Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 7 aprile 2015, n. 1752. Il ripristino del provvedimento di decadenza dalla denuncia di inizio attività (D.I.A.), comporta che l’edificazione dell’immobile resta priva di titolo edilizio e legittima, in quanto tale, la irrogazione di una sanzione demolitoria. Né al contrario può rilevare la pendenza di eventuale questione sulla sanabilità dell’edificio a seguito di presentazione di istanza di conformità ai sensi dell’art. 36, D.P.R. n. 380 del 2001, in mancanza del requisito della doppia conformità, necessario ai fini dell’applicazione di tale norma

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Palazzo-Spada

Consiglio di Stato

sezione IV

sentenza 7 aprile 2015, n. 1752

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL CONSIGLIO DI STATO

IN SEDE GIURISDIZIONALE

SEZIONE QUARTA

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 3285 del 2014, proposto da:

Comune di Napoli, in persona del Sindaco pro-tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Fa.Ma.Fe. ed altri, con domicilio eletto presso Studio Gr. in Roma, corso (…);

contro

Euroservice Immobiliare Srl, in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Ge.Es. e Do.Vi., con domicilio eletto presso An.De. in Roma, viale (…);

nei confronti di

– Fa.De., non costituitasi in giudizio;

– Gi.De., rappresentato e difeso dall’avv. An.Ab., con domicilio eletto presso An.Ab. in Roma, Via (…);

per la riforma

della sentenza del T.A.R. Campania – Napoli: Sezione IV, n. 00303/2014, resa tra le parti, concernente la demolizione opere edilizie abusive.

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio della Eu. Srl e di Gi.De.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 16 dicembre 2014 il Cons. Raffaele Potenza e uditi per le parti gli avvocati Ri. ed altri;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

 

1.- Con l’odierna decisione resa sull’appello NRG 1505/2014 proposto dal Comune di Napoli contro la sentenza (n. 5418 del 2013) del TAR Campania, questa Sezione ha respinto il ricorso proposto dall’odierna appellata (società Eu.) contro il provvedimento in data 29.9.2010, con cui il Comune di Napoli aveva dichiarato la decadenza dalla DIA 25.3.2004, formatasi in favore della predetta società relativamente ad un immobile (situato Napoli, in v. IV novembre, n.18/21).

2.- In conseguenza di detto provvedimento, il Comune di Napoli aveva emesso l’ordinanza di demolizione n. 19/2011, parimenti impugnata dalla predetta società Euroimmobiliare con altro ricorso innanzi al TAR Campania, accolto con la sentenza in epigrafe specificata ed oggetto dell’appello oggi all’esame.

3.- Contro detta pronunzia il Comune di Napoli deduce vizi della sentenza per derivazione dalla cennata precedente decisione n. 5418/2013. Nel processo si è costituito il sig. Gi.de. proprietario di un’unità immobiliare posta nel predetto stabile, insistendo per il rigetto dell’appello.

4.- Il ricorso deve essere accolto. Ed invero il ripristino (in forza della cennata decisione sul ricorso 1505/14) del provvedimento di decadenza dalla DIA, comporta che l’edificazione dell’immobile in argomento resta priva di titolo edilizio, situazione che legittima la sanzione demolitoria. Né al contrario può rilevare la pendenza di eventuale questione sulla sanabilità dell’edificio a seguito di presentazione di istanza di conformità ai sensi dell’art. 36 del dpr n. 380/2001, mancando per l’applicazione di tale norma il requisito della “doppia conformità”; infatti anche ove l’edificio fosse conforme alla normativa urbanistica vigente al momento della DIA (anche a non volere considerare gli effetti ex tunc della legittima dichiarazione della sua decadenza), successivamente è intervenuto l’art. 125 delle NTA del PRG, in base al quale perdono efficacia i titoli edilizi i cui interventi non siano stati ultimati entro cinque anni dalla sopravvenienza della norma.

Va assorbito ogni altro motivo od eccezione hic hinde proposto che il Collegio ritiene irrilevante e ininfluente ai fini della presente decisione e comunque non in grado di condurre a diverse conclusioni.

5.- Sussistono giuste ragioni per disporre la compensazione delle spese del presente grado di giudizio, attesa la sufficiente complessità della vicenda e delle questioni insorte.

 

P.Q.M.

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione IV), definitivamente pronunziando in merito al ricorso in epigrafe, lo accoglie e per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, respinge il ricorso di primo grado.

Compensa le spese di entrambi i gradi di giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nelle camere di consiglio del giorno 16 dicembre 2014 e del 9 febbraio 2015 con l’intervento dei magistrati:

Riccardo Virgilio – Presidente

Sandro Aureli – Consigliere

Fabio Taormina – Consigliere

Raffaele Potenza – Consigliere, Estensore

Leonardo Spagnoletti – Consigliere

Depositata in Segreteria il 7 aprile 2015.