Cassazione civile 2013

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 22 novembre 2013 n. 26269. Solo al momento della firma del mandato alle liti il cliente ha avuto con certezza notizia dell’avvenuta accettazione da parte dell’avvocato della sua proposta e, quindi, solo in quel momento sorge l’obbligazione prevista dall’articolo 1326 del c.c., cioè la conclusione del contratto

Il testo integrale

 

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 22 novembre 2013 n.26269[1]

 

Secondo il tribunale la competenza per territorio era quella in cui era stato rilasciato il mandato ad Iitem e dove l’obbligazione avrebbe dovuto eseguirsi (forum destnatae solutionis), cioè nel capoluogo di provincia (dove si trovava lo studio legale dei professionisti) , ai sensi dell’art. 1182, 4 comma, del codice civile,  atteso che si trattava di obbligazione pecuniaria determinata ovvero determinabile nell’ammontare attraverso meri calcoli matematici.

Secondo i giudici della Cassazione la competenza territoriale è stata correttamente stabilità in buona sostanza dal giudice dell’impugnazione, sulla base dei fori alternativi stabiliti dall’art. 20 c. p.c. e cioè del luogo in cui è sorta l’obbligazione, che poi coincide anche con il forum destinatae solutionis di cui al menzionato art. 1182 , 3 comma c.p.c.; in altre parole si è correttamente ritenuto che solo al momento della firma del mandato alle liti, Il proponente (cliente) aveva avuto con certezza notizia dell’avvenuta accettazione da parte dell’avvocato (che firma e autentica al mandato) della sua proposta e dunque solo in quel momento poteva ritenersi sorta l’obbligazione de qua ai sensi dell’art. 1326 c.c

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