articolo 1406 ss. c.c., con il preventivo consenso alla cessione a norma dell’articolo 1407 c.c., o di un contratto per persona da nominare, di cui all’articolo 1401 c.c., e ciò sia in ordine allo stesso preliminare che con riferimento al contratto definitivo, o, infine, di un contratto a favore del terzo[30], ai sensi dell’articolo 1411 c.c., mediante la facoltà di designazione concessa all’uopo al promissario fino alla stipulazione del definitivo.

 

Tale pluralità di configurazioni giuridiche in relazione al regolamento dell’intervento di terzi nella fattispecie contrattuale – preliminare o definitiva – va, tuttavia, riferita necessariamente al contenuto effettivo della volontà delle parti contraenti, che l’interprete deve ricercare in concreto, anche in correlazione alla funzione – invalsa nella pratica quotidiana degli affari – di impiegare il contratto preliminare per la disciplina intertemporale dei rapporti contrattuali delle parti, al di fuori di una coincidenza, che non sia meramente nominale, con gli schemi tipici approntati dal legislatore.

 

Inoltre, attraverso tale fattispecie è possibile attuare anche una tipologia di donazione indiretta[31].

La donazione indiretta è caratterizzata dal fine perseguito di realizzare una liberalità, e non già dal mezzo, che può essere il più vario, nei limiti consentiti dall’ordinamento, ivi compresi più negozi tra loro collegati, come nel caso in cui un soggetto, stipulato un contratto di compravendita, paghi o si impegni a pagare il relativo prezzo e, essendosene riservata la facoltà nel momento della conclusione del contratto, provveda ad effettuare la dichiarazione di nomina, sostituendo a sé, come destinatario degli effetti negoziali, il beneficiario della liberalità, così consentendo a quest’ultimo di rendersi acquirente del bene ed intestatario dello stesso. Né la configurabilità della donazione indiretta è impedita dalla circostanza che la compravendita sia stata stipulata con riserva della proprietà in favore del venditore fino al pagamento dell’ultima rata di prezzo, giacché quel che rileva è che lo stipulante abbia pagato, in unica soluzione o a rate, il corrispettivo, oppure abbia messo a disposizione del beneficiario i mezzi per il relativo pagamento[32].

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